PINOT NOIR "MODRI VECCHIE VIGNE" 2023 - MOVIA
Abbinamenti, A tavola si abbina splendidamente a carni bianche, pollame, piatti a base di funghi, cucina vegetariana strutturata e formaggi a media stagionatura.
Alcol, 13%
Annata, 2023
Denominazione, Slovenja Suho Rdece Kakovostno Vino Zgp Brda
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Slovenia
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Al naso si esprime con profumi raffinati di ciliegia, lampone e fragolina di bosco, intrecciati a note floreali, spezie delicate, accenni terrosi e una sottile impronta minerale. Con l’aria emergono sfumature più profonde e complesse, che richiamano il sottobosco e le erbe aromatiche. In bocca è armonioso e vibrante, con un corpo slanciato, tannini setosi e una freschezza ben calibrata che accompagna un sorso preciso e continuo. Il finale è lungo, elegante e sapido, lasciando una sensazione di equilibrio e profondità. È un Pinot Noir di carattere, più giocato sulla finezza e sull’espressione del luogo che sulla potenza, capace di evolvere con grazia nel tempo.
CURIOSITÁ:
Il Pinot Noir “Modri V.V.” 2023 di Movia è un vino di grande finezza e personalità, che interpreta il Pinot Nero in chiave profondamente territoriale, secondo la visione biodinamica e non interventista che caratterizza storicamente la cantina Movia, nel cuore del Brda, tra Slovenia e Collio. Le uve provengono da vecchie vigne (“V.V.” – Vece Trte), coltivate senza l’uso di chimica di sintesi, su suoli marnosi che conferiscono eleganza e tensione al vino. Un vino che riflette appieno la filosofia Movia: rispetto della natura, autenticità e ricerca costante dell’espressione più pura del vigneto.
Movia +
Movia è una delle cantine simbolo della Slovenia e una delle realtà che hanno maggiormente contribuito alla riscoperta internazionale dei vini di Brda, il territorio collinare che prosegue senza soluzione di continuità nel Collio italiano. La tenuta ha origini all’inizio del Settecento, mentre dal 1820 appartiene alla famiglia Kristančič, arrivata oggi a oltre due secoli di conduzione ininterrotta. La sede si trova a Ceglo, nei pressi di Dobrovo, letteralmente a ridosso del confine: una posizione che non è soltanto geografica, perché una parte dei vigneti si trova in Slovenia e una parte in Italia, facendo di Movia un progetto naturalmente sospeso tra Goriška Brda e Collio. Oggi la proprietà si estende complessivamente per circa 30 ettari, dei quali 25 vitati, distribuiti sui due lati della frontiera. La storia della famiglia è inevitabilmente intrecciata con quella tormentata di questo territorio, passato nel corso del Novecento attraverso guerre, cambiamenti di confine e differenti stati senza che i Kristančič abbandonassero mai le proprie vigne. Durante il periodo jugoslavo Movia rappresentò un caso quasi unico: mentre gran parte dei viticoltori era obbligata a conferire le uve alle strutture cooperative, la famiglia riuscì a mantenere la propria attività privata e i suoi vini arrivarono a essere utilizzati anche per il protocollo ufficiale jugoslavo. Il protagonista della trasformazione contemporanea è Aleš Kristančič, che prende progressivamente in mano la proprietà negli anni Novanta dopo essersi formato in enologia e aver maturato esperienze anche fuori dalla Slovenia. Con lui Movia diventa una delle cantine più riconoscibili dell’Europa centrale e soprattutto sviluppa una filosofia radicalmente centrata sulla vitalità della terra e sulla riduzione dell’intervento umano. La convinzione di Aleš è che il vino non debba essere costruito in cantina, ma scoperto all’interno dell’uva: una visione che ha portato il domaine verso agricoltura biologica, pratiche biodinamiche, maturazioni spinte e vinificazioni capaci di lasciare grande libertà alla materia prima. Movia è certificata biologica dal 2004 e nei vigneti vengono utilizzati compost biodinamici e prodotti di origine naturale, con l’obiettivo di mantenere i terreni vivi e favorire l’equilibrio della pianta. La particolare posizione di Brda svolge un ruolo fondamentale. Le colline si trovano tra le Alpi Giulie e l’Adriatico e beneficiano contemporaneamente delle correnti fresche provenienti dalle montagne e dell’influenza mediterranea. I terreni sono dominati dalla celebre ponca, alternanza friabile di marne e arenarie che caratterizza anche il Collio italiano: suoli poveri, facilmente erodibili e particolarmente adatti alla vite, capaci di imprimere ai vini tensione, sapidità e una forte personalità minerale. Rebula, nome sloveno della Ribolla Gialla, occupa inevitabilmente una posizione centrale, affiancata da Chardonnay, Sauvignon, Sauvignon Vert, Pinot Grigio e Malvasia Istriana tra le varietà bianche e da Merlot, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero tra quelle rosse. Aleš lavora ogni vitigno in funzione della parcella e dell’esposizione: la Rebula, che necessita di calore per raggiungere la maturità ricercata, viene privilegiata sui versanti più soleggiati, mentre altre varietà bianche possono occupare esposizioni più fresche. In cantina il principio rimane quello della minima interferenza. Le fermentazioni vengono svolte esclusivamente con lieviti indigeni, non vengono utilizzati additivi enologici e la solforosa è impiegata in quantità minime, fino a essere completamente assente in alcune cuvée. Macerazioni sulle bucce, lunghi élevage, legno e permanenze prolungate sui lieviti non seguono una ricetta unica, ma vengono adattati alla varietà e all’annata. È proprio questa libertà a rendere i vini di Movia difficili da inserire nelle categorie convenzionali del vino naturale: Aleš non ricerca necessariamente vini estremi, ma maturità, stabilità naturale e capacità di evolvere per molti anni. La gamma racconta perfettamente questa filosofia. Rebula rappresenta una delle letture più immediate del vitigno simbolo di Brda, mentre le selezioni Vecchie Vigne approfondiscono il rapporto con le parcelle più mature. Lunar è probabilmente uno dei vini più radicali: nasce da Rebula sottoposta a lunga macerazione e viene imbottigliata praticamente senza separare il vino dai propri depositi, portando all’estremo il concetto di vino non manipolato. Veliko, nelle versioni Belo e Rdeče, costituisce invece il vertice storico della produzione: grandi assemblaggi bianchi e rossi costruiti attraverso selezioni delle migliori uve e lunghi affinamenti, pensati fin dall’origine per evolvere nel tempo. Negli ultimi anni il lavoro parcellare è diventato ancora più evidente attraverso la linea Vinia, nella quale singoli vitigni vengono associati a specifiche vigne come Java, Gredič e Dol, trasformando il patrimonio aziendale in una vera cartografia dei terroir di Brda. Un capitolo completamente autonomo è quello degli spumanti Puro. Aleš ha sviluppato un metodo volutamente provocatorio: il vino completa la seconda fermentazione in bottiglia ma non viene sboccato in cantina e arriva al consumatore ancora con i propri lieviti. Il dégorgement viene quindi effettuato soltanto al momento dell’apertura, espellendo naturalmente il deposito grazie alla pressione presente nella bottiglia. L’idea è evitare che il vino venga stabilizzato dopo la sboccatura e conservarlo in contatto con i lieviti fino all’ultimo istante, trasformando anche l’apertura in parte integrante dell’esperienza. Puro Bianco e Puro Rosé sono diventati negli anni due delle etichette più riconoscibili di Movia e sintetizzano perfettamente il carattere di Aleš: rispetto per la tradizione, conoscenza tecnica e contemporaneamente totale disponibilità a mettere in discussione le convenzioni. Oggi Movia rimane una proprietà familiare guidata da Aleš insieme a Vesna Kristančič e continua a produrre esclusivamente dalle proprie vigne. Dietro la personalità istrionica del suo vignaiolo esiste però un patrimonio agricolo estremamente serio: 25 ettari vitati, oltre due secoli di continuità familiare, agricoltura biologica certificata, fermentazioni indigene e una conoscenza profondissima della ponca e delle esposizioni di Brda. È questa combinazione a spiegare l’importanza di Movia. Quando negli anni Novanta Aleš iniziò a portare i propri vini fuori dalla Slovenia, il paese era ancora quasi sconosciuto sulla scena enologica internazionale; Movia contribuì concretamente a dimostrare che Brda poteva confrontarsi con i grandi territori europei. Rebula, Lunar, Puro e Veliko sono diventati nel tempo differenti espressioni della stessa idea: lasciare che uva, terra e tempo costruiscano il vino, riducendo l’intervento dell’uomo a ciò che è realmente necessario. Dopo più di duecento anni della famiglia Kristančič a Ceglo, Movia rimane così una delle cantine più personali e influenti dell’area di confine tra Slovenia e Italia, capace di trasformare una frontiera politica in uno dei propri elementi di identità e la ponca di Brda nel filo conduttore di vini profondi, longevi e immediatamente riconoscibili.