CHATEAU DE CRANNE

BORDEAUX BLANC ABC BIO "JARDINER...!" 2023 - CHATEAU DE CRANNE

Regular price €13,50 Sale price€16,00you save €2,50

Abbinamenti, La freschezza e il carattere aromatico di Jardiner…! 2023 lo rendono particolarmente versatile con la cucina di mare. È ideale con ostriche, crostacei, molluschi, tartare e carpacci di pesce, ma accompagna molto bene anche pesci al vapore, alla griglia o al forno, zuppe di mare in bianco e primi piatti con frutti di mare. Interessante con verdure, formaggi di capra e formaggi di media stagionatura, dove acidità e sapidità riescono a mantenere il palato fresco. Ottimo anche come aperitivo, soprattutto accanto a piccoli assaggi di pesce o verdure.
Alcol, 12,5%
Annata, 2023
Denominazione, Bordeaux ABC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Bordeaux (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Sauvignon Gris e Muscadelle

NOTE SENSORIALI:

Il Bordeaux Blanc Bio “Jardiner…!” 2023 di Château de Cranne si presenta con un giallo paglierino luminoso, ravvivato da delicati riflessi verdolini. Il naso è fresco ed espressivo, con pesca bianca, albicocca, scorza di limone e agrumi che si intrecciano a fiori bianchi e leggere sfumature aromatiche. Con l’ossigenazione emergono richiami più esotici, erbe fresche e una sottile nota minerale che aggiunge precisione al bouquet. Al palato è agile, vibrante e immediatamente piacevole, sostenuto da una freschezza ben definita e da una morbidezza che rende il sorso armonioso senza appesantirlo. La componente sapida accompagna la progressione e dona ulteriore dinamismo, mentre il finale rimane asciutto, aromatico e persistente, con ritorni di agrumi, frutta bianca e leggere sensazioni minerali. Un Bordeaux bianco moderno e spontaneo, costruito sulla freschezza e sulla purezza del frutto, ma dotato di sufficiente materia per trovare facilmente spazio a tavola.

CURIOSITÀ:

Jardiner…! nasce nel cuore del vigneto bordolese a Château de Cranne, proprietà della famiglia Lacoste dal 1856 e oggi guidata da Vincent Lacoste, esponente della settima generazione. La tenuta si trova a Donzac, circa 40 chilometri a sud-est di Bordeaux, e lavora in agricoltura biologica certificata dal 2005, con grande attenzione alla biodiversità, all’inerbimento naturale e alla vitalità dei suoli. Nel 2023 Jardiner è prodotto principalmente da Sauvignon Gris e Muscadelle, due varietà meno diffuse rispetto ai classici Sauvignon Blanc e Sémillon e scelte proprio per il loro carattere aromatico e originale. La fermentazione avviene spontaneamente in acciaio grazie ai lieviti indigeni, senza ricorrere al legno durante l’affinamento, così da mantenere intatti freschezza e profilo varietale. Il nome “Jardiner”, letteralmente “fare giardinaggio”, è un omaggio al lavoro paziente del vignaiolo e alla filosofia di Vincent Lacoste: prendersi cura della vigna come di un organismo vivo, intervenendo il meno possibile e lasciando che equilibrio del suolo e biodiversità diventino parte integrante dell’identità del vino.

Chateau De Cranne

Château de Cranne è una storica proprietà familiare di Donzac, nel cuore del vigneto bordolese, dove la famiglia Lacoste coltiva la vite da sei generazioni. Le origini della tenuta vengono fatte risalire al 1856, quando gli antenati della famiglia acquistarono una casa circondata da alcuni filari di varietà bianche sulle alture di Donzac, dando inizio a un percorso che nel tempo avrebbe progressivamente ampliato vigneti e produzione. Oggi il volto di Château de Cranne è Vincent Lacoste, sesta generazione della famiglia, che assume la guida della proprietà nel 2005 e imprime alla cantina una svolta decisiva. La sua formazione agronomica e le esperienze maturate nel mondo del vino lo portano a osservare il patrimonio ricevuto con uno sguardo nuovo, cercando di conciliare la tradizione bordolese con una viticoltura più rispettosa dell’ambiente e una grande libertà nella sperimentazione. Una delle prime decisioni fondamentali riguarda proprio il vigneto: Vincent avvia la conversione verso l’agricoltura biologica e Château de Cranne ottiene la certificazione nel 2009, diventando parte di quella generazione di aziende che hanno contribuito a mostrare un volto differente di Bordeaux, meno dipendente dalla chimica di sintesi e maggiormente concentrato sulla vitalità dei terreni. La proprietà si sviluppa oggi su diverse decine di ettari e dispone di un mosaico di parcelle dalle caratteristiche differenti, con terreni nei quali argille, componenti calcaree e graves permettono di lavorare numerose varietà e produrre vini molto diversi tra loro. La posizione sulle colline di Donzac, nella parte sud-orientale del vigneto bordolese, consente inoltre alla famiglia di confrontarsi con denominazioni differenti, tra cui Cadillac Côtes de Bordeaux e Loupiac. Quest’ultima rappresenta uno dei volti storici della proprietà: sulle colline affacciate verso la Garonna, il Sémillon trova condizioni particolarmente favorevoli alla produzione di vini dolci, grazie anche alle nebbie autunnali che possono favorire lo sviluppo della Botrytis cinerea e permettere una progressiva concentrazione degli acini. Château de Cranne conserva questa tradizione, ma ciò che distingue maggiormente il percorso contemporaneo di Vincent è la volontà di non fermarsi alle formule classiche di Bordeaux. Accanto a Merlot, Cabernet Sauvignon, Sémillon, Sauvignon e Malbec, il vigneto si è progressivamente aperto a varietà resistenti e meno convenzionali come Artaban, Floréal, Muscaris, Sauvignier Gris, Vidoc e Voltis. Sono uve che permettono di ridurre sensibilmente la necessità di trattamenti fitosanitari e rappresentano per Vincent uno degli strumenti attraverso cui immaginare la viticoltura del futuro in un contesto segnato dal cambiamento climatico. La sperimentazione non viene quindi utilizzata come semplice esercizio stilistico, ma nasce da domande concrete: quali varietà potranno adattarsi meglio alle condizioni climatiche future, come diminuire ulteriormente gli interventi in vigneto e in che modo Bordeaux può evolvere senza perdere il proprio rapporto con il territorio. Questa curiosità continua naturalmente in cantina. Vincent produce rossi, bianchi, rosati, vini dolci e macerati, affiancando le denominazioni tradizionali a cuvée più libere nelle quali può sperimentare varietà, vinificazioni e assemblaggi differenti. Fermentazioni spontanee, interventi contenuti e una ricerca orientata verso vini più immediati e territoriali convivono con una conoscenza tecnica precisa, evitando di trasformare il concetto di naturale in una semplice scelta estetica. Alcune cuvée nascono da singole varietà poco diffuse, altre esplorano macerazioni sulle bucce o interpretazioni contemporanee del Bordeaux rosso, mostrando una cantina che preferisce interrogarsi continuamente piuttosto che ripetere un modello produttivo immutabile. Anche l’identità visiva delle bottiglie riflette questa libertà. Vincent collabora con artisti, illustratori e persone incontrate durante il proprio percorso, affidando alle etichette il compito di tradurre graficamente emozioni, esperienze e idee legate alle singole cuvée. Il risultato è un'immagine decisamente distante dalla rappresentazione più classica dello château bordolese: colorata, contemporanea e talvolta provocatoria, ma sempre collegata a ciò che accade nel vigneto e in cantina. Dietro questa dimensione creativa rimane però una storia agricola che attraversa sei generazioni. Vincent non ha cercato di cancellare il patrimonio ricevuto, ma di utilizzarlo come punto di partenza per costruire una propria interpretazione. Il Sémillon di Loupiac e i tradizionali assemblaggi bordolesi convivono così con varietà resistenti, vini macerati e cuvée sperimentali, mentre l’agricoltura biologica costituisce il filo conduttore dell’intera produzione. Anche l’apertura della proprietà all’enoturismo e alle esperienze legate al vino riflette questa volontà di rendere il vigneto un luogo vivo, capace di raccontare direttamente il lavoro agricolo e le scelte che stanno dietro ogni bottiglia. Château de Cranne rappresenta così un Bordeaux meno convenzionale e particolarmente dinamico: una tenuta familiare nata nell’Ottocento che, invece di utilizzare la propria storia come motivo per rimanere immobile, ha scelto di trasformarla in una base dalla quale sperimentare. Con Vincent Lacoste la sesta generazione guarda apertamente al futuro, mettendo insieme agricoltura biologica, varietà tradizionali e resistenti, denominazioni storiche e vinificazioni più libere. Un progetto nel quale innovare non significa rinnegare Bordeaux, ma interrogarsi continuamente su come preservarne i vigneti e l’identità in un mondo agricolo che sta cambiando rapidamente.