DONNAFUGATA

ETNA ROSSO DOC "CONTRADA MARCHESA" 2017 MAGNUM - DONNAFUGATA

Regular price €106,50 Sale price€130,00you save €23,50

Abbinamenti, La finezza del tannino e la profondità aromatica raggiunta dal Contrada Marchesa 2017 lo rendono ideale con piatti importanti ma non eccessivamente pesanti. È magnifico con agnello alle erbe, filetto di manzo ai porcini, arrosti, faraona e selvaggina da piuma, ma accompagna molto bene anche risotti ai funghi e paste con ragù delicati. Interessante con zuppe di legumi speziate, abbinamento suggerito anche dalla cantina, dove freschezza e componente balsamica riescono ad alleggerire la struttura del piatto. Ottimo inoltre con formaggi stagionati non troppo piccanti.
Alcol, 14%
Annata, 2017
Denominazione, Etna DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nerello Mascalese 100%

NOTE SENSORIALI:

L’Etna Rosso DOC “Contrada Marchesa” 2017 Magnum di Donnafugata si presenta con un rosso rubino chiaro e luminoso, ormai impreziosito da eleganti riflessi granati. Il naso è fine e stratificato, con ribes, lampone e ciliegia che si intrecciano a cannella, pepe nero e delicate sfumature di sottobosco. Con l’ossigenazione emergono richiami balsamici, erbe mediterranee, tabacco e una sottile vena minerale che ricorda cenere e pietra vulcanica. Al palato è raffinato e ancora sorprendentemente vivo: la freschezza sostiene una struttura elegante, mentre il tannino è finissimo, levigato dal tempo ma ancora capace di dare ritmo e profondità. La componente sapida accompagna il sorso fino a una chiusura lunga, asciutta e progressiva, con ritorni di frutti rossi, spezie e mineralità. Il formato Magnum favorisce un’evoluzione lenta e armoniosa, rendendo il 2017 particolarmente affascinante oggi ma ancora capace di ulteriore sviluppo.

CURIOSITÁ:

Contrada Marchesa è uno dei cru più prestigiosi del progetto etneo di Donnafugata e il 2017 rappresenta la prima annata prodotta. Nasce da Nerello Mascalese in purezza proveniente da appena 2 ettari a Castiglione di Sicilia, sul versante nord dell’Etna, tra 730 e 750 metri di altitudine. Le vecchie vigne, allevate ad alberello etneo e in parte a controspalliera, sono racchiuse in una sorta di anfiteatro naturale formato da antiche colate laviche; i terreni sono sabbiosi, di origine vulcanica, e le forti escursioni termiche favoriscono maturazioni lente e aromaticamente complesse. Il 2017 fu meno piovoso della media, ma la neve invernale garantì importanti riserve idriche e la vendemmia si concluse l’8 ottobre. Dopo la raccolta manuale e una doppia selezione di grappoli e acini, la fermentazione avviene in acciaio con 10-12 giorni di macerazione a circa 25 °C. Seguono 14 mesi in barrique francesi di secondo e terzo passaggio e oltre 18 mesi di bottiglia. La produzione inaugurale superò di poco le 6.000 bottiglie.

Donnafugata

Donnafugata è una delle realtà che hanno maggiormente contribuito alla crescita e all’affermazione internazionale del vino siciliano, trasformando la straordinaria diversità dell’isola nel cuore della propria identità. La cantina nasce nel 1983 dalla visione di Giacomo Rallo e Gabriella Anca, ma le radici della famiglia nel mondo del vino sono molto più antiche e risalgono alla metà dell’Ottocento, con le storiche cantine di Marsala.
Il progetto prende forma nella tenuta di Contessa Entellina, nella Sicilia occidentale, dove Giacomo e Gabriella scelgono di dare una nuova direzione alla lunga esperienza vitivinicola familiare. Sono anni importanti per l’enologia dell’isola: la Sicilia sta iniziando a riscoprire il valore dei propri territori e Donnafugata decide fin dall’inizio di puntare sulla qualità, sulla valorizzazione dei vitigni e su una visione capace di guardare oltre i confini regionali.
Fondamentale è la figura di Gabriella Anca Rallo, tra le protagoniste della moderna viticoltura siciliana. È anche grazie alla sua sensibilità artistica che nasce l’immaginario immediatamente riconoscibile di Donnafugata, fatto di colori, figure femminili e suggestioni mediterranee. Il nome stesso della cantina trae ispirazione dal Gattopardo e dalla storia di una regina in fuga che avrebbe trovato rifugio nelle terre siciliane: da qui “Donna in fuga”, Donnafugata. Questa unione tra vino, arte e cultura siciliana diventa nel tempo uno dei tratti distintivi dell’azienda. Le etichette non sono semplici elementi grafici, ma piccoli racconti che richiamano paesaggi, personaggi, letteratura e atmosfere dell’isola, creando un linguaggio capace di rendere immediatamente riconoscibile ogni bottiglia. Il cuore storico della produzione rimane Contessa Entellina, territorio collinare della Sicilia occidentale caratterizzato da differenti altitudini, esposizioni e condizioni pedoclimatiche. Qui varietà autoctone e internazionali vengono interpretate cercando equilibrio tra maturità mediterranea, freschezza e identità territoriale. Un capitolo fondamentale si apre nel 1989, quando Donnafugata arriva a Pantelleria. L’isola rappresenta uno degli ambienti viticoli più estremi del Mediterraneo: vento, sole, scarsità d’acqua, terreni vulcanici e piccoli terrazzamenti protetti da muretti a secco definiscono un paesaggio nel quale la coltivazione della vite richiede ancora oggi un enorme lavoro manuale. Protagonista assoluto è lo Zibibbo, coltivato attraverso il tradizionale alberello pantesco, pratica agricola riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Da queste vigne nasce Ben Ryé, il celebre Passito di Pantelleria diventato una delle etichette simbolo della cantina e una delle interpretazioni più conosciute del vino dolce italiano. La ricerca della famiglia Rallo non si è però fermata alla Sicilia occidentale. Nel corso degli anni Donnafugata ha progressivamente ampliato la propria presenza sull’isola, arrivando a Vittoria e successivamente sull’Etna, due territori profondamente differenti tra loro e capaci di mostrare altri volti della viticoltura siciliana. A Vittoria protagonisti sono soprattutto Nero d’Avola e Frappato, varietà capaci di interpretare il clima e i terreni dell’area iblea attraverso vini nei quali frutto, freschezza ed eleganza trovano un particolare equilibrio. Sull’Etna, invece, lo scenario cambia completamente: altitudine, forti escursioni termiche e terreni di origine vulcanica diventano il contesto ideale per Nerello Mascalese e Carricante. Proprio questa capacità di lavorare in territori molto diversi rappresenta uno degli aspetti più interessanti di Donnafugata. Contessa Entellina, Pantelleria, Vittoria ed Etna, insieme alle storiche cantine di Marsala, permettono alla famiglia di raccontare differenti anime della Sicilia senza cercare di uniformarle sotto un unico stile. Ogni territorio viene interpretato secondo le proprie caratteristiche, scegliendo varietà e tecniche di vinificazione capaci di rispettarne l’identità. La Sicilia non viene quindi raccontata come una terra viticola uniforme, ma come un vero continente enologico, nel quale pochi chilometri possono significare differenze profonde di clima, altitudine, terreno e tradizione. A questa filosofia si accompagna una crescente attenzione verso la sostenibilità, la biodiversità e la conservazione dei paesaggi agricoli. Un impegno particolarmente significativo in luoghi fragili come Pantelleria, dove continuare a coltivare la vite significa anche custodire terrazzamenti, muretti a secco e pratiche agricole tramandate attraverso generazioni. Oggi il progetto continua con José e Antonio Rallo, figli dei fondatori, che hanno raccolto l’eredità di Giacomo e Gabriella mantenendo la famiglia direttamente coinvolta nella gestione dell’azienda. Una nuova generazione sta inoltre iniziando a partecipare alla vita della cantina, proseguendo una storia familiare che nel vino affonda le proprie radici nell’Ottocento. Donnafugata è così un viaggio attraverso la Sicilia e le sue molteplici identità. Dalle colline di Contessa Entellina agli alberelli di Zibibbo di Pantelleria, dal Frappato di Vittoria fino al Nerello Mascalese e al Carricante dell’Etna, la famiglia Rallo ha costruito un progetto nel quale vino, territorio, arte e cultura mediterranea diventano parti dello stesso racconto.