GUT OGGAU
Gut Oggau è una delle realtà che hanno maggiormente contribuito a rendere il Burgenland un punto di riferimento internazionale per il vino naturale contemporaneo. La cantina si trova a Oggau, sulla sponda occidentale del lago di Neusiedl, ed è il progetto di Stephanie ed Eduard Tscheppe-Eselböck, che acquistano la proprietà alla fine del 2006 e realizzano la prima vendemmia nel 2007. I due arrivano al vino attraverso percorsi differenti ma complementari: Eduard proviene da una famiglia di viticoltori della Stiria e, pur avendo studiato economia, cresce a stretto contatto con la vigna; Stephanie appartiene invece a una famiglia legata alla ristorazione, studia fotografia e Hospitality Management a Losanna e sviluppa una sensibilità fortemente legata all’accoglienza e alla comunicazione. Quando incontrano la vecchia proprietà di Oggau decidono di costruire insieme qualcosa di completamente nuovo. I precedenti proprietari non vinificavano direttamente ma vendevano le uve e questo permette a Stephanie ed Eduard di partire senza dover ereditare uno stile enologico preesistente. Fin dalla prima vendemmia scelgono la biodinamica e una vinificazione estremamente poco interventista proprio per comprendere, senza sovrastrutture, quale fosse il reale potenziale delle vecchie vigne. Oggi Gut Oggau lavora oltre venti ettari vitati, suddivisi in più di sessanta parcelle distribuite intorno alla cantina. Molte vigne hanno tra quaranta e settant’anni e crescono in condizioni geologiche molto differenti. Nelle zone pianeggianti prevalgono terreni poveri e ghiaiosi, mentre salendo sui versanti rivolti prevalentemente verso est e sud-est, in direzione del lago di Neusiedl, emergono antiche formazioni calcaree originate da depositi marini, rocce, sabbie e componenti scistose. Questa diversità rappresenta uno degli elementi fondamentali del progetto. Stephanie ed Eduard non hanno però scelto di trasformarla in una classica collezione di cru e varietà: fin dall’inizio hanno preferito riunire parcelle con caratteristiche simili secondo il carattere del terreno, l’età delle piante e la personalità che percepiscono nel vino. Da questa idea nasce la celebre “famiglia” Gut Oggau. Ogni vino possiede un nome proprio e un volto sull’etichetta, ma i personaggi rappresentati non sono persone realmente esistite: sono ritratti immaginari creati per dare un’identità visiva alla personalità che Stephanie ed Eduard riconoscono in ciascun vino. La famiglia è organizzata in tre generazioni, direttamente collegate all’età e al carattere dei vigneti. I giovani rappresentano vigne ed espressioni più immediate, energiche e spensierate; la generazione dei genitori raccoglie vini più maturi, profondi e complessi; i nonni incarnano invece le vigne più vecchie e le espressioni più rare, autorevoli e contemplative. Theodora, Atanasius e Winifred appartengono alle personalità più giovani; Timotheus, Emmeram, Joschuari, Josephine e Cecilia mostrano caratteri più maturi; Mechthild e Bertholdi rappresentano invece la profondità delle vecchie vigne. Non si tratta semplicemente di un espediente grafico: l’intera gamma è stata costruita affinché ogni bottiglia possa essere interpretata come un componente della stessa famiglia, con relazioni, somiglianze e differenze determinate soprattutto dal luogo da cui proviene. La viticoltura è certificata biodinamica Demeter e costituisce il vero centro della filosofia aziendale. Stephanie ed Eduard considerano la proprietà come un organismo agricolo complesso nel quale vigneti, animali, piante, alberi e persone devono progressivamente tornare a formare un sistema autosufficiente. I vigneti non vengono irrigati, la vendemmia è interamente manuale e le uve vengono selezionate con grande attenzione. Negli anni il progetto è andato oltre il semplice concetto di cantina: i due preferiscono definirsi agricoltori e custodi del paesaggio, lavorando per aumentare la biodiversità, ricostruire fertilità e vitalità dei suoli e restituire alla terra più di quanto venga sottratto attraverso la produzione. Anche il lavoro in cantina segue un principio di estrema semplicità. Le fermentazioni partono spontaneamente attraverso i lieviti presenti naturalmente sulle uve, i vini non vengono chiarificati né filtrati e l’impiego della solforosa è estremamente limitato o completamente assente secondo vino e vendemmia. Particolarmente interessante è l’evoluzione della vinificazione avvenuta nel corso degli anni. Nelle prime vendemmie Gut Oggau lavorava in maniera relativamente classica, pressando direttamente le uve bianche e macerando quelle rosse. Dal 2016 Stephanie ed Eduard iniziano invece ad applicare lo stesso principio a entrambi i colori: una parte delle uve viene macerata sulle bucce e un’altra pressata direttamente, per essere successivamente assemblate secondo le caratteristiche dell’annata. Non esiste quindi una ricetta fissa. Nelle vendemmie più ricche può essere ricercata maggiore struttura, mentre negli anni più delicati viene privilegiata la componente più agile, con l’obiettivo costante di trovare equilibrio tra materia, freschezza e mineralità. Anche le varietà vengono volutamente messe in secondo piano rispetto alla provenienza. Nel patrimonio aziendale compaiono uve profondamente legate all’Austria e al Burgenland come Blaufränkisch, Zweigelt, Grüner Veltliner e Welschriesling, affiancate da altre varietà presenti storicamente nelle diverse parcelle. Atanasius, ad esempio, nasce principalmente dall’incontro tra Blaufränkisch e Zweigelt, così come Winifred nella sua interpretazione rosata; Theodora è tradizionalmente legata a Grüner Veltliner e Welschriesling, mentre Joschuari esprime soprattutto il Blaufränkisch delle zone collinari calcaree e scistose. Mechthild e Bertholdi rappresentano invece alcune delle espressioni più profonde delle vigne mature e vengono prodotti in quantità molto limitate. La scelta di non mettere il vitigno al centro della comunicazione è deliberata: per Gut Oggau ciò che conta maggiormente è la personalità che nasce dall’interazione tra pianta, terreno, età della vigna e andamento dell’annata. È questa impostazione ad aver reso Gut Oggau immediatamente riconoscibile ben oltre il mondo del vino naturale. Le etichette con i volti della famiglia sono diventate iconiche, ma dietro quella comunicazione apparentemente giocosa esiste un progetto agricolo estremamente rigoroso. Stephanie ed Eduard non hanno costruito la propria identità cercando deliberatamente di essere provocatori o alternativi; il loro percorso nasce piuttosto dalla convinzione che la biodinamica e la vinificazione naturale fossero gli strumenti più adatti per comprendere vigneti dei quali, al momento dell’acquisto, non conoscevano ancora completamente il potenziale. Quella ricerca iniziata nel 2007 continua ancora oggi. Gut Oggau rappresenta così un modo profondamente originale di interpretare il Burgenland: non una collezione di vitigni o singoli cru, ma un organismo agricolo trasformato in una famiglia di vini. Le vecchie vigne affacciate sul lago di Neusiedl, i terreni di ghiaia, calcare, sabbia e scisto, la biodinamica, le fermentazioni spontanee e l’assenza di chiarifiche e filtrazioni diventano parti di un unico linguaggio. Theodora, Atanasius, Winifred, Joschuari, Timotheus, Mechthild e gli altri componenti della famiglia non sono quindi semplicemente etichette differenti, ma personalità attraverso le quali Stephanie ed Eduard cercano di raccontare età delle vigne, suoli e vendemmie. È proprio questa capacità di trasformare un lavoro agricolo rigoroso in un racconto immediatamente riconoscibile ad aver fatto di Gut Oggau una delle cantine più influenti e originali dell’Austria contemporanea.