DECIMO FILARE

CALUSO DOCG "RADIOS" 2023 - DECIMO FILARE

Regular price €19,90 Sale price€23,00you save €3,10

Abbinamenti, Ideale con antipasti di mare, crudi di pesce, carpacci, sushi, verdure grigliate e risotti leggeri. Perfetto anche con formaggi freschi caprini o piatti tipici piemontesi delicati, come il vitello tonnato. Ottimo come aperitivo o vino di ogni giorno.
Alcol, 12,5%
Annata, 2023
Denominazione, Caluso DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Erbaluce 100%

NOTE SENSORIALI:

Il risultato è un vino tensile, dinamico e profondo, dal profilo agrumato e floreale, con sfumature di erbe di montagna e un finale lungo e sapido.
Un bianco di pensiero, che gioca sull’equilibrio tra mistero e trasparenza — come la sua identità “innominabile”.

CURIOSITÁ:

Radios è un bianco di luce e materia, capace di riflettere il carattere minerale del suo terreno morenico e l’equilibrio tra sabbia e roccia. Nasce da un suolo franco-sabbioso (70% sabbia) di origine morenica e matrice acida, a un’altitudine compresa tra 300 e 350 metri s.l.m.: un habitat che regala vini vibranti, salini, e di grande tensione. Le viti, allevate interamente a pergola, hanno età comprese tra i 4 e i 30 anni, e sono dedicate a un vitigno volutamente “innominabile”, mantenendo il mistero che accompagna questa etichetta. La vendemmia è manuale, con una rigorosa selezione dei grappoli direttamente in cassetta. In cantina, la fermentazione avviene per il 30% in barrique di terzo e quarto passaggio – che donano solo accenni di rotondità e speziatura – e per il 70% in acciaio, per conservare la freschezza e la purezza aromatica. Segue un affinamento in bottiglia di un anno, che armonizza la struttura e ne esalta la componente minerale.

Decimo Filare

A vinificare ci pensa Vittorio Garda, giovane enologo che nel Canavese sta facendo molto, e molto bene. Fino all’anno scorso era anche presidente dei Giovani Vignaioli Canavesani, cui aderisce anche DecimoFilare. La prima vendemmia del Clara è la 2020. La vinificazione si fa per metà in tonneau e per metà in acciaio. Il vino ha l’imprinting delle colline moreniche: acidità, sale, finale asciutto e poi di nuovo sale. L’approccio è rusticheggiante, di quella bella rusticità contadina che poggia proprio sulla freschezza, e questa ti aiuta a bere e rende il vino gastronomico.