DOLCETTO D'ALBA DOC 2023 - CRISTINA PRANDI
Abbinamenti, Perfetto con antipasti piemontesi, salumi, vitello tonnato, pasta al ragù, pizza, carni bianche, grigliate e formaggi freschi o di media stagionatura. Un rosso versatile e conviviale, ideale per la cucina quotidiana e per momenti informali a tavola.
Alcol, 12%
Annata, 2025
Denominazione, Dolcetto d'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Dolcetto 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso dai riflessi violacei. Il naso è diretto e fragrante, con profumi di mora, ciliegia nera, prugna fresca e piccoli frutti di bosco, accompagnati da leggere note floreali di viola e delicati richiami speziati e mandorlati. Al palato è succoso, morbido e dinamico, sostenuto da tannini delicati e da una piacevole freschezza che rende la beva estremamente scorrevole. La struttura è equilibrata e armonica, con finale pulito, fruttato e leggermente amaricante, tipico del vitigno.
CURIOSITÀ:
Il Dolcetto d’Alba DOC 2023 di Cristina Prandi racconta il volto più autentico, quotidiano e conviviale delle Langhe. Un vino profondamente legato alla tradizione piemontese, interpretato con uno stile pulito e territoriale che valorizza fragranza del frutto, freschezza e immediatezza di beva. Prodotto da uve Dolcetto coltivate sulle colline langarole, nasce con l’obiettivo di esprimere tutta la spontaneità del vitigno senza rinunciare a precisione ed equilibrio. L’annata 2023 ha regalato un vino particolarmente luminoso e dinamico, caratterizzato da ottima maturazione del frutto e piacevole tensione gustativa. Cristina Prandi sceglie una vinificazione volta a preservare croccantezza aromatica e identità varietale, evitando eccessi di estrazione o legno invasivo. Il risultato è un rosso schietto e sincero, capace di accompagnare la tavola con naturalezza ma anche di sorprendere per profondità e definizione.
Cristina Prandi +
Cristina Marello Prandi, classe 1998, è una delle voci più giovani e interessanti della nuova Langa. Porta sulle spalle una storia familiare profondissima: quella dei Prandi, legati a Barolo fin dall’Ottocento, con radici che affondano nel cuore del paese e nella tradizione contadina delle Langhe. Dopo anni in cui il nome di famiglia era rimasto più legato alla vendita di uve e vino sfuso, Cristina ha scelto di riportarlo in etichetta, trasformando un’eredità storica in un progetto personale, contemporaneo e coraggioso. La sua è una viticoltura fatta di piccoli numeri, identità e rispetto. Lavora vigneti tra Barolo e La Morra, con Nebbiolo come vitigno centrale, affiancato da Dolcetto e Freisa. In cantina l’approccio è essenziale: fermentazioni spontanee, cemento, acciaio e botti grandi, senza forzature, con l’obiettivo di lasciare parlare il territorio. I vini di Cristina Prandi hanno il fascino della Langa più autentica: eleganti, luminosi, succosi, mai costruiti, capaci di unire profondità contadina e sensibilità moderna. È una produttrice da seguire con attenzione: giovane, determinata, radicata nella storia ma libera nello sguardo. Nei suoi vini c’è la rinascita di un nome antico e, allo stesso tempo, l’energia fresca di una nuova generazione che interpreta Barolo e le Langhe con sincerità, misura e carattere.