TARLANT

CHAMPAGNE ROSE BRUT NATURE "ZERO" - TARLANT

Regular price €69,00 Sale price€77,00you save €8,00

Abbinamenti, Ideale come aperitivo o con sushi ed ostriche.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 50%, Pinot Noir 44%, Pinot Meunier 6%

NOTE SENSORIALI:

Si presenta nel calice con veste rosa brillante e perlage fine e persistente. Naso complesso e al contempo sussurrato fatto di ribes rossa, scorza d'agrume, spezie ed erbe aromatiche, che si dipana in un rincorrersi gentile e graduale. Assaggio splendido per coesione e per la capacità che ha il liquido di diffondersi, spinto da una trama salina raffinata e da una freschezza perfettamente integrata. 

CURIOSITÀ:

Lo Champagne Rosé "Zero" è ottenuto da un uvaggio pressochè paritario di Chardonnay e Pinot Nero, con un minuscolo saldo di Pinot Meunier. Le uve di Chardonnay e Pinot Nero provengono dal comune di Oeuilly, situato nella Valle de la Marne, contraddistinto da terreni dalla matrice gessosa-sabbiosa. Dopo un'attenta cernita delle uve si prosegue con fermentazione alcolica in vasche d'acciaio e botti di legno, con rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Champenoise e sboccatura manuale. L'affinamento di protrae per almeno 48 mesi sui lieviti.

Tarlant
“Non è una moda del momento ma una necessità nata come naturale evoluzione dalla storia centenaria della Maison Tarlant: lasciare spazio alla voce della vigna, del singolo cru, limitando al minimo ciò che può distogliere l’attenzione dall’uva e dalla rispettosa interpretazione del territorio da parte dell’uomo. Mélanie e Benoît rappresentano la dodicesima generazione di una famiglia che iniziò a produrre champagne sin dal 1929, l’anno della costituzione dell’AOC, e che affonda le proprie radici nella regione sin da 1687. Sono oggi il testimone raccolto del sapere tramandato di padre in figlio, un bagaglio prezioso trasmesso attraverso i gesti e il fare (e soprattutto il non fare) in cantina e in vigna. Uno stile oggi riconoscibile, basato su lunghi affinamenti e fermentazioni in legno, mai radicato sulle proprie convinzioni ma sempre in cerca di novità e che ha consentito a Benoît, dal 1999, e a Mélanie dal 2005, di condividere la loro visione e il loro pensiero di uno champagne che non fosse esclusività e lusso, come spesso molti pensano, ma ambasciatore del proprio territorio.” – Alessio Pietrobattista