A. BERGERE

CHAMPAGNE GRAND CRU BLANC DE BLANCS 2012 "38-40" ASTUCCIATO - A. BERGÈRE

Regular price €120,00 Sale price€150,00you save €30,00

Abbinamenti, La profondità raggiunta dal millesimo 2012 permette di portare il 38-40 a tavola con piatti di grande livello. È magnifico con ostriche, scampi, capesante, astice e aragosta, ma accompagna altrettanto bene rombo, sogliola al burro, baccalà e pesci arrosto. Le note di frutta secca e tostatura trovano una splendida continuità con risotti ai porcini, tartufo bianco e preparazioni a base di pollame nobile, mentre freschezza e mineralità riescono a sostenere anche formaggi stagionati come Comté e Parmigiano Reggiano. Da provare con capesante scottate al burro oppure con un risotto ai crostacei. È anche una bottiglia da degustare da sola, lasciandola evolvere lentamente nel calice.
Alcol, 12%
Annata, 2012
Denominazione, Champagne
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Grand Cru Blanc de Blancs “38-40” 2012 di A. Bergère si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da un perlage fine e persistente. Il naso è maturo e complesso, con pesca gialla, albicocca e scorza di agrumi che si intrecciano a mandorla tostata, nocciola e delicate note di brioche. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde di miele, frutta secca, spezie fini e una netta componente gessosa, capace di ricordare immediatamente la Côte des Blancs. Al palato è ampio e strutturato, ma conserva una freschezza sorprendente per il millesimo: l’acidità attraversa una materia cremosa e matura, mentre la sapidità imprime tensione e continuità. La bollicina è ormai perfettamente integrata e accompagna un finale lungo, asciutto e raffinato, con ritorni di frutta gialla, agrumi, mandorla e tostatura. Un Blanc de Blancs evoluto ma ancora energico, costruito sull’equilibrio tra maturità, mineralità e profondità.

CURIOSITÁ:

“38-40” è la cuvée de prestige di A. Bergère e prende il nome direttamente dai numeri civici della Maison sulla celebre Avenue de Champagne di Épernay, proprietà acquistata dalla famiglia nel 2007 e trasformata in uno dei simboli dell’azienda. Il 2012 è Chardonnay in purezza proveniente da vecchie vigne Grand Cru della Côte des Blancs; la documentazione dedicata specificamente a questa annata indica Avize come origine delle uve, con i suoi celebri terreni dominati dalla craie. La selezione viene effettuata soltanto nelle annate ritenute particolarmente favorevoli. Per il 2012 la vinificazione e l’affinamento del vino base sono documentati in acciaio sulle fecce, senza filtrazione, scelta volta a preservare freschezza e precisione. La famiglia Bergère produce Champagne con il proprio marchio dal 1949, quando Albert Bergère avviò ufficialmente l’attività, poi sviluppata da André e Brigitte e oggi proseguita da Adrien e Annaëlle. Questa versione è inoltre proposta nell’elegante astuccio individuale dedicato alla cuvée.

A. Bergere

Champagne A. Bergère è una maison familiare profondamente radicata a Fèrebrianges, nella Vallée du Petit Morin, territorio meno celebre rispetto alla Côte des Blancs o alla Montagne de Reims ma diventato, soprattutto negli ultimi anni, il vero centro dell’identità aziendale. La famiglia Bergère coltiva la vite qui dal 1848, mentre la nascita ufficiale della maison risale al 1949, quando Albert Bergère decide di non limitarsi più alla coltivazione e fonda A. Bergère con l’obiettivo di valorizzare direttamente i vini provenienti dalle proprie vigne. La crescita decisiva avviene dal 1986 con André Bergère e la moglie Brigitte. André amplia progressivamente il patrimonio familiare partendo proprio dalla Vallée du Petit Morin, acquisendo nuove parcelle a Fèrebrianges, Étoges e Congy e successivamente estendendo la proprietà verso il Sézannais e soprattutto verso alcuni dei terroir più prestigiosi della Côte des Blancs. Brigitte sviluppa invece l’aspetto commerciale e nel 2007 acquista una dimora ottocentesca ai numeri 38-40 della celebre Avenue de Champagne di Épernay, successivamente restaurata e trasformata in boutique e maison d’hôtes. La gestione di questa parte dell’attività passa alla figlia Annaëlle, entrata stabilmente nell’azienda familiare nel 2009. Il vero cambiamento stilistico della maison arriva però nel 2014 con Adrien Bergère, enologo di formazione e nuova generazione della famiglia. André gli affida la cantina e già durante la prima vendemmia Adrien decide di cambiare profondamente il modo di osservare il patrimonio aziendale: invece di considerare le uve semplicemente come componenti dei futuri assemblaggi, comincia ad assaggiare e vinificare separatamente le parcelle più promettenti per comprenderne differenze e potenziale. È da questo lavoro che nasce progressivamente la nuova identità di A. Bergère, sempre meno costruita soltanto attorno allo stile della maison e sempre più concentrata sull’espressione dei singoli terroir. Adrien introduce inoltre le prime barrique della proprietà, convinto che il legno, quando utilizzato con precisione, possa accompagnare l’evoluzione dei vini senza mascherarne la provenienza. Oggi il domaine dichiara 45 ettari di proprietà suddivisi in ben 139 parcelle e distribuiti tra tre aree fondamentali della Champagne. Ben 35 ettari si trovano nella Vallée du Petit Morin, tra Fèrebrianges, Étoges e Congy, mentre i restanti 10 ettari sono distribuiti tra Sézanne e Bethon nel Sézannais e i grandi terroir della Côte des Blancs: Avize, Le Mesnil-sur-Oger, Chouilly, Cramant e Oger. Questa geografia è uno degli aspetti più interessanti della maison perché permette ad Adrien di confrontare interpretazioni molto differenti dello Chardonnay. L’encépagement complessivo è composto infatti per circa il 70% da Chardonnay, 20% Pinot Noir e 10% Meunier. Nella Vallée du Petit Morin il paesaggio geologico è più complesso rispetto alla craie quasi dominante della Côte des Blancs: calcari, selce, argille, sabbie e meulières si alternano creando condizioni differenti anche tra parcelle relativamente vicine. I terreni calcarei e ricchi di selce vengono particolarmente valorizzati per lo Chardonnay, mentre quelli caratterizzati da argille e meulières risultano interessanti per il Pinot Noir. Nei Grand Cru della Côte des Blancs cambia invece completamente la matrice, con la craie che diventa protagonista e conferisce agli Chardonnay maggiore tensione, verticalità e quella sensazione salina e gessosa tipica di Avize, Cramant, Chouilly, Oger e Le Mesnil-sur-Oger. Proprio la possibilità di lavorare contemporaneamente questi due mondi costituisce una delle chiavi della produzione contemporanea. In vigneto A. Bergère segue una viticoltura ragionata e sostenibile e circa 12 ettari sono oggi condotti in agricoltura biologica. Il percorso non viene interpretato semplicemente attraverso una certificazione: l’obiettivo dichiarato è ottenere uve di elevata qualità attraverso una gestione sempre più attenta dei suoli e delle singole parcelle, così da poter successivamente ridurre gli interventi durante la vinificazione. È soprattutto in cantina che l’impronta di Adrien emerge con chiarezza. Dal suo arrivo nel 2014 la vinificazione parcella per parcella è diventata il principio fondamentale del domaine: le differenti origini vengono mantenute separate per comprenderne il carattere prima di decidere se destinarle agli assemblaggi oppure alle cuvée parcellari. Acciaio e fûts vengono utilizzati in funzione del singolo vino, con una presenza del legno sensibilmente maggiore rispetto alla generazione precedente ma senza trasformarlo in una firma aromatica. La gamma racconta perfettamente questa evoluzione. Origine rappresenta la sintesi della Vallée du Petit Morin e nasce dai terroir di Fèrebrianges, Étoges e Congy: l’assemblaggio attuale prevede 70% Chardonnay, 20% Pinot Noir e 10% Meunier, con un dosage intorno ai 4 g/l. È una fotografia particolarmente efficace dell’identità familiare perché utilizza esattamente le stesse proporzioni dell’encépagement complessivo del domaine. Solera porta invece lo Chardonnay al centro attraverso l’incontro di vendemmie differenti, mentre Terres Blanches ne offre una lettura più essenziale e non dosata. Salendo nella gamma emerge sempre più chiaramente la ricerca avviata da Adrien nel 2014. Le cuvée parcellari vengono prodotte dalle vigne considerate più capaci di esprimere autonomamente il proprio terroir e rappresentano il risultato diretto delle vinificazioni separate introdotte al suo arrivo. A queste si aggiungono i Coteaux Champenois, attraverso i quali Adrien può osservare le singole parcelle senza l’intermediazione della seconda fermentazione, utilizzando il vino fermo come ulteriore strumento di interpretazione territoriale. Anche il Blanc de Blancs Grand Cru 38-40 possiede un significato particolare: il nome richiama i numeri civici della proprietà sull’Avenue de Champagne di Épernay e lega simbolicamente il patrimonio familiare della Côte des Blancs alla sede che Brigitte ha trasformato nella vetrina della maison. L’evoluzione di A. Bergère è quindi particolarmente interessante perché racconta due generazioni molto differenti ma complementari. André e Brigitte hanno costruito la dimensione moderna della proprietà, ampliando considerevolmente il vigneto e portando il nome Bergère nel cuore di Épernay; Adrien e Annaëlle stanno trasformando questo patrimonio attraverso una lettura più precisa e contemporanea. Adrien, in particolare, ha spostato l’attenzione dall’assemblaggio alla parcella, introducendo il legno e costruendo una gamma nella quale Vallée du Petit Morin, Sézannais e Côte des Blancs possano mantenere identità distinte. Dopo oltre 175 anni dalla presenza documentata della famiglia nelle vigne di Fèrebrianges e più di settantacinque dalla fondazione della maison, Champagne A. Bergère conserva quindi una dimensione fortemente familiare, ma possiede oggi un patrimonio eccezionalmente articolato: 45 ettari, 139 parcelle e terroir che vanno dalle argille, selci e meulières della Vallée du Petit Morin fino alla craie dei grandi villaggi della Côte des Blancs. È proprio questa diversità, interpretata attraverso lo Chardonnay e il lavoro parcellare introdotto da Adrien, ad aver trasformato A. Bergère da maison familiare tradizionale in una delle realtà più interessanti per comprendere il potenziale contemporaneo della Vallée du Petit Morin e il suo dialogo con i grandi terroir classici della Champagne.