TRENTO DOC PAS DOSÉ 2020 - ALTEMASI
Abbinamenti, La freschezza, la sapidità e l’assenza di dosaggio rendono il Pas Dosé 2020 particolarmente efficace a tavola. È ideale con ostriche, crostacei crudi, tartare e carpacci di pesce, ma accompagna molto bene anche sushi, sashimi, fritti di mare e pesci alla griglia. Interessante con salumi delicati della tradizione trentina, dove acidità e perlage riescono a ripulire il palato, oppure con formaggi freschi e di media stagionatura. La struttura permette anche abbinamenti con risotti di mare, trota e salmerino.
Alcol, 12,5%
Annata, 2020
Denominazione, Trento DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 60%, Pinot Nero 40%
NOTE SENSORIALI:
Il Trento DOC Pas Dosé 2020 di Altemasi si presenta con un giallo paglierino brillante, attraversato da riflessi verdolini e animato da un perlage fine, sottile e persistente. Il naso è fresco e preciso, con mela, pesca bianca e pera accompagnate da una componente agrumata elegante, nella quale spiccano bergamotto e scorza di limone. Con l’ossigenazione emergono leggere sfumature floreali, mandorla fresca e delicati richiami di panificazione. Al palato è pieno e ben strutturato, ma sostenuto da un’acidità vibrante che mantiene il sorso teso e dinamico. La bollicina è cremosa e perfettamente integrata, mentre l’assenza di dosaggio mette in evidenza la naturale sapidità e la precisione del frutto. Il finale è lungo, asciutto e nitido, con ritorni agrumati e una piacevole chiusura ammandorlata. Un Metodo Classico di montagna rigoroso, equilibrato e particolarmente gastronomico.
CURIOSITÀ:
Il Pas Dosé 2020 nasce da un assemblaggio di 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero, con rese contenute a circa 60 hl/ha. Le uve provengono da più aree vocate del Trentino: i conoidi dolomitici con terreni calcarei ricchi di scheletro, la Valle dei Laghi con suoli calcareo-marnosi ben drenati e la Valle di Cembra, caratterizzata da ripidi versanti e depositi fluvio-glaciali ghiaiosi. I vigneti si trovano tra 450 e 600 metri, dove le forti escursioni termiche favoriscono acidità e integrità aromatica. La vendemmia è manuale in cassette, seguita da pressatura soffice e fermentazione del vino base in acciaio inox. La presa di spuma avviene nell’aprile successivo e il 2020 viene sboccato dopo 47 mesi dal tiraggio, senza alcuna aggiunta di liqueur zuccherina. Altemasi, il cui nome richiama i “masi più alti”, nasce dall’esperienza spumantistica di Cavit; la cantina dedicata alla linea è stata inaugurata nel 1994.
Altemasi +
Altemasi è il progetto con cui Cavit ha scelto di raccontare la parte più alta, fresca e vocata del Trentino attraverso il Metodo Classico, costruendo nel tempo un’identità precisa e riconoscibile all’interno del Trentodoc. Il nome stesso nasce dall’unione di “alte” e “masi” e richiama immediatamente la montagna, le quote elevate e quel paesaggio trentino nel quale la vite convive con boschi, rocce e forti escursioni termiche. La Cantina Altemasi nasce nei primi anni Novanta – Cavit indica il 1993 come anno di fondazione della cantina dedicata agli spumanti, mentre il sito Altemasi ne colloca l’inaugurazione nel 1994 – con l’obiettivo di concentrare in una struttura specifica tutta l’esperienza maturata dal gruppo nella spumantizzazione. Dietro Altemasi c’è infatti Cavit, il grande sistema cooperativo trentino che riunisce cantine sociali e migliaia di viticoltori, ma il progetto viene gestito attraverso una selezione molto precisa: non tutte le uve entrano nelle cuvée, perché Chardonnay e Pinot Nero vengono scelti nei vigneti considerati maggiormente adatti alla produzione di Metodo Classico. È proprio questa possibilità di selezionare parcelle in aree molto diverse del Trentino a rappresentare uno dei punti di forza di Altemasi. Le vigne destinate alle cuvée più importanti raggiungono altitudini comprese indicativamente tra 450 e 750 metri e interessano le Colline di Trento, la Valle dei Laghi, la Valle di Cembra e l’Altopiano di Brentonico, territori differenti per geologia e microclima ma accomunati dalla forte impronta montana. Sulle Colline di Trento dominano suoli di origine glaciale, profondi e calcarei, capaci di dare struttura e una marcata componente minerale; nella Valle dei Laghi le marne glaciali e le importanti escursioni termiche favoriscono acidità e longevità; in Valle di Cembra i ripidi versanti e i terreni sabbiosi di origine glaciale contribuiscono a freschezza e intensità aromatica; sull’Altopiano di Brentonico compaiono invece profondi suoli basaltici, particolarmente interessanti per il Pinot Nero e capaci di portare maggiore struttura, volume e sapidità. È dall’incontro di queste zone che nasce lo stile Altemasi: non la fotografia di un singolo vigneto, ma una selezione della viticoltura d’altitudine trentina utilizzata per costruire Metodo Classico di grande precisione. Lo Chardonnay rappresenta il vitigno centrale della produzione grazie alla sua capacità di mantenere acidità e sviluppare complessità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero viene utilizzato per struttura, profondità e carattere, diventando protagonista assoluto nel Blanc de Noirs e fondamentale nei Rosé e nel Pas Dosé. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve vengono raccolte in cassette, pressate delicatamente e vinificate separando le differenti basi prima dell’assemblaggio e della seconda fermentazione in bottiglia. Il tempo è uno degli elementi fondamentali della filosofia Altemasi: la permanenza sui lieviti non viene considerata semplicemente un passaggio tecnico previsto dal Metodo Classico, ma uno strumento attraverso il quale i vini acquistano complessità, cremosità e profondità mantenendo la naturale freschezza delle uve di montagna. La gamma permette di comprendere bene questa impostazione. Il Millesimato è prodotto esclusivamente da Chardonnay selezionato nei vigneti collinari e rappresenta probabilmente l’espressione più immediata dello stile della casa; il Rosé mette insieme Chardonnay e Pinot Nero, mentre il Rosé Riserva utilizza selezioni provenienti anche da vigneti che raggiungono i 750 metri di altitudine. Il Blanc de Noirs nasce invece esclusivamente da Pinot Nero coltivato in alta collina e mostra il volto più strutturato e vinoso di Altemasi. Particolarmente interessante è il Pas Dosé, composto nelle versioni recenti da 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero provenienti da vigneti situati tra circa 450 e 600 metri: dopo la fermentazione delle basi in acciaio, la seconda fermentazione avviene in bottiglia e l’affinamento può superare i 45 mesi, con sboccatura senza alcuna aggiunta di liqueur zuccherina. Gran Cuvée è invece un progetto interamente dedicato allo Chardonnay e nasce dall’assemblaggio delle migliori selezioni di tre annate differenti provenienti da vigneti tra 450 e 700 metri, scelta che permette di mettere insieme freschezza, struttura e complessità superando la logica del singolo millesimo. Al vertice della produzione si trova Riserva Graal, la cuvée più ambiziosa della casa, un Trentodoc Riserva millesimato che rimane oltre 60 mesi sui lieviti e sintetizza meglio di ogni altra bottiglia il rapporto tra montagna e tempo. Altemasi rappresenta quindi una realtà particolare nel panorama italiano del Metodo Classico: alle sue spalle non c’è il patrimonio di pochi ettari di una singola famiglia, ma la possibilità di selezionare uve all’interno di una delle più grandi e articolate realtà viticole del Trentino. La forza del progetto sta proprio nel trasformare questa dimensione in selezione, scegliendo Chardonnay e Pinot Nero soltanto nei vigneti più adatti alla spumantizzazione e utilizzando le differenze tra Colline di Trento, Valle dei Laghi, Valle di Cembra e Brentonico per costruire cuvée equilibrate e longeve. Altitudine, forti escursioni termiche, acidità naturale delle uve e lunghi affinamenti sui lieviti sono il filo conduttore di tutta la produzione. Altemasi è, in definitiva, la lettura più alta e ambiziosa del Metodo Classico secondo Cavit: bollicine di montagna nelle quali la tecnologia serve soprattutto a preservare precisione e pulizia, mentre sono il territorio trentino e il lento trascorrere del tempo in bottiglia a costruire il carattere dei vini.