CAZE THIBAUT

CHAMPAGNE NATURE "LES LERIENS" 2019 - CAZÉ THIBAUT

Regular price €80,50 Sale price€90,00you save €9,50

Abbinamenti, Ottimo come aperitivo, eccellente anche in accompagnamento al pasto a base di Pesce.
Alcol, 12,5%
Annata, 2019
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, 45% Meunier, 45% Chardonnay e 10% Pinot Noir

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Extra Brut “Les Lériens” 2019 di Cazé-Thibaut si presenta con un giallo dorato luminoso, animato da un perlage fine e continuo. Il naso è ricco e decisamente originale: agrumi maturi e scorza d’arancia incontrano ananas, frutto della passione e piccoli frutti rossi, seguiti da mandorla fresca, brioche e sottili sfumature di vaniglia. Con l’ossigenazione la componente fruttata si fonde con note più profonde di spezie e legno, mantenendo però grande energia. Al palato è morbido nell’ingresso ma subito attraversato da freschezza e sapidità, con una trama vinosa che gli conferisce maggiore profondità rispetto a uno Champagne esclusivamente giocato sulla tensione. Il dosaggio molto contenuto lascia emergere una piacevole vena amaricante e una chiusura asciutta, precisa e salivante. Il finale è lungo, energico e complesso, con ritorni agrumati, di mandorla e pasticceria. Una cuvée parcellaire anticonvenzionale, ricca ma mai pesante.

CURIOSITÁ:

Les Lériens 2019 nasce a Châtillon-sur-Marne, sulla rive droite della Vallée de la Marne, da una vecchia complantation massale impiantata nel 1969 ed esposta a est. Nella stessa parcella convivono e vengono raccolti insieme 45% Meunier, 45% Chardonnay e 10% Pinot Noir, recuperando una concezione antica dello Champagne in cui è il vigneto, più che il singolo vitigno, a definire l’identità del vino. Fabien Cazé vinifica la sola vendemmia 2019 in vecchie botti che hanno già ospitato da tre a sei vini, svolge la malolattica e lavora senza chiarifica né filtrazione, utilizzando il freddo naturale per la stabilizzazione. Il tiraggio è avvenuto nel luglio 2020; alcune partite documentate sono state sboccate nel marzo 2024 dopo circa quattro anni sui lieviti. Il dosaggio è estremamente contenuto, nell’ordine di 2-3 g/l, e colloca il 2019 nella categoria Extra Brut. Una produzione molto limitata, espressione di una maison familiare arrivata oggi alla decima generazione di vignaioli.

Caze Thibaut

Champagne Cazé-Thibaut è una piccola realtà familiare di Châtillon-sur-Marne, nella Vallée de la Marne, oggi guidata da Fabien Cazé e diventata in pochi anni una delle espressioni più interessanti della nuova generazione di vigneron della zona. Le radici della famiglia nella viticoltura risalgono al 1929 e attraversano dieci generazioni, ma per lungo tempo l’attività rimane legata soprattutto alla coltivazione e alla vendita delle uve. La svolta arriva proprio con Fabien, che dopo gli studi viticoli ed enologici decide di non limitarsi a continuare il modello familiare. Nel 2007 comincia a lavorare stabilmente accanto al padre e nel 2013 prende progressivamente in mano il domaine; dal 2016 avvia la propria produzione con l’obiettivo di vinificare separatamente le parcelle ricevute dalle generazioni precedenti e costruire Champagne capaci di raccontare con precisione questa parte della Vallée de la Marne. Il patrimonio comprende circa 2,7 ettari suddivisi in una decina di parcelle, concentrate principalmente tra Châtillon-sur-Marne e Vandières. È una dimensione minuscola, ma proprio la frammentazione costituisce il punto di partenza della filosofia di Fabien: ogni lieu-dit viene osservato come un'entità autonoma, con esposizione, composizione del terreno, età delle vigne e comportamento differenti. I vigneti si trovano sui coteaux che dominano la Marna, generalmente tra circa 100 e 200 metri di altitudine, e poggiano su un mosaico geologico nel quale argille, calcari, marne e sabbie si alternano secondo posizione e parcella. Il Meunier occupa naturalmente un ruolo fondamentale. Nella Vallée de la Marne occidentale questo vitigno è stato per decenni considerato soprattutto una componente utile agli assemblaggi per la sua capacità di maturare con regolarità e portare frutto, ma Fabien appartiene alla generazione che ha contribuito a ribaltarne completamente la lettura: vecchie vigne, rese controllate e vinificazioni parcellari dimostrano che il Meunier può essere un vero interprete del terroir, capace di profondità, tensione e notevole personalità. Accanto ad esso vengono coltivati Chardonnay e Pinot Noir, utilizzati sia autonomamente sia in assemblaggio secondo la provenienza. Il lavoro agricolo è estremamente rigoroso e orientato verso una viticoltura biologica e biodinamica. Fabien ha progressivamente eliminato erbicidi e prodotti di sintesi, privilegiando lavorazioni del terreno, inerbimenti, preparati vegetali e interventi destinati a rafforzare naturalmente la vite. Le parcelle vengono seguite individualmente e la vendemmia è manuale, con una ricerca della maturità che rappresenta uno dei presupposti fondamentali del lavoro successivo. L’obiettivo non è raccogliere uve semplicemente ricche di acidità, ma trovare l’equilibrio tra maturità del frutto, energia e freschezza, così da poter intervenire il meno possibile durante la vinificazione. In cantina la filosofia diventa ancora più radicalmente parcellare. Fabien vinifica separatamente le differenti vigne e utilizza soprattutto vecchie pièces e fûts di rovere, affiancati secondo necessità da altri contenitori neutri. Le fermentazioni partono spontaneamente attraverso i lieviti indigeni e gli élevage vengono prolungati per permettere ai vins clairs di stabilizzarsi ed evolvere lentamente prima del tirage. Il legno non viene ricercato per il suo apporto aromatico, ma come recipiente capace di favorire una lenta micro-ossigenazione e accompagnare la struttura del vino. Gli interventi enologici vengono ridotti al minimo, la solforosa utilizzata con grande moderazione e chiarifiche e filtrazioni invasive vengono evitate. Dopo la prise de mousse, gli Champagne affrontano lunghi affinamenti sui lieviti e vengono generalmente commercializzati con dosaggi estremamente bassi, spesso come Extra Brut o Brut Nature. La gamma è costruita quasi come una cartografia delle vigne familiari. Naturellement rappresenta una delle cuvée più immediate e introduce allo stile della maison attraverso un assemblaggio nel quale il Meunier conserva un ruolo importante. Les Leriens porta invece al centro una singola origine e permette di osservare il comportamento del Meunier quando viene sottratto alla logica dell’assemblaggio. Les Fourches approfondisce un altro lieu-dit di Châtillon-sur-Marne, mentre Jossias e Les Grandes Côtes esplorano ulteriormente il rapporto tra varietà, esposizione e geologia. Ogni cuvée viene prodotta in quantità estremamente limitate e le composizioni possono cambiare secondo l’annata, perché Fabien preferisce adattare la vinificazione alla vendemmia anziché costringere ogni parcella a riprodurre un profilo prestabilito. Un ruolo importante è occupato anche dallo Chardonnay, che nei terroir più calcarei della proprietà assume una fisionomia tesa e verticale, offrendo un contrappunto alla maggiore vinosità del Meunier. È proprio il confronto tra questi vitigni all’interno di una superficie così ridotta a rendere particolarmente interessante il progetto: non esiste una “ricetta Cazé-Thibaut”, ma una serie di interpretazioni che cambiano secondo parcella e millesimo. Anche le etichette, essenziali e immediatamente riconoscibili, riflettono questa volontà di distinguere nettamente le diverse cuvée e hanno contribuito a costruire l’identità contemporanea del domaine. La produzione rimane inevitabilmente molto limitata, nell’ordine di poche migliaia di bottiglie per ciascuna selezione, e questo permette a Fabien di seguire personalmente praticamente ogni fase, dal lavoro nei filari fino al dégorgement. Cazé-Thibaut rappresenta quindi perfettamente il cambiamento avvenuto nella Vallée de la Marne negli ultimi anni. Un territorio storicamente associato al Meunier destinato agli assemblaggi delle grandi maison viene riletto attraverso vecchie vigne, singoli lieux-dits e vinificazioni indipendenti. Fabien Cazé ha utilizzato il patrimonio accumulato dalla propria famiglia dal 1929 non per riprodurre il passato, ma per costruire un progetto completamente nuovo: appena 2,7 ettari tra Châtillon-sur-Marne e Vandières, agricoltura biologica e biodinamica, fermentazioni spontanee, vecchie botti, dosaggi minimi e soprattutto una separazione rigorosa delle parcelle. Il Meunier rimane il filo conduttore e viene trattato con la stessa attenzione normalmente riservata allo Chardonnay dei grandi cru della Côte des Blancs o al Pinot Noir della Montagne de Reims. È questa volontà di trasformare ogni piccolo appezzamento in una voce autonoma a definire Cazé-Thibaut: una Champagne artigianale, profondamente legata alla Vallée de la Marne e costruita più sulla diversità delle vigne che sulla ricerca di uno stile uniforme.