ÉMILE GRADOS

CHAMPAGNE BRUT 100% PINOT NOIR "RUBÉLITE - LES RICEYS" - ÉMILE GRADOS

Regular price €70,90 Sale price€79,00you save €8,10

Abbinamenti, La struttura del Pinot Noir rende Rubélite molto più di un semplice Champagne da aperitivo. È ottimo con salumi fini, prosciutto crudo, terrine e antipasti saporiti, ma accompagna magnificamente anche crostacei, salmone, tonno scottato e pesci dalla carne più consistente. La vinosità permette di spingersi verso pollame arrosto, vitello, faraona e altre carni bianche, soprattutto quando accompagnate da funghi o salse delicate. Molto interessante anche con formaggi a pasta molle e di media stagionatura, dove acidità e perlage riescono a riequilibrare la componente grassa.
Alcol, 13%
Annata,
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Brut 100% Pinot Noir “Rubélite – Les Riceys” di Émile Grados si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da un perlage fine e persistente. Il naso è generoso ma preciso, con mela gialla, pesca e agrumi maturi che si intrecciano a ciliegia, piccoli frutti rossi e delicate note floreali. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde di mandorla, frutta secca, crosta di pane e spezie fini, accompagnate da una sottile impronta minerale. Al palato mostra immediatamente il carattere del Pinot Noir: è pieno, vinoso e strutturato, ma sostenuto da una freschezza capace di mantenere il sorso dinamico. La bollicina è cremosa, mentre la componente sapida accompagna una materia generosa senza appesantirla. Il finale è lungo, armonioso e leggermente speziato, con ritorni di frutta matura e mandorla. Un Blanc de Noirs dalla personalità netta, capace di coniugare la profondità tipica di Les Riceys con eleganza e grande bevibilità.

CURIOSITÁ: 

Rubélite nasce da Pinot Noir in purezza coltivato a Les Riceys, nella parte più meridionale della Champagne, in Côte des Bar. Qui Émile Grados dispone di circa 5 ettari suddivisi in numerose parcelle, in un territorio dove il Pinot Noir domina quasi completamente il paesaggio vitato. I suoli poggiano sul Kimmeridgiano e sono costituiti soprattutto da colluvioni argillo-calcaree ricche di pietra, una matrice geologica che contribuisce alla struttura e alla tensione dei vini. La famiglia Grados coltiva queste vigne dagli anni Venti del Novecento; oggi il domaine è portato avanti da Soazick e Florent Grados, fratello e sorella, che hanno progressivamente orientato il lavoro verso il biologico e l’agroforestazione, effettuando la prima vendemmia biologica nel 2019. Rubélite viene vinificata in acciaio con svolgimento della malolattica; la documentazione tecnica della cuvée indica almeno 36 mesi sui lieviti e un dosaggio di circa 7 g/l. È quindi la lettura più morbida e armoniosa del Pinot Noir aziendale, contrapposta alla più rigorosa Pétalite Brut Nature.

Émile Grados

Champagne Émile Grados è una piccolissima realtà familiare di Les Riceys, nel cuore della Côte des Bar, oggi guidata da Florent Grados e profondamente legata al Pinot Noir e a una visione agricola fondata sulla biodiversità. Il nome rende omaggio al bisnonno Émile, che coltivava queste terre già nelle prime generazioni della storia familiare. Successivamente fu il nonno André, sostenuto dalla moglie Christiane, a dedicarsi completamente alla viticoltura e a piantare gran parte delle parcelle che costituiscono ancora oggi il patrimonio del domaine, affrontando annate difficili segnate da gelate e siccità. La storia contemporanea è però soprattutto quella di Florent: prima di diventare vignaiolo lavora per oltre dieci anni come chaudronnier, artigiano specializzato nella lavorazione dei metalli, e quando nel 2000 si trova a prendere in mano le vigne di famiglia non possiede una vera formazione viticola. Impara progressivamente attraverso l’esperienza, gli incontri con altri produttori e soprattutto l’osservazione diretta delle piante, arrivando negli anni a mettere profondamente in discussione il modello agricolo convenzionale. La proprietà è minuscola e oggi comprende circa 2 ettari certificati biologici interamente situati nel territorio di Les Riceys, suddivisi in numerose piccole parcelle tra cui quelle storicamente legate a Tronchois e Val du Clos. Les Riceys è un luogo unico all’interno della Champagne: situato nell’Aube, quasi al confine con la Borgogna, è il comune viticolo più esteso della denominazione e possiede la particolarità di poter rivendicare Champagne, Coteaux Champenois e Rosé des Riceys. Il territorio appartiene geologicamente alla Côte des Bar e presenta soprattutto marne e calcari del Kimmeridgiano, la stessa grande formazione geologica che riemerge più a sud nella zona di Chablis. Qui il Pinot Noir trova condizioni particolarmente favorevoli e non sorprende che rappresenti quasi interamente il patrimonio di Florent: dei circa 2 ettari certificati, circa 1,83 sono piantati a Pinot Noir e appena 0,17 a Chardonnay. La frammentazione dei vigneti viene considerata un valore perché permette di osservare comportamenti differenti della vite secondo esposizione, suolo e microclima e di preservare queste differenze durante la vinificazione. La svolta agricola avviene gradualmente. Florent elimina prima erbicidi e insetticidi, torna a lavorare i terreni e sviluppa progressivamente un approccio sempre più attento alla vita microbiologica e alla biodiversità. Nel 2016 inizia ufficialmente la conversione all’agricoltura biologica e il 2019 diventa la prima vendemmia certificata. Al biologico affianca pratiche biodinamiche e un lavoro particolarmente interessante di vitiforesteria e agroforestazione, introducendo alberi e altre specie vegetali nei vigneti per ricostruire un ecosistema più complesso rispetto alla monocoltura. L’obiettivo non è semplicemente ottenere una certificazione, ma riportare vita tra i filari, proteggere il terreno e creare maggiore equilibrio tra vite e ambiente circostante. Anche la potatura viene affrontata con grande attenzione attraverso tecniche delicate, pensate per rispettare i flussi di linfa e favorire la longevità delle piante. È una filosofia nata più dall’osservazione che da un percorso accademico e proprio questa componente empirica rappresenta uno degli aspetti più personali del progetto. In cantina l’approccio rimane coerente con il vigneto: interventi contenuti, fermentazioni accompagnate senza cercare di standardizzare i vini e lunghi periodi di evoluzione tra vasche e fûts. Florent lavora sia in acciaio sia in legno, utilizzando i differenti contenitori come strumenti di affinamento e non per imprimere un carattere aromatico dominante. Le cuvée possono riunire vini provenienti da più vendemmie, scelta che permette di costruire continuità e complessità mantenendo come punto fermo il carattere di Les Riceys. La produzione complessiva è estremamente limitata, nell’ordine di circa 5.000 bottiglie biologiche all’anno, dimensione che consente un controllo diretto di ogni fase del lavoro. Pétalite e Rubélite sono le due cuvée che meglio sintetizzano l’identità della maison. Entrambe mettono al centro il Pinot Noir, ma ne offrono interpretazioni differenti. Pétalite è concepita nella direzione della purezza e della tensione e viene proposta anche senza dosage, mentre Rubélite ricerca maggiore profondità e complessità mantenendo dosaggi estremamente contenuti nelle versioni più recenti. A queste si affianca il lavoro sul rosé, particolarmente significativo proprio a Les Riceys, territorio storicamente celebre per la capacità del Pinot Noir di raggiungere una maturità sufficiente per produrre grandi vini rosati attraverso macerazione. Val du Clos richiama direttamente una delle parcelle familiari e testimonia quanto il legame con i singoli appezzamenti stia diventando sempre più importante nell’identità del domaine. Émile Grados rappresenta così una Champagne lontanissima dalla dimensione delle grandi maison: pochi ettari, circa cinquemila bottiglie e un vignaiolo arrivato alla viticoltura dopo oltre dieci anni trascorsi in un mestiere completamente diverso. Florent ha trasformato questa apparente mancanza di formazione iniziale in uno dei punti di forza del progetto, costruendo il proprio metodo attraverso osservazione e sperimentazione. Il biologico certificato dal 2019, le pratiche biodinamiche, l’agroforestazione, la potatura rispettosa e il lavoro paziente tra vasche e botti sono oggi gli strumenti attraverso i quali cerca di restituire il carattere dei terreni di Les Riceys. Dietro il nome del bisnonno Émile rimane quindi una storia profondamente familiare, ma interpretata con una sensibilità contemporanea: Pinot Noir, suoli kimmeridgiani e biodiversità diventano i protagonisti di Champagne artigianali, vivi e territoriali, prodotti in quantità minuscole e capaci di raccontare uno dei volti più autentici della Côte des Bar.