PIO CESARE

LANGHE ROSATO DOC "ROSY" 2025 - PIO CESARE

Regular price €13,50 Sale price€15,00you save €1,50

Abbinamenti, Perfetto con pesce, crostacei e formaggi freschi o di media stagionatura.
Alcol, 13,5%
Annata, 2025
Denominazione, Langhe DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Nebbiolo e Syrah

NOTE SENSORIALI:

Questo Rosé langarolo nasce da uve Nebbiolo e Syrah coltivate a Treiso, nel cuore della zona del Barbaresco, e si presenta con un elegante colore rosa ambrato dai riflessi luminosi. Al naso è intenso e raffinato, con un profilo aromatico che unisce piccoli frutti rossi, agrumi e delicate note speziate, tipiche dell’incontro tra la finezza del Nebbiolo e il carattere del Syrah. Al palato è sapido, fresco e di buon corpo, con una trama equilibrata e dinamica che dona profondità e grande piacevolezza di beva. Il finale è persistente, minerale e leggermente speziato.

CURIOSITÁ:

“Rosy” è il nome scelto per dedicare questo vino alla nipote del fondatore, rendendolo una delle etichette più personali e affettive della cantina. Le uve provengono da vigneti di proprietà situati a Treiso, una delle aree più vocate delle Langhe, dove altitudine ed escursioni termiche favoriscono freschezza ed eleganza aromatica. L’unione tra Nebbiolo e Syrah crea un rosato originale e identitario, capace di unire la verticalità tipica del territorio langarolo a una componente più speziata e avvolgente.


Pio Cesare

Pio Cesare è una delle cantine storiche più importanti delle Langhe e una delle realtà che hanno contribuito maggiormente alla diffusione internazionale di Barolo e Barbaresco. La storia comincia nel 1881 nel centro di Alba, quando Cesare Pio – Cesare di nome e Pio di cognome – imprenditore animato da una forte curiosità per il vino, decide di produrre piccole quantità di Barolo e Barbaresco per la propria famiglia e per gli amici. Il suo spirito pionieristico lo porta già all’inizio del Novecento a viaggiare in Europa per promuovere non soltanto i propri vini, ma l’intero territorio delle Langhe. Da allora cinque generazioni si sono succedute alla guida della proprietà e la sede è rimasta nello stesso luogo: Pio Cesare è oggi l’unica cantina ancora operativa nel centro storico di Alba e può utilizzare sulle proprie etichette lo stemma della città. La cantina stessa è un luogo straordinario, sviluppato su quattro livelli e costruito in parte sopra e intorno alle antiche mura romane di Alba Pompeia, che ancora oggi attraversano gli ambienti sotterranei dedicati all’affinamento. Dopo la lunga guida di Pio Boffa, figura determinante per l’affermazione internazionale dell’azienda e scomparso nel 2021, la quinta generazione è oggi rappresentata da Federica Rosy Boffa Pio e dal cugino Cesare Benvenuto Pio, chiamati a preservare uno stile familiare costruito in oltre 140 anni.  Il patrimonio viticolo è cresciuto fino a raggiungere oggi circa 80 ettari di proprietà, intenzionalmente distribuiti in numerosi comuni e terroir delle zone del Barolo e del Barbaresco, oltre che nelle Langhe e, più recentemente, in Alta Langa e nei Colli Tortonesi. Questa frammentazione non è casuale ma costituisce il fondamento stesso della filosofia Pio Cesare: la famiglia ha sempre creduto che l’unione di Nebbiolo provenienti da esposizioni, suoli e comuni differenti possa rappresentare in maniera più completa l’identità complessiva di una denominazione. Nel Barolo il patrimonio comprende vigne a Serralunga d’Alba, dove si trovano Ornato, Briccolina, Serra e Lirano, a Monforte d’Alba con Mosconi, a Novello con Ravera, a La Morra con Roncaglie e a Grinzane Cavour con Gustava e Garretti. Nel territorio del Barbaresco le proprietà comprendono importanti parcelle soprattutto a Treiso e San Rocco Seno d’Elvio. Nebbiolo rimane naturalmente il grande protagonista, affiancato da Barbera, Dolcetto e altri vitigni piemontesi, ma la famiglia ha dimostrato nel tempo una notevole capacità di sperimentazione anche sui bianchi, in particolare con Chardonnay e Sauvignon Blanc e, più recentemente, con il Timorasso dei Colli Tortonesi. Il cuore della produzione rimane però la contrapposizione, solo apparente, tra assemblaggio tradizionale e singola vigna. Il Barolo “Pio” nasce infatti dall’accurata selezione e successiva unione di Nebbiolo provenienti da nove differenti sottozone della denominazione: non viene considerato dalla famiglia un Barolo “base”, ma la sintesi della diversità di Serralunga, Monforte, Novello, La Morra e Grinzane Cavour. La fermentazione e la lunga macerazione avvengono in acciaio, seguite dall’assemblaggio delle diverse parcelle e da circa 24 mesi di affinamento prevalentemente in grandi botti di rovere francese e dell’Europa orientale, con una piccola parte mantenuta per periodi limitati in barrique. Lo stesso principio guida il Barbaresco “Pio”, nato dalla volontà di rappresentare la denominazione attraverso più esposizioni anziché attraverso un singolo vigneto. Parallelamente a questa impostazione classica, la famiglia ha però iniziato molto presto a riconoscere il carattere eccezionale di alcune parcelle. Nel 1985 nasce così il Barolo Ornato, proveniente dall’omonima vigna di Serralunga d’Alba e diventato una delle etichette simbolo della cantina; a questo si sono aggiunti nel tempo il Barolo Mosconi di Monforte d’Alba e il Barbaresco Il Bricco di Treiso, interpretazioni nelle quali la singola provenienza viene lasciata emergere con maggiore precisione. È una doppia filosofia che permette a Pio Cesare di conservare la concezione storica del Barolo e del Barbaresco come vini di assemblaggio e, contemporaneamente, approfondire l’identità delle MGA più significative del proprio patrimonio. Anche la produzione dei bianchi racconta bene lo spirito pionieristico della famiglia. Piodilei, Chardonnay delle Langhe nato negli anni Ottanta, è stato uno dei primi Chardonnay piemontesi fermentati e affinati in legno e dimostra come l’innovazione sia sempre stata accettata quando capace di diventare nel tempo parte della tradizione aziendale. A questa ricerca si sono affiancati Sauvignon Blanc e, più recentemente, Timorasso, mentre Gavi e Moscato d’Asti mantengono il legame con altre denominazioni storiche piemontesi. Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Langhe Nebbiolo completano la parte più tradizionale della gamma, mentre piccolissime produzioni di Vermouth di Torino e Barolo Chinato recuperano due categorie profondamente legate alla cultura enologica piemontese. Oggi Pio Cesare rappresenta quindi molto più di una singola cantina delle Langhe: è una delle famiglie che hanno accompagnato Barolo e Barbaresco dalla dimensione prevalentemente locale dell’Ottocento fino alla loro attuale reputazione internazionale. Il patrimonio di circa 80 ettari consente alla quinta generazione di lavorare contemporaneamente su una visione ampia delle denominazioni e sulla precisione delle singole vigne, mantenendo come principio fondamentale la continuità dello stile. La grande botte rimane centrale nell’affinamento del Nebbiolo, il legno piccolo viene utilizzato soltanto quando funzionale al vino e la tecnologia non viene rifiutata, ma subordinata alla conservazione del carattere varietale e territoriale. Ornato, Mosconi e Il Bricco mostrano la voce delle singole parcelle; Barolo Pio e Barbaresco Pio raccontano invece la tradizione dell’assemblaggio tra terroir differenti. Sono due letture complementari di una stessa filosofia, rimasta sostanzialmente fedele all’intuizione di Cesare Pio del 1881: non produrre vini costruiti per seguire le mode, ma interpretare Nebbiolo e Langhe con uno stile riconoscibile e capace di attraversare le generazioni. È questa continuità, insieme a una delle più straordinarie cantine storiche di Alba e a un patrimonio viticolo distribuito tra alcuni dei grandi terroir di Barolo e Barbaresco, a fare di Pio Cesare uno dei nomi fondamentali della storia del vino piemontese.