AMPHORA ROSSO 2016 - CASTELLO DI LISPIDA
Abbinamenti, È un vino dal carattere deciso, ideale per chi cerca espressioni non convenzionali: perfetto con carni arrosto, piatti saporiti e cucina rustica.
Alcol, 13%
Annata, 2016
Denominazione, Vino Rosso
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Sangiovese 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un rosso intenso e vivo. Al naso è complesso e materico, con note di frutta rossa matura, spezie, erbe aromatiche e leggere sfumature terrose. Al palato è strutturato ma dinamico, con tannini presenti e una freschezza che sostiene il sorso, accompagnando verso un finale lungo e sapido.
CURIOSITÀ:
L’Amphora Rosso 2016 - Castello di Lispida è un vino rosso originale e affascinante, frutto di una vinificazione in anfora che richiama pratiche antiche reinterpretate in chiave moderna. Nasce nei Colli Euganei, da uve selezionate coltivate su suoli vulcanici, che donano al vino profondità e una marcata impronta minerale. La fermentazione e l’affinamento avvengono in anfore di terracotta, senza interventi invasivi, per preservare al massimo l’espressione del vitigno e del territorio.
Castello Di Lispida +
Papa Eugenio III nel 1150 conferma all’ordine monastico di Sant’Agostino il possesso del colle e di una chiesa dedicata a S.Maria di Ispida. Il monastero di Lispida, sorto in posizione isolata e tranquilla, fu sempre un luogo ricco di fascino, oltre che un ambiente ideale per la coltivazione della vite e dell’olivo. Nel 1485 il Doge della Repubblica di Venezia Giovanni Mocenigo confisca ai monaci la proprietà : “affinché le vigne, gli olivi e i campi non siano abbandonati, siano seminati e coltivati nella giusta stagione, e la pietra del colle ci venga mandata con regolarità”. La storia monastica di Lispida si interrompe nel 1792. La proprietà viene in seguito acquistata dai conti Corinaldi, i quali sui resti del vetusto monastero edificano le costruzioni che oggi vediamo, le dotano di cantine imponenti e iniziano la produzione di vini rinomati in tutta Europa. Durante la prima guerra mondiale il Castello di Lispida ospita il quartier generale del re Vittorio Emanuele III°. Alla fine degli anni ‘50 , con l’impianto di nuovi vigneti e con programmi di vinificazione legati ai tradizionali processi produttivi preindustriali, l’azienda riprende la sua vocazione vitivinicola.