ANTONIOTTI

BRAMATERRA DOC 2020 - ANTONIOTTI

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Abbinamenti, Risotto al bramaterra, agnello brodettato, formaggi stagionati di late vaccino.
Alcol, 13,5%
Annata, 2020
Denominazione, Bramaterra DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 70%, Vespolina, Croatina, Uva Rara

NOTE SENSORIALI:

Rubino vivido e lucente, da autentico Nebbiolo di gran nerbo, al naso rivela, specie da giovane, una netta trama floreale e di viola, con sentori di frutti di bosco ed ampi echi speziati di pepe, tabacco e cannella. Il palato è ancora fruttato e dal tannino indomito, ma la mineralità, tipica dei Bramaterra d'altura, dà pulizia e precisione al sorso, che accenna sfumature di rosa, lampone, ribes, liquirizia ed erbe aromatiche.

CURIOSITÁ:

Il Bramaterra della Cantina Antoniotti è un esempio magnifico dell'eccellenza vitivinicola dell'Alto Piemonte, una regione meno conosciuta rispetto alle più celebri aree del Barolo e Barbaresco, ma altrettanto ricca di tradizione e unicità. Questo vino rappresenta la massima espressione del territorio di Bramaterra, dove il suolo vulcanico e il clima delle Prealpi conferiscono caratteristiche distintive al Nebbiolo, che qui viene sapientemente combinato con varietà locali come Croatina, Vespolina e Uva Rara.

Antoniotti

La tenuta Antoniotti dispone di appena 5 ettari e mezzo di vigneti, impiantati sui caratteristici suoli acidi e rocciosi di origine vulcanica che distinguono l’areale di Bramaterra, ricchi di porfido e di elementi minerali come il ferro e il manganese. Oltre al Nebbiolo, vitigno principe della cantina, gli Antoniotti allevano le altre varietà tradizionali Croatina, Vespolina e Uva Rara. Le altitudini sono comprese tra i 400 e i 450 metri sul livello del mare mentre il clima è soleggiato e ben ventilato, ideale per una viticoltura di qualità, anche grazie alle notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte. La conduzione agronomica adottata da Odilio e Mattia segue la sostenibilità e per questo esclude l’impiego di diserbanti, prevedendo l’utilizzo di sole minime dosi di rame e zolfo nella difesa fitosanitaria. Le fermentazioni avvengono in maniera spontanea grazie al solo intervento dei lieviti indigeni in vasche di acciaio inox o antiche vasche di cemento vetrificato interrate, con i conseguenti periodi di invecchiamento che hanno invece luogo in botti grandi di rovere di Slavonia e tonneau. I vini vengono infine imbottigliate senza alcun ricorso a operazioni di chiarifica e filtrazione.