CALABRETTA

TERRE SICILIANE IGT CARRICANTE 2024 - CALABRETTA

Regular price €19,90 Sale price€22,50you save €2,60

Abbinamenti, Perfetto con piatti a base di pesce crudo o cotto, come tartare di gamberi, carpacci di pesce bianco e crostacei.
Alcol, 12,5%
Annata, 2024
Denominazione, Terre Siciliane IGT
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Carricante 100%

NOTE SENSORIALI:

Si presenta con un giallo paglierino brillante. Il naso è preciso e territoriale, con note di limone, pera, fiori di ginestra e cenere vulcanica, accompagnate da sfumature saline e leggere erbe mediterranee. In bocca è teso, agrumato e salino, con una trama elegante e una freschezza che allunga il sorso. Il finale è lungo e minerale, con un ritorno di frutta bianca e accenni fumé.

CURIOSITÁ:

Il Carricante 2024 di Calabretta è un bianco di grande personalità, che interpreta con eleganza il versante nord dell’Etna, dove il vitigno trova un equilibrio naturale tra freschezza e profondità minerale. Le viti, coltivate a Contrada Calderara su suoli vulcanici sabbiosi e ricchi di pietra pomice, vengono lavorate in modo tradizionale e senza chimica, secondo la filosofia contadina della famiglia Calabretta. La vinificazione è spontanea con lieviti indigeni, seguita da un affinamento in acciaio e botti neutre, per preservare la purezza del frutto e la tensione tipica del vitigno. Il risultato è un bianco limpido e verticale, in cui la mineralità etnea incontra una sorprendente finezza aromatica: un Carricante autentico, essenziale e vibrante.

Calabretta

L’azienda vinicola Calabretta si rinnova sotto l'impulso di Massimiliano, aiutato dal padre Massimo, nel 1997, preceduti da una lunga tradizione tra le vigne. Da quattro generazioni coltivano la terra seguendo le usanze plurisecolari dell’imponente Etna. L’azienda sorge sul versante settentrionale del vulcano, più precisamente nel comune di Randazzo.

Sui dodici ettari e mezzo di terreni vitati, Massimiliano ha recuperato le vecchie vigne, i muretti a secco, impiantato nuovi e vecchi vitigni, preferibilmente a piede franco. Gli impianti sono ad alberello siti su terrazze a gradoni sorrette da muri a secco, sui quali si effettuano trattamenti assolutamente “al naturale”: solo limitate dosi di zolfo e rame praticando il sovescio, la potatura manuale e la raccolta a mano. Il terreno lavico, la forte escursione termica tra giorno e notte e la perfetta soleggiatura diurna, portano ad una perfetta maturazione delle uve verso metà ottobre.

La cantina, ispirata al passato e disposta su più livelli, ospita locali sotterranei colmi di botti di rovere, necessarie per lunghe maturazioni secondo i tempi del vino. Come in vigna, i procedimenti in cantina sono del tutto naturali: fermentazioni, precipitazioni e chiarifiche spontanee. Grazie a questa cura i vini ottenuti risvegliano olfatto e gusto, facendo rivivere profumi e sapori che appartengono ad una memoria ormai quasi scomparsa di questo luogo sacro. Oltre ai bellissimi bianchi Minnella e Carricante, si ricordano il Nerello Mascalese Vigne Vecchie e il Piede Franco, nato dalla voglia di Massimiliano di impiantare nuove viti senza piede americano, in uno dei pochissimi territori che lo consentono.