ALLEGRINI

AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO DOCG RISERVA "FIERAMONTE" 2018 CASSA LEGNO - ALLEGRINI

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Abbinamenti, La potenza e la profondità del Fieramonte 2018 richiedono piatti di pari intensità. È magnifico con brasati, guancia di manzo, costate di lunga frollatura, agnello al forno e selvaggina come cinghiale e cervo. Trova grande sintonia con polenta e tartufo nero, preparazioni a lunga cottura e formaggi molto stagionati, dove tannino e freschezza riescono a bilanciare la parte più ricca del piatto. Particolarmente affascinante anche l’abbinamento con cioccolato fondente ad altissima percentuale, capace di richiamarne le note di cacao e amarena.
Alcol, 16,5%
Annata, 2018
Denominazione, Amarone della Valpolicella Classico Riserva DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Corvina e il Corvinone in netta prevalenza, completate da Rondinella ed Oseleta

NOTE SENSORIALI:

L’Amarone della Valpolicella Classico DOCG Riserva “Fieramonte” 2018 di Allegrini si presenta con un rosso rubino profondo e compatto, già attraversato da eleganti sfumature granate. Il naso è intenso e stratificato, con amarena, mora, lampone selvatico e prugna matura che si intrecciano a viola e frutta secca. Con l’ossigenazione emergono caffè, tabacco, cacao fondente, liquirizia e un raffinato corredo speziato di cannella e cardamomo. Al palato è monumentale ma tutt’altro che statico: la materia è ricca e concentrata, sostenuta da una freschezza sorprendente che alleggerisce la potenza e mantiene il sorso dinamico. I tannini sono fitti, profondi e ancora energici, ma perfettamente integrati nella struttura. La chiusura è lunghissima, asciutta e vibrante, con ritorni di frutta scura, cioccolato, caffè e spezie. Un Amarone Riserva di grandissima profondità, costruito per una lunga evoluzione.

CURIOSITÁ:

Fieramonte nasce esclusivamente dall’omonimo vigneto di circa 3,5 ettari situato a Mazzurega, nella Valpolicella Classica, a 415 metri di altitudine. La parcella è esposta a sud-est, conta circa 4.540 ceppi per ettaro allevati a Guyot e poggia su terreni sciolti e ciottolosi, ricchi di scheletro, magnesio e ferro. L’impianto risale ai primi anni Duemila e dal 2011 i grappoli migliori vengono destinati esclusivamente alla produzione di questa Riserva. L’assemblaggio vede Corvina Veronese e Corvinone nettamente prevalenti, completati da Rondinella e Oseleta. Nel 2018 la vendemmia manuale avviene nella seconda settimana di settembre; le uve appassiscono in fruttaio perdendo circa il 40-45% del proprio peso e vengono pigiate e diraspate soltanto a gennaio. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino matura almeno 48 mesi in barrique nuove di rovere francese, passa quindi 6 mesi in grandi botti di Slavonia e riposa almeno altri 24 mesi in bottiglia. Il 2018 raggiunge 16,5% vol., con appena 3,9 g/l di zucchero residuo.

Allegrini

Allegrini è una delle famiglie che hanno segnato più profondamente la storia moderna della Valpolicella Classica, territorio nel quale la sua presenza è documentata fin dal XVI secolo e dove, generazione dopo generazione, ha costruito un patrimonio viticolo strettamente legato a Fumane e alle colline veronesi. La trasformazione decisiva avviene a partire dagli anni Sessanta con Giovanni Allegrini, figura centrale nella rinascita qualitativa della denominazione: selezione più rigorosa delle uve, maggiore attenzione ai singoli vigneti e introduzione di importanti innovazioni agronomiche ed enologiche cambiano progressivamente il volto della proprietà. Nel 1979 Giovanni acquista La Grola, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, intuendone le straordinarie potenzialità e introducendo anche il sistema di allevamento a Guyot, allora innovativo per la zona; proprio sulla sommità di questa collina decide di piantare esclusivamente Corvina, dando origine a La Poja, destinato a diventare uno dei vini simbolo dell’azienda. L’eredità viene successivamente sviluppata dai figli Franco, Marilisa e Walter, protagonisti di una nuova fase di crescita e affermazione internazionale. Franco, in particolare, imprime un forte impulso alla ricerca enologica, perfezionando la gestione dell’appassimento delle uve destinate ad Amarone e Recioto e introducendo l’utilizzo della barrique accanto alle tradizionali botti di rovere di Slavonia; dalla sua ricerca nasce anche il metodo della doppia fermentazione utilizzato per Palazzo della Torre, nel quale una parte di uve appassite viene impiegata per avviare una seconda fermentazione del vino, aumentando complessità e struttura senza ricorrere al tradizionale ripasso sulle vinacce dell’Amarone. Un altro passaggio fondamentale è la creazione di Terre di Fumane, centro dedicato all’appassimento e alla ricerca sulle tecniche di conservazione delle uve, attraverso il quale Allegrini contribuisce in maniera significativa alla modernizzazione di una delle pratiche più antiche della Valpolicella. Il patrimonio aziendale comprende alcuni dei vigneti più importanti della denominazione, tra Fumane, Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Marano e Mazzurega, con parcelle come La Grola, La Poja, Palazzo della Torre, Fieramonte, Villa Cavarena, Marezzane e Monte dei Galli. La Grola rimane uno dei luoghi più emblematici: si sviluppa tra circa 270 e 320 metri di altitudine, protetta a nord dal Monte Pastello e influenzata dalle correnti provenienti dal Monte Baldo, dalla Valle dell’Adige e dalla vicinanza del Lago di Garda. I terreni argilloso-calcarei, poveri e ricchi di scheletro, limitano naturalmente la vigoria delle piante e favoriscono concentrazione e maturità. Corvina Veronese è il vitigno centrale della filosofia Allegrini, affiancata da Corvinone, Rondinella e Oseleta, e trova la propria interpretazione più radicale proprio ne La Poja, prodotta in purezza dalle uve coltivate sulla parte sommitale della collina. L’Amarone della Valpolicella Classico rappresenta invece la sintesi della grande tradizione dell’appassimento, interpretata attraverso un controllo estremamente preciso della disidratazione e della qualità delle uve; al vertice si colloca Fieramonte, Amarone della Valpolicella Classico Riserva proveniente dall’omonimo vigneto di alta collina a Mazzurega e prodotto soltanto nelle annate ritenute adeguate. Palazzo della Torre esprime un'altra delle intuizioni più riconoscibili della famiglia, mentre La Grola racconta direttamente l’omonima collina attraverso un vino nel quale Corvina e altre varietà autoctone restituiscono struttura, profondità e carattere territoriale. Valpolicella Classico e Valpolicella Classico Superiore completano la lettura della denominazione con interpretazioni più immediate ma sempre fortemente centrate sulla Corvina. Oggi Allegrini sta vivendo un nuovo passaggio generazionale: dopo il riassetto societario avviato tra il 2023 e il 2024, la storica azienda della Valpolicella è controllata e guidata da Francesco, Giovanni e Matteo, figli di Franco Allegrini, insieme alla cugina Silvia, figlia di Walter; Francesco ricopre il ruolo di amministratore delegato, Giovanni segue la cantina ed è Brand Ambassador, mentre Matteo coordina i rapporti con i mercati internazionali. La nuova generazione ha scelto di riportare ancora più nettamente al centro Allegrini e la Valpolicella, separando questo percorso dalle proprietà toscane rimaste invece sotto la guida di Marilisa Allegrini e delle figlie. È un passaggio importante perché apre un nuovo capitolo senza modificare il principio che ha accompagnato l’azienda per decenni: utilizzare innovazione e ricerca non per allontanarsi dalla tradizione, ma per interpretarla con maggiore precisione. Dalla visione di Giovanni alla ricerca di Franco, fino all’attuale generazione, Allegrini ha contribuito concretamente a cambiare la percezione internazionale della Valpolicella, dimostrando che Corvina, appassimento e singoli vigneti possono dare origine non soltanto a vini potenti e maturi, ma a espressioni territoriali capaci di eleganza, profondità e lunghissima evoluzione. La Poja, La Grola, Palazzo della Torre, Amarone e Fieramonte sono così differenti capitoli dello stesso racconto: quello di una famiglia presente in Valpolicella da oltre cinque secoli e diventata uno dei riferimenti fondamentali per comprenderne l’evoluzione moderna.