BARBERA D'ALBA DOC 2024 - OLEK BONDONIO
Abbinamenti, Perfetto con salumi e affettati piemontesi, primi piatti con ragù di carne, carni bianche alla griglia e formaggi di media stagionatura, esaltando la sua freschezza e la piacevole struttura.
Alcol, 14%
Annata, 2024
Denominazione, Barbera d'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%
NOTE SENSORIALI:
Si presenta con un rosso rubino brillante, limpido e invitante. Al naso emergono frutti rossi freschi, come ciliegia e lampone, accompagnati da leggere note speziate e floreali. Al palato è fresco, armonico e immediato, con tannini morbidi e un finale persistente, che invita al sorso successivo. Il Barbera d’Alba 2024 di Olek Bondonio è un vino versatile, elegante e accessibile, ideale sia per la convivialità quotidiana che per accompagnare piatti tradizionali piemontesi.
CURIOSITÁ:
Il Barbera d’Alba 2024 di Olek Bondonio nasce nel cuore delle Langhe, dove i vigneti godono di terreni argillosi e calcarei ideali per esaltare frutto, freschezza e bevibilità. Questo vino è un esempio della filosofia di Olek: rispettare il terroir, coltivare la vite con pratiche biologiche e vinificare con metodi tradizionali e poco interventisti, valorizzando così l’espressione naturale del vitigno.
Olek Bondonio +

Olek Bondonio è uno dei vignaioli più personali di Barbaresco e il suo progetto nasce nel 2005 all’interno della Cascina La Berchialla, storica proprietà della famiglia situata nel cuore del paese e posseduta fin dai primi decenni dell’Ottocento. Il legame dei Bondonio con la storia viticola locale è però ancora più profondo: tra gli antenati di Olek figura il generale Bernardo Como, uno dei nove pionieri che nel 1894, insieme a Domizio Cavazza, fondarono la prima cantina sociale contribuendo in maniera determinante alla nascita del Barbaresco moderno. Prima di tornare definitivamente nelle Langhe, Olek segue un percorso decisamente fuori dagli schemi: pratica snowboard a livello agonistico, studia agraria ed enologia e accumula esperienze tra Bordeaux, Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Quando rientra a Barbaresco porta con sé questa apertura internazionale, ma sceglie deliberatamente una viticoltura profondamente legata alla tradizione contadina delle Langhe. La proprietà diretta comprende circa due ettari nel comune di Barbaresco, ai quali si sono aggiunte vigne in affitto tra Neive e Alba; la produzione rimane estremamente limitata e ruota soprattutto attorno al Nebbiolo, affiancato da Dolcetto, Barbera e altre varietà locali. Il cuore assoluto del progetto è Roncagliette, uno dei cru storici di Barbaresco, dove si trova la Cascina La Berchialla e dove la famiglia possiede le proprie vigne da generazioni. Da questo vigneto nasce il Barbaresco Roncagliette, il vino che più chiaramente identifica Olek: Nebbiolo in purezza, fermentazione spontanea con lieviti indigeni, macerazioni molto lunghe che possono raggiungere circa cinquanta-sessanta giorni e affinamento per quasi due anni in grandi botti di legno, senza filtrazione all’imbottigliamento. A Roncagliette si affianca Starderi, celebre MGA di Neive, che permette di osservare il Nebbiolo attraverso un territorio differente e completa una produzione di Barbaresco volutamente costruita sulla distinzione delle provenienze; l’Enoteca Regionale del Barbaresco riconosce infatti tra le etichette aziendali il Barbaresco, il Barbaresco Roncagliette e il Barbaresco Starderi. In vigneto Olek segue un'agricoltura estremamente poco interventista: evita pesticidi, mantiene basse le rese attraverso selezioni durante la stagione vegetativa e lavora manualmente gran parte delle parcelle, arrivando anche all’utilizzo del cavallo per alcune lavorazioni. La conduzione segue principi organici pur senza ricercare necessariamente la certificazione, mentre rame e zolfo vengono impiegati con grande moderazione. La stessa essenzialità continua in cantina: fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, pochissima solforosa, vecchi contenitori di legno e nessuna filtrazione diventano strumenti per accompagnare il vino senza costruirne artificialmente il profilo. Il Nebbiolo rimane naturalmente il centro del progetto, ma Dolcetto, Barbera, Langhe Nebbiolo e piccolissime produzioni da altre varietà permettono a Olek di raccontare un volto più ampio delle Langhe, sempre attraverso quantità ridotte e vinificazioni essenziali. Olek Bondonio rappresenta così una sintesi particolarmente affascinante tra la Barbaresco storica e quella contemporanea: alle spalle ha una cascina appartenente alla famiglia da oltre due secoli e un antenato coinvolto direttamente nella nascita della denominazione, ma il suo modo di lavorare è libero da qualsiasi volontà celebrativa. La Berchialla rimane una vera azienda agricola, le dimensioni sono minuscole e il vino nasce da un rapporto estremamente diretto con le vigne. Roncagliette è il centro geografico ed emotivo di tutto, mentre Starderi amplia il confronto con un altro grande terroir del Barbaresco. Lunghe macerazioni, fermentazioni spontanee, grandi botti usate, basse rese e interventi ridotti definiscono vini nei quali Olek cerca soprattutto di non cancellare ciò che arriva dalla vigna. È questa combinazione tra radici profondissime e assoluta libertà interpretativa a rendere Cascina La Berchialla una delle realtà più riconoscibili del Barbaresco artigianale contemporaneo.