CHAMPAGNE THIÉNOT

Champagne Thiénot è una delle maison familiari più giovani di Reims e rappresenta un caso particolare in una regione dominata da nomi nati spesso tra il XVIII e il XIX secolo. La maison viene infatti fondata soltanto nel 1985 da Alain Thiénot, ma dietro questa data relativamente recente esiste una conoscenza della Champagne costruita in quasi vent’anni di attività come courtier en vins. Prima di creare un’etichetta propria, Alain percorre per anni i vigneti della regione, selezionando uve per alcune delle grandi maison storiche e sviluppando una conoscenza estremamente precisa di crus, viticoltori e caratteristiche delle diverse vendemmie. Anche le sue radici familiari erano già legate allo Champagne: il padre aveva diretto Champagne Irroy, mentre il nonno lavorava come vetraio producendo bottiglie. Quando decide di fondare Thiénot, Alain parte quindi da un patrimonio di relazioni e competenze molto più profondo di quanto la giovane età della maison possa suggerire. Una delle sue intuizioni più importanti è acquistare direttamente vigneti nei territori che aveva imparato a conoscere durante gli anni da courtier, costruendo progressivamente un patrimonio di circa 30 ettari tra alcuni dei crus più prestigiosi della denominazione. La proprietà comprende Grand Cru ad Aÿ nella Grande Vallée de la Marne e ad Avize e Le Mesnil-sur-Oger nella Côte des Blancs, oltre a Premier Cru come Dizy e Cumières e parcelle sui Coteaux Sud d’Épernay. Questo patrimonio garantisce oggi oltre la metà del fabbisogno di uve della maison, una percentuale particolarmente significativa per una struttura di questo tipo e uno degli elementi che ne assicurano autonomia e continuità. Chardonnay e Pinot Noir rappresentano i due grandi pilastri dello stile Thiénot, affiancati dal Meunier negli assemblaggi in cui è ricercata una maggiore componente fruttata. Fin dalla fondazione Alain sceglie una strada stilistica molto precisa: preservare nitidezza aromatica, freschezza e integrità del frutto. Per questo dota immediatamente la cantina di vasche in acciaio inox termoregolate, soluzione oggi comune ma decisamente innovativa nella Champagne della metà degli anni Ottanta. La possibilità di controllare accuratamente le temperature permette di vinificare separatamente le diverse provenienze e conservare una vasta tavolozza di vins clairs da utilizzare successivamente negli assemblaggi. Un ruolo fondamentale è affidato ai vini di riserva, attraverso i quali la maison ricerca continuità tra vendemmie differenti senza cancellare le caratteristiche dell’annata. Il tempo costituisce l’altro elemento fondamentale: nelle cantine storiche di Reims gli Champagne maturano lungamente sui lieviti e i millesimati più importanti possono rimanere fino a sedici anni prima della commercializzazione. Oggi la continuità stilistica è affidata a Nicolas Uriel, chef de caves dal 2017. Ingegnere agronomo ed enologo, Uriel era entrato nella maison già nel 2008 occupandosi inizialmente dell’approvvigionamento e dei rapporti con i viticoltori, esperienza che gli ha permesso di conoscere direttamente le origini delle uve prima di assumere la responsabilità dell’intera produzione. È lui a costruire gli assemblaggi contemporanei insieme alla famiglia, lavorando su cru, varietà, annate e vini di riserva con l’obiettivo di mantenere quella combinazione di freschezza, precisione e maturità voluta da Alain. La maison utilizza inoltre la tecnologia del jetting, della quale è stata tra i precursori in Champagne, per limitare l’ossigeno presente nella bottiglia al momento del dégorgement e ridurre conseguentemente la necessità di solforosa. La gamma è oggi organizzata attorno a due collezioni principali. Origine comprende Brut, Blanc de Blancs, Rosé e Vintage e rappresenta la lettura più immediata dello stile della casa. Il Brut, nella base 2021, riunisce 60% Pinot Noir, 30% Chardonnay e 10% Meunier, con una presenza importante di Premier e Grand Cru. La Collection Famille costituisce invece il cuore più personale della produzione ed è costruita intorno ai membri della famiglia Thiénot. Cuvée Stanislas è dedicata al figlio di Alain e interpreta lo Chardonnay attraverso un Blanc de Blancs millesimato; Cuvée Garance, dedicata alla figlia, esplora invece il carattere delle uve nere attraverso un Blanc de Noirs, mentre Cuvée Alain Thiénot rappresenta la sintesi più completa della visione del fondatore e viene prodotta soltanto nelle vendemmie considerate all’altezza. La maison conserva inoltre una Vinothèque di vecchie annate, attraverso la quale mostra la capacità dei propri vini di evolvere molto a lungo. Un capitolo particolarmente significativo è Vigne aux Gamins, piccolissima parcella di Chardonnay ad Avize che Alain ha dedicato ai figli. Da questo vigneto vengono prodotte ogni anno soltanto poche migliaia di bottiglie di uno Champagne millesimato mono-parcellare, una lettura molto più intima della Côte des Blancs rispetto agli assemblaggi tradizionali della maison. A questa ricerca si affianca oggi la Collection Special Release, attraverso la quale Garance e Stanislas sperimentano interpretazioni e collaborazioni più libere. Per celebrare i quarant’anni della maison sono state, ad esempio, selezionate tre cuvée Immersion delle vendemmie 2015, 2016 e 2017, tutte Blanc de Blancs Grand Cru provenienti da Cramant e Oger e rimaste fino ad allora inedite. È proprio il passaggio generazionale a definire oggi la nuova fase di Thiénot. Garance e Stanislas hanno progressivamente assunto la guida del progetto creato dal padre, mantenendone l’indipendenza familiare ma introducendo una sensibilità più contemporanea, particolarmente evidente nel rapporto con arte, design e collaborazioni internazionali. Nel cuore di Reims, al numero 3 di rue du Marc, la famiglia ha inoltre sviluppato un nuovo spazio intorno alle proprie cantine storiche, che comprendono gallerie scavate nella craie e una parte risalente al XIII secolo. Champagne Thiénot rappresenta quindi un'anomalia affascinante nel panorama della regione: una maison nata nel 1985 che possiede oggi circa 30 ettari in alcuni dei più importanti Premier e Grand Cru, oltre la metà del proprio approvvigionamento direttamente controllato e una collezione di vini capace di affrontare lunghissimi affinamenti. Alain Thiénot ha trasformato quasi vent’anni trascorsi come courtier nella base di una maison indipendente; Garance e Stanislas ne stanno oggi sviluppando il linguaggio insieme a Nicolas Uriel. Dalla precisione dell’acciaio alla profondità dei vini di riserva, dai Grand Cru di Aÿ e della Côte des Blancs fino alla piccola Vigne aux Gamins di Avize, il filo conduttore rimane quello immaginato dal fondatore: Champagne costruiti sulla purezza del frutto e sulla freschezza, ma capaci di utilizzare il tempo per raggiungere complessità, eleganza e profondità.