CHÂTEAUNEUF-DU-PAPE BIO "LES VIEILLES VIGNES" 2017 - DOMAINE DE VILLENEUVE
Abbinamenti, La profondità e la maturità del Les Vieilles Vignes 2017 lo rendono ideale con piatti importanti, ma la sua sorprendente freschezza evita la necessità di preparazioni eccessivamente pesanti. È magnifico con agnello arrosto alle erbe provenzali, carré di maiale, brasati, selvaggina e carni rosse alla brace, ma trova grande sintonia anche con anatra e faraona. Particolarmente riuscito l’abbinamento con una faraona ripiena di castagne, mele e frutta secca, capace di richiamare le sfumature speziate e mature del vino. Ottimo con funghi, piatti al tartufo e formaggi stagionati di carattere.
Alcol, 14,5%
Annata, 2017
Denominazione, Chateauneuf-du-Pape AOC
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Valle del Rodano (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, 70% Grenache, 16% Mourvèdre, 8% Syrah, 4% Cinsault e 2% Clairette
NOTE SENSORIALI:
Lo Châteauneuf-du-Pape “Les Vieilles Vignes” 2017 del Domaine de Villeneuve si presenta con un rosso rubino profondo, ormai attraversato da eleganti sfumature granate. Il naso è intenso e stratificato, con ciliegia scura, lampone nero, prugna e mora che si intrecciano a viola, liquirizia e macchia mediterranea. Con l’ossigenazione emergono pepe, cannella, alloro, oliva nera e leggere sensazioni di terra e sottobosco, segno di un’evoluzione ormai ben avviata ma ancora pienamente vitale. Al palato sorprende per l’equilibrio tra maturità e freschezza: il frutto è generoso, ma la trama rimane slanciata, sostenuta da tannini fini e quasi polverosi. La struttura è importante senza diventare pesante, con una bella componente speziata e balsamica che accompagna il sorso fino alla chiusura. Il finale è lungo, caldo ma armonioso, con ritorni di frutta scura, pepe, erbe provenzali e liquirizia. Un 2017 maturo, profondo e raffinato, capace di interpretare un’annata solare senza cedere all’opulenza.
CURIOSITÁ:
Les Vieilles Vignes è la cuvée simbolo del Domaine de Villeneuve, proprietà rilevata nel 1993 dalla famiglia Wallut e oggi legata al lavoro di Stanislas Wallut. Nasce da 8,4 ettari nella parte settentrionale della denominazione, con un assemblaggio di 70% Grenache, 16% Mourvèdre, 8% Syrah, 4% Cinsault e 2% Clairette. Le vigne hanno da 40 anni a oltre un secolo e producono appena 20-25 hl/ha. Il terroir è estremamente articolato: argille rosse, limi, galets roulés, sabbie di origine marina e depositi sedimentari convivono in diverse microparcelle. La tenuta è certificata biologica e biodinamica dal 1998. L’affinamento avviene senza legno, esclusivamente per 18-24 mesi in vasche di cemento da 51 hl, scelta fondamentale per preservare frutto e freschezza. Il 2017 fu uno dei millesimi più caldi e siccitosi della storia recente di Châteauneuf-du-Pape, con rese bassissime; proprio la capacità di Villeneuve di mantenere tensione ed eleganza rende questa annata particolarmente riuscita.
Domaine De Villeneuve +
Domaine de Villeneuve è una piccola realtà di Châteauneuf-du-Pape situata nel territorio di Orange, all’estremo nord della denominazione, e rappresenta una delle interpretazioni più personali e meno muscolari del Rodano meridionale. La storia contemporanea del domaine comincia nel 1993, quando la proprietà viene rilevata dalla famiglia Wallut insieme a Philippe du Roy de Blicquy. Il patrimonio trovato al momento dell’acquisizione era straordinario ma necessitava di un profondo lavoro di recupero: appena 8,4 ettari, caratterizzati però dalla presenza di vecchie vigne, alcune delle quali oggi superano abbondantemente il secolo di età. Dal 2003-2004 la figura centrale diventa Stanislas Wallut, che assume direttamente la conduzione della proprietà e imprime al domaine uno stile molto preciso, orientato più alla finezza, alla vitalità e alla trasparenza del frutto che alla concentrazione spesso associata ai grandi rossi di Châteauneuf-du-Pape. Il vigneto costituisce il vero tesoro della proprietà. I suoi 8,4 ettari si trovano all’incrocio di differenti formazioni geologiche e presentano una notevole varietà di suoli: argille rosse, limi, sabbie di origine marina e i celebri galets roulés trasportati anticamente dal Rodano convivono all’interno delle diverse parcelle. Le vigne hanno generalmente tra quarant’anni e oltre un secolo e il Grenache domina nettamente l’encépagement con circa il 70%, affiancato da Mourvèdre per il 16%, Syrah per l’8%, Cinsault per il 4% e una piccola presenza di Clairette. Le rese sono estremamente contenute, normalmente nell’ordine di appena 20-25 ettolitri per ettaro, contribuendo a ottenere uve naturalmente concentrate senza dover ricercare successivamente un’estrazione esasperata in cantina. Uno degli elementi fondamentali dell’identità di Villeneuve è la biodinamica. Il percorso viene avviato pochi anni dopo l’acquisizione e dal 1998 il vigneto è certificato biologico e biodinamico. Non vengono utilizzati diserbanti chimici né molecole di sintesi; il terreno viene lavorato attraverso griffonnage e inerbimento, mentre la protezione delle piante si basa su quantità controllate di rame e zolfo e sull’impiego dei preparati biodinamici. Per Stanislas l’obiettivo non è semplicemente sostituire un trattamento convenzionale con uno naturale, ma riportare la vite a una condizione nella quale possa sviluppare maggiori difese proprie. Anche la biodiversità e la porosità dei terreni diventano quindi elementi centrali di una viticoltura pensata per accompagnare la pianta piuttosto che forzarne il comportamento. La vendemmia è manuale e la selezione comincia direttamente nel vigneto, dove i grappoli vengono controllati con grande attenzione prima di essere trasportati in cantina. Anche la struttura produttiva è stata progettata per ridurre al minimo le manipolazioni: la cantina è interrata su più livelli e permette di sfruttare la gravità durante diversi passaggi della vinificazione, limitando l’impiego delle pompe. Le fermentazioni avvengono principalmente in vasche di cemento, particolarmente adatte al clima caldo del Rodano meridionale grazie alla loro inerzia termica. Le uve vengono lavorate con estrema delicatezza, attraverso diraspature e leggere pigiature secondo necessità, mentre l’estrazione viene condotta privilegiando un approccio vicino all’infusione: rimontaggi delicati e interventi misurati permettono di estrarre progressivamente colore, tannino e sostanze aromatiche senza rendere il vino eccessivamente massiccio. Anche l’affinamento segue la stessa logica. Villeneuve evita deliberatamente un utilizzo importante del legno nuovo e il vino matura prevalentemente in vasca, con una parte minoritaria trasferita in barrique già utilizzate per diverse vendemmie. L’affinamento può raggiungere circa 18 mesi, ma il contenitore deve rimanere uno strumento di evoluzione e non diventare una componente aromatica riconoscibile. Il Châteauneuf-du-Pape Les Vieilles Vignes rappresenta il cuore della produzione e sintetizza perfettamente questa filosofia. Grenache, Mourvèdre, Syrah, Cinsault e Clairette provengono dalle vecchie parcelle aziendali e vengono assemblati per raccontare la complessità dei diversi terreni della proprietà. La concentrazione nasce principalmente dalle basse rese e dall’età delle piante, mentre in cantina Stanislas cerca di conservarne l’energia attraverso estrazioni contenute e affinamenti poco invasivi. Ne deriva uno Châteauneuf-du-Pape che non rinuncia alla profondità e alla maturità mediterranea, ma cerca soprattutto equilibrio, freschezza e una tessitura tannica progressivamente raffinata. Accanto al vino principale viene prodotto La Griffe, Côtes du Rhône proveniente da Grenache, Syrah, Cinsault e Mourvèdre, che permette di avvicinarsi alla filosofia aziendale attraverso un'espressione generalmente più immediata. Domaine de Villeneuve rappresenta quindi una voce particolare all’interno di Châteauneuf-du-Pape. In un territorio naturalmente capace di produrre vini ricchi e potenti, Stanislas Wallut ha scelto di non amplificare ulteriormente questi caratteri, ma di lavorare nella direzione opposta. Vecchie vigne, rese bassissime, biodinamica certificata, cemento, gravità, estrazioni delicate e pochissimo legno diventano gli strumenti attraverso i quali cercare finezza senza perdere la profondità tipica della denominazione. I soli 8,4 ettari e una produzione nell’ordine di poche decine di migliaia di bottiglie mantengono inoltre il domaine in una dimensione autenticamente artigianale. È proprio questo equilibrio a definire Villeneuve: un Châteauneuf-du-Pape costruito non sulla forza ma sulla precisione, nel quale Grenache centenario, Mourvèdre e gli altri vitigni storici del Rodano meridionale vengono lasciati esprimere attraverso un lavoro estremamente rispettoso, facendo della vitalità del vigneto e della delicatezza della vinificazione la vera firma della famiglia Wallut.