GOSSET

Gosset è la più antica Maison de Vins della Champagne e una delle realtà che meglio raccontano la trasformazione storica del territorio, dal vino fermo degli antichi vigneti di Aÿ fino allo Champagne come lo conosciamo oggi. Le origini ufficiali della maison risalgono al 1584, quando Pierre Gosset, signore ed échevin di Aÿ, fonda una casa di commercio vinicolo e inizia a produrre vini tranquilli, spesso rossi, provenienti dai vigneti di famiglia. La presenza dei Gosset in Champagne è però ancora più antica: Jean Gosset, nato nel 1484 e ricordato come signore di Aÿ e Mareuil, rappresenta il primo antenato documentato della dinastia. Per sedici generazioni la famiglia continua così a lavorare il vino ad Aÿ, molto prima che la presa di spuma diventasse il tratto distintivo della regione. Questa continuità rende Gosset non semplicemente una maison storica, ma una vera testimonianza della Champagne precedente alla nascita dello Champagne effervescente. Alla fine del 1993 la proprietà entra nel gruppo familiare Renaud-Cointreau, che ne preserva l’indipendenza e soprattutto lo stile, mentre dal 2009 la sede storica viene affiancata dalla nuova dimora di Épernay, oggi cuore dell’accoglienza e della maturazione dei vini. La filosofia produttiva di Gosset si fonda su una ricerca molto precisa dell’equilibrio tra vinosità, freschezza e profondità. La maison non dispone di un unico grande vigneto compatto, ma costruisce le proprie cuvée selezionando uve provenienti da differenti terroir della Champagne, comprendendo numerosi Grand Cru e Premier Cru e altri villaggi scelti per la specificità delle loro caratteristiche. Pinot Noir e Chardonnay rappresentano i due grandi pilastri degli assemblaggi, affiancati dal Meunier quando necessario. Il Pinot Noir conferisce struttura, profondità e volume, mentre lo Chardonnay porta tensione, finezza e una componente minerale capace di sostenere l’evoluzione. È proprio questo incontro a costruire la firma Gosset, più vinosa e strutturata rispetto a molte interpretazioni della Champagne ma sempre sostenuta da una freschezza molto evidente. Uno degli elementi più importanti dello stile della maison è il modo in cui viene preservata l’acidità naturale delle uve. Storicamente Gosset ha costruito la propria identità evitando di rendere i vini eccessivamente morbidi e privilegiando una tensione che permetta agli Champagne di affrontare lunghi periodi sui lieviti. La vinificazione viene seguita separatamente vasca per vasca, vino per vino, con un’attenzione particolare al rapporto tra il vino e le proprie fecce già nella fase dei vins clairs, prima ancora dell’assemblaggio e della seconda fermentazione. Il tempo diventa quindi un vero strumento produttivo. Anche la cuvée più rappresentativa della maison, Grande Réserve, matura almeno quattro anni nelle cantine prima della commercializzazione, periodo nettamente superiore ai requisiti minimi della denominazione. Grande Réserve è l’espressione classica dello stile Gosset: assemblaggio dominato dai Pinot, con Chardonnay chiamato a sostenere freschezza e finale minerale, e un dosage calibrato con estrema precisione per non coprire il carattere del vino. Salendo nella gamma, i tempi di maturazione si allungano ulteriormente e diventano parte essenziale della personalità delle bottiglie. Celebris rappresenta il vertice della maison ed è prodotto soltanto nelle annate considerate realmente capaci di sostenere una lunga evoluzione. Non ogni millesimo viene quindi trasformato in Celebris: la selezione avviene soltanto quando struttura, acidità e qualità della materia prima permettono di raggiungere il livello desiderato. La famiglia Celebris comprende interpretazioni differenti, tra cui Blanc de Blancs e Rosé, sempre prodotte in quantità limitate e sottoposte a lunghissime maturazioni in cantina. Questa filosofia raggiunge una delle sue espressioni più estreme con cuvée come 21 Ans de Cave a Minima, Champagne rimasto per almeno ventuno anni nelle cantine prima del dégorgement, dimostrazione concreta della capacità dello stile Gosset di mantenere freschezza anche dopo evoluzioni eccezionalmente lunghe. La maison ha inoltre sviluppato nel tempo una vera cultura del rosé. Un personaggio fondamentale in questa storia è Suzanne Gosset, presidente della casa dal 1955 al 1965 e figura particolarmente innovativa. Già nel 1947 fu lei a introdurre una bottiglia trasparente per lo Champagne rosé, ispirandosi all’estetica del mondo della profumeria, altra sua grande passione. Questa attenzione alla purezza cromatica e all’eleganza del rosé è rimasta parte dell’identità della maison ed è stata recentemente celebrata attraverso la cuvée Suzanne Gosset, dedicata proprio alla sua figura. Accanto alla tradizione, Gosset continua infatti a sperimentare senza alterare la propria identità. Un esempio recente è Zéro Dosage, prima cuvée non dosata nella storia della maison, concepita fin dall’origine per esprimere il carattere Gosset senza alcuna aggiunta zuccherina dopo il dégorgement. È una scelta significativa perché non nasce dalla volontà di seguire una moda, ma dalla convinzione che la struttura e la freschezza naturale dei vini possano sostenere anche un’espressione completamente priva di dosage. L’attuale custode dello stile è Odilon de Varine, chef de cave e figura centrale della maison, incaricato di proseguire un patrimonio tecnico costruito attraverso oltre quattro secoli. Sotto la sua guida la filosofia rimane fondata sulla stessa idea: non cercare Champagne semplicemente fragranti o immediati, ma veri vini capaci di combinare profondità, tensione e capacità evolutiva. La permanenza media sui lieviti dell’intera produzione si colloca intorno ai quattro anni, mentre le cuvée più importanti superano ampiamente questo periodo. Proprio questa attenzione al tempo, insieme alla vinificazione precisa e alla selezione dei terroir, ha portato Gosset a ricevere nel 2013 il riconoscimento francese Entreprise du Patrimoine Vivant, attribuito alle realtà che custodiscono un savoir-faire artigianale e produttivo di particolare valore. Gosset rappresenta così una delle maison più singolari della Champagne: nata nel 1584 quando le bollicine non esistevano ancora come simbolo della regione, rimasta legata alla cultura del vino prima ancora che a quella dello Champagne e capace di trasformare questa eredità in uno stile profondamente contemporaneo. Grande Réserve, Celebris, le grandi cuvée rosé e le lunghissime maturazioni non sono semplicemente prodotti differenti, ma manifestazioni della stessa filosofia: preservare l’acidità naturale, lasciare spazio alla vinosità e utilizzare il tempo per costruire complessità. È questa continuità tra Aÿ, la storia familiare e la moderna sede di Épernay a rendere Gosset una maison difficilmente confondibile con qualsiasi altra, una realtà in cui oltre quattro secoli di tradizione non vengono celebrati come memoria del passato, ma continuano a determinare concretamente il carattere di ogni bottiglia.