LE MORTELLE

Le Mortelle è una delle tenute maremmane della famiglia Antinori e si trova a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia, nel cuore della Maremma toscana, in un territorio aperto verso il Tirreno e profondamente segnato dalla macchia mediterranea, dalla ventilazione marina e da una luminosità particolarmente intensa. La storia contemporanea della proprietà comincia nel 1999, quando la famiglia Antinori decide di investire in maniera organica sulla tenuta, ristrutturando il patrimonio viticolo e successivamente realizzando una nuova cantina, ma il legame con queste terre è molto più antico: un atto patrimoniale del 1863 documenta infatti già la presenza della famiglia nella zona e cita Poggio Franco, ancora oggi considerato uno dei vigneti più vocati della proprietà. Le Mortelle si estende complessivamente per circa 270 ettari, dei quali 175 vitati, dimensioni importanti che hanno permesso di sviluppare una vera ricerca sui differenti suoli e sulle varietà maggiormente adatte alla Maremma meridionale. Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc costituiscono il nucleo storico e qualitativo della produzione rossa, affiancati da una piccola presenza di Carménère, mentre negli impianti più recenti trovano spazio anche varietà bianche mediterranee come Vermentino e Ansonica insieme al Viognier. I terreni sono generalmente di medio impasto, con componenti sabbiose e limose su una matrice siliceo-argillosa e con zone particolarmente ricche di scheletro; questa variabilità permette alle singole parcelle di sviluppare caratteri differenti e ha portato nel tempo a una selezione sempre più precisa delle uve destinate alle cuvée più importanti. Il clima caldo della costa maremmana favorisce maturazioni complete, ma la vicinanza al mare, la ventilazione e le escursioni termiche contribuiscono a mantenere equilibrio, elemento fondamentale soprattutto per Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, che qui devono coniugare concentrazione mediterranea e freschezza. Anche la cantina racconta bene l’impostazione contemporanea del progetto. Costruita sulla sommità di una collina e in gran parte interrata per ridurre l’impatto visivo e ambientale, sfrutta la termoregolazione naturale delle rocce profonde e si sviluppa su tre livelli con una struttura cilindrica ipogea. L’intero percorso delle uve, dal ricevimento alla vinificazione fino all’affinamento, è stato progettato per avvenire per gravità, riducendo drasticamente l’impiego delle pompe e quindi le movimentazioni meccaniche del mosto e del vino. È una scelta tecnica ma anche stilistica, pensata per preservare maggiormente integrità del frutto, precisione aromatica e qualità dei tannini. Botrosecco rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della tenuta e nasce dall’incontro tra Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, vinificati con macerazioni calibrate e successivamente affinati per circa dieci mesi in barrique prima del riposo in bottiglia. Poggio alle Nane porta invece la selezione verso un livello superiore: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e una piccola quota di Carménère provengono da uno dei settori più vocati della proprietà; le uve vengono raccolte manualmente in cassette, sottoposte a doppia selezione, trasferite per gravità nei serbatoi troncoconici e lasciate macerare per circa venti giorni, prima della fermentazione malolattica e di circa sedici mesi di affinamento in rovere francese. Il risultato è un vino che mette al centro soprattutto la profondità aromatica del Cabernet Franc, sostenuta dalla struttura del Cabernet Sauvignon e dalla componente speziata del Carménère. Ampio delle Mortelle rappresenta invece il vertice assoluto del progetto e la ricerca più estrema sulla selezione delle uve. Soltanto gli acini considerati migliori vengono destinati alla cuvée e le differenti varietà vengono lavorate separatamente prima di maturare per circa diciotto mesi in barrique nuove di rovere francese; dopo l’assemblaggio il vino affronta un ulteriore anno in bottiglia prima della commercializzazione. In questo caso la cantina diventa uno strumento di precisione al servizio di una materia prima selezionata in maniera quasi maniacale, con l’obiettivo di ottenere un grande rosso mediterraneo capace di unire potenza, profondità tannica e capacità di evoluzione. Accanto ai rossi, l’ampliamento progressivo dei vigneti bianchi mostra come Le Mortelle stia approfondendo anche un’altra anima della Maremma, più legata alla sapidità e alla freschezza marina di Vermentino e Ansonica e alla componente aromatica del Viognier. Il progetto rappresenta così una delle interpretazioni più moderne della presenza Antinori in Toscana: non la continuità con le denominazioni storiche del Chianti Classico o di Montalcino, ma la scelta di investire in una Maremma che alla fine degli anni Novanta possedeva ancora enormi potenzialità da esplorare. Dal recupero di una presenza familiare documentata già nel 1863 fino alla profonda trasformazione iniziata nel 1999, Le Mortelle è diventata una vera tenuta-laboratorio dedicata alla relazione tra vitigni bordolesi, varietà mediterranee e territorio costiero. I 175 ettari di vigneto, la cantina ipogea a gravità, la selezione parcellare e vini come Botrosecco, Poggio alle Nane e Ampio raccontano oggi questa evoluzione: una Maremma solare e mediterranea, ma interpretata con precisione tecnica e con la volontà di ottenere vini nei quali maturità, freschezza, struttura e territorio rimangano sempre in equilibrio.