ALTEMASI

TRENTO DOC PAS DOSÉ 2019 - ALTEMASI

Regular price €38,50 Sale price€43,00you save €4,50

Abbinamenti, Ideale in abbinamento a piatti a base di pesce, sushi, crostacei, carni bianche e formaggi freschi.
Alcol, 12,5%
Annata, 2019
Denominazione, Trento DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 60%, Pinot Nero 40%

NOTE SENSORIALI:

Il Trento DOC Pas Dosé 2019 di Altemasi si presenta con un giallo paglierino brillante, attraversato da riflessi luminosi e animato da un perlage fine, fitto e persistente. Il naso è fresco e preciso, con mela, pesca bianca e bergamotto in primo piano, seguiti da susina gialla, albicocca e delicate sfumature floreali. Con l’ossigenazione emergono richiami più complessi di frutta secca, anice e leggere sensazioni di crosta di pane, mantenendo sempre grande nitidezza. Al palato è pieno e ben strutturato, ma la freschezza rimane protagonista e dona energia a tutto il sorso. La componente sapida aumenta progressivamente la tensione, mentre la bollicina cremosa accompagna una trama elegante e perfettamente asciutta. Il finale è lungo, pulito e persistente, caratterizzato da ritorni agrumati e da una piacevole sfumatura ammandorlata. Un Trentodoc rigoroso e raffinato, capace di combinare profondità, freschezza e grande bevibilità.

CURIOSITÀ:

Il Pas Dosé 2019 nasce da 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero selezionati in differenti territori vocati del Trentino, tra i 450 e i 600 metri di altitudine. Le uve provengono dai conoidi dolomitici con terreni calcarei ricchi di scheletro, dalla Valle dei Laghi con suoli calcareo-marnosi ben drenati e dai ripidi versanti della Valle di Cembra, caratterizzati da depositi fluvio-glaciali ghiaiosi. Le forti escursioni termiche favoriscono il mantenimento dell’acidità, fondamentale per un Metodo Classico destinato a un lungo affinamento. La vendemmia 2019 iniziò a settembre dopo un’estate calda e asciutta, consegnando uve sane, mature e ancora ricche di freschezza. Dopo la raccolta manuale in cassette e la pressatura soffice, il vino base fermenta in acciaio. La presa di spuma avviene nell’aprile successivo e, secondo la scheda tecnica ufficiale dedicata al 2019, la sboccatura viene effettuata dopo 44 mesi dal tiraggio, senza alcuna aggiunta di liqueur zuccherina. Il risultato è un autentico Pas Dosé da 12,5% vol., espressione dello stile di montagna di Altemasi.

Altemasi

Altemasi è il progetto con cui Cavit ha scelto di raccontare la parte più alta, fresca e vocata del Trentino attraverso il Metodo Classico, costruendo nel tempo un’identità precisa e riconoscibile all’interno del Trentodoc. Il nome stesso nasce dall’unione di “alte” e “masi” e richiama immediatamente la montagna, le quote elevate e quel paesaggio trentino nel quale la vite convive con boschi, rocce e forti escursioni termiche. La Cantina Altemasi nasce nei primi anni Novanta – Cavit indica il 1993 come anno di fondazione della cantina dedicata agli spumanti, mentre il sito Altemasi ne colloca l’inaugurazione nel 1994 – con l’obiettivo di concentrare in una struttura specifica tutta l’esperienza maturata dal gruppo nella spumantizzazione. Dietro Altemasi c’è infatti Cavit, il grande sistema cooperativo trentino che riunisce cantine sociali e migliaia di viticoltori, ma il progetto viene gestito attraverso una selezione molto precisa: non tutte le uve entrano nelle cuvée, perché Chardonnay e Pinot Nero vengono scelti nei vigneti considerati maggiormente adatti alla produzione di Metodo Classico. È proprio questa possibilità di selezionare parcelle in aree molto diverse del Trentino a rappresentare uno dei punti di forza di Altemasi. Le vigne destinate alle cuvée più importanti raggiungono altitudini comprese indicativamente tra 450 e 750 metri e interessano le Colline di Trento, la Valle dei Laghi, la Valle di Cembra e l’Altopiano di Brentonico, territori differenti per geologia e microclima ma accomunati dalla forte impronta montana. Sulle Colline di Trento dominano suoli di origine glaciale, profondi e calcarei, capaci di dare struttura e una marcata componente minerale; nella Valle dei Laghi le marne glaciali e le importanti escursioni termiche favoriscono acidità e longevità; in Valle di Cembra i ripidi versanti e i terreni sabbiosi di origine glaciale contribuiscono a freschezza e intensità aromatica; sull’Altopiano di Brentonico compaiono invece profondi suoli basaltici, particolarmente interessanti per il Pinot Nero e capaci di portare maggiore struttura, volume e sapidità. È dall’incontro di queste zone che nasce lo stile Altemasi: non la fotografia di un singolo vigneto, ma una selezione della viticoltura d’altitudine trentina utilizzata per costruire Metodo Classico di grande precisione. Lo Chardonnay rappresenta il vitigno centrale della produzione grazie alla sua capacità di mantenere acidità e sviluppare complessità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero viene utilizzato per struttura, profondità e carattere, diventando protagonista assoluto nel Blanc de Noirs e fondamentale nei Rosé e nel Pas Dosé. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve vengono raccolte in cassette, pressate delicatamente e vinificate separando le differenti basi prima dell’assemblaggio e della seconda fermentazione in bottiglia. Il tempo è uno degli elementi fondamentali della filosofia Altemasi: la permanenza sui lieviti non viene considerata semplicemente un passaggio tecnico previsto dal Metodo Classico, ma uno strumento attraverso il quale i vini acquistano complessità, cremosità e profondità mantenendo la naturale freschezza delle uve di montagna. La gamma permette di comprendere bene questa impostazione. Il Millesimato è prodotto esclusivamente da Chardonnay selezionato nei vigneti collinari e rappresenta probabilmente l’espressione più immediata dello stile della casa; il Rosé mette insieme Chardonnay e Pinot Nero, mentre il Rosé Riserva utilizza selezioni provenienti anche da vigneti che raggiungono i 750 metri di altitudine. Il Blanc de Noirs nasce invece esclusivamente da Pinot Nero coltivato in alta collina e mostra il volto più strutturato e vinoso di Altemasi. Particolarmente interessante è il Pas Dosé, composto nelle versioni recenti da 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero provenienti da vigneti situati tra circa 450 e 600 metri: dopo la fermentazione delle basi in acciaio, la seconda fermentazione avviene in bottiglia e l’affinamento può superare i 45 mesi, con sboccatura senza alcuna aggiunta di liqueur zuccherina. Gran Cuvée è invece un progetto interamente dedicato allo Chardonnay e nasce dall’assemblaggio delle migliori selezioni di tre annate differenti provenienti da vigneti tra 450 e 700 metri, scelta che permette di mettere insieme freschezza, struttura e complessità superando la logica del singolo millesimo. Al vertice della produzione si trova Riserva Graal, la cuvée più ambiziosa della casa, un Trentodoc Riserva millesimato che rimane oltre 60 mesi sui lieviti e sintetizza meglio di ogni altra bottiglia il rapporto tra montagna e tempo. Altemasi rappresenta quindi una realtà particolare nel panorama italiano del Metodo Classico: alle sue spalle non c’è il patrimonio di pochi ettari di una singola famiglia, ma la possibilità di selezionare uve all’interno di una delle più grandi e articolate realtà viticole del Trentino. La forza del progetto sta proprio nel trasformare questa dimensione in selezione, scegliendo Chardonnay e Pinot Nero soltanto nei vigneti più adatti alla spumantizzazione e utilizzando le differenze tra Colline di Trento, Valle dei Laghi, Valle di Cembra e Brentonico per costruire cuvée equilibrate e longeve. Altitudine, forti escursioni termiche, acidità naturale delle uve e lunghi affinamenti sui lieviti sono il filo conduttore di tutta la produzione. Altemasi è, in definitiva, la lettura più alta e ambiziosa del Metodo Classico secondo Cavit: bollicine di montagna nelle quali la tecnologia serve soprattutto a preservare precisione e pulizia, mentre sono il territorio trentino e il lento trascorrere del tempo in bottiglia a costruire il carattere dei vini.