LE MORTELLE

MAREMMA TOSCANA DOC BIANCO "VIVIA" 2025 - LE MORTELLE - ANTINORI

Regular price €12,50 Sale price€13,50you save €1,00

Abbinamenti, La freschezza e la sapidità del Vivia 2025 lo rendono particolarmente versatile con una cucina mediterranea leggera. È ideale con antipasti di mare, crostacei, carpacci e tartare di pesce, ma accompagna molto bene anche spaghetti alle vongole, risotti alle verdure e pesci alla griglia. Interessante con insalate di mare, verdure arrosto, formaggi freschi e carni bianche delicate, dove la componente aromatica del Viognier aggiunge morbidezza mentre Vermentino e Ansonica mantengono il sorso dinamico. Da provare con una ricciola agli agrumi, una grigliata di pesce oppure con panzanella e mozzarella.
Alcol, 12%
Annata, 2025
Denominazione, Maremma Toscana DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Vermentino, Ansonica e Viognier, vinificati separatamente

NOTE SENSORIALI:

Il Maremma Toscana DOC Bianco “Vivia” 2025 di Le Mortelle si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da delicati riflessi verdolini. Il naso è fine e fragrante, con pesca bianca, mela gialla e pompelmo in primo piano, accompagnati da fiori bianchi ed erbe mediterranee. Con l’ossigenazione emergono sfumature di cedro, salvia e leggere sensazioni di mandorla fresca, in un profilo che rimane sempre elegante e nitido. Al palato è agile, equilibrato e succoso, con una freschezza ben definita che sostiene una materia morbida ma mai pesante. La componente sapida richiama immediatamente la vicinanza alla costa e imprime ritmo al sorso, mentre il frutto conserva precisione fino alla chiusura. Il finale è persistente, agrumato e leggermente ammandorlato. Un bianco mediterraneo luminoso e scorrevole, capace di combinare aromaticità, freschezza e quella naturale vena salina che caratterizza i vini della Maremma costiera.

CURIOSITÁ:

Vivia nasce alla Fattoria Le Mortelle, proprietà della famiglia Antinori situata a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia, nel cuore della Maremma Toscana. L’assemblaggio riunisce Vermentino e Ansonica, due varietà profondamente legate alla costa toscana, al Viognier, introdotto in tenuta dopo anni di sperimentazione. I vigneti poggiano su terreni di medio impasto, sabbiosi e limosi, prevalentemente siliceo-argillosi e in alcune zone ricchi di scheletro. Il 2025 ha beneficiato di una primavera fresca e piovosa e di un’estate calda ma priva di eccessi prolungati, con buone escursioni termiche. La raccolta è iniziata con il Viognier nella prima decade di settembre, seguita dal Vermentino e infine dall’Ansonica nella seconda metà del mese. Le varietà vengono pressate delicatamente e vinificate separatamente; dopo 24 ore di illimpidimento a 10 °C, fermentano in acciaio a 16 °C. Vivia rimane quindi circa tre mesi in acciaio a contatto con i propri lieviti ed è stato imbottigliato nel gennaio 2026.

Antinori

Marchesi Antinori è una delle famiglie simbolo della storia del vino italiano, protagonista di un percorso che attraversa oltre sei secoli e 26 generazioni. Il legame ufficiale con il mondo del vino risale al 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entra nell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Da quel momento la famiglia ha continuato senza interruzioni a occuparsi di viticoltura, accompagnando l’evoluzione del vino toscano attraverso epoche profondamente diverse. Le radici degli Antinori sono strettamente legate a Firenze e alla Toscana. Nel 1506 la famiglia acquista quello che diventerà Palazzo Antinori, nel cuore della città, ancora oggi uno dei luoghi simbolo della casata. Questo rapporto con Firenze racconta bene una storia nella quale vino, cultura, arte e imprenditorialità si sono intrecciati per secoli. La straordinaria longevità della famiglia non deriva però soltanto dalla capacità di custodire la tradizione. Uno dei principi che hanno caratterizzato gli Antinori è sempre stato quello di innovare senza perdere il legame con le proprie origini. Ogni generazione ha introdotto nuove idee, esplorato territori differenti e sperimentato tecniche produttive capaci di interpretare il proprio tempo. Questa filosofia diventa particolarmente evidente nel Novecento, soprattutto con Piero Antinori, protagonista di una profonda trasformazione dell'azienda e, più in generale, di una stagione decisiva per l'enologia toscana. La ricerca della qualità passa attraverso una maggiore attenzione alle singole vigne, agli affinamenti e alla possibilità di interpretare il Sangiovese con maggiore libertà rispetto alle consuetudini dell'epoca. Uno dei risultati più importanti di questa visione è Tignanello, nato nel cuore del Chianti Classico e destinato a diventare uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo. La sua nascita rappresenta un momento di rottura con alcune tradizioni produttive del passato e testimonia perfettamente l'attitudine degli Antinori alla sperimentazione. Dalla stessa tenuta nasce Solaia, altra etichetta simbolo della famiglia. Tignanello e Solaia diventano così due interpretazioni differenti dello stesso territorio e rappresentano uno dei capitoli fondamentali della trasformazione qualitativa che ha interessato la Toscana nella seconda metà del Novecento. Il patrimonio degli Antinori si estende però ben oltre il Chianti Classico. A Bolgheri, Tenuta Guado al Tasso interpreta il particolare clima della costa toscana e la sua vocazione per le varietà bordolesi. A Montalcino, Pian delle Vigne racconta invece il Sangiovese attraverso il Brunello, mentre in Umbria il Castello della Sala è diventato uno dei punti di riferimento della famiglia per la produzione di grandi vini bianchi. Ogni proprietà mantiene una propria identità. La filosofia Antinori non consiste infatti nel replicare lo stesso stile in territori differenti, ma nel comprendere le caratteristiche di ciascun luogo e scegliere di conseguenza vitigni, pratiche agricole e metodi di vinificazione. Il territorio viene prima dello stile aziendale. Questa attenzione alla diversità dei luoghi è accompagnata da una continua ricerca in vigneto e in cantina. Sostenibilità, conoscenza dei suoli e precisione nella gestione delle singole parcelle sono diventate componenti sempre più importanti di un progetto che deve confrontarsi anche con le nuove condizioni climatiche della viticoltura contemporanea. Un simbolo della moderna filosofia familiare è la spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico, inaugurata nel 2012 a Bargino. Quasi completamente integrata all'interno della collina, è stata progettata per dialogare con il paesaggio circostante, riducendo l'impatto visivo e sfruttando anche la naturale regolazione termica del terreno. La struttura rappresenta perfettamente l'incontro tra architettura, tecnologia e tradizione che caratterizza la famiglia. Non è soltanto un luogo di produzione, ma uno spazio pensato per raccontare il rapporto degli Antinori con il Chianti Classico e permettere di conoscere direttamente una storia iniziata molti secoli prima. Oggi la continuità è affidata alla ventiseiesima generazione, rappresentata da Albiera, Allegra e Alessia Antinori, figlie di Piero. Dopo più di seicento anni, quindi, la famiglia continua a essere direttamente coinvolta nella gestione delle proprie tenute, conservando quella continuità generazionale che costituisce uno degli aspetti più straordinari della sua storia. Marchesi Antinori rappresenta così un raro equilibrio tra memoria e capacità di evolvere. Una famiglia profondamente toscana che ha saputo attraversare secoli di cambiamenti senza trasformare la propria storia in qualcosa di immobile, utilizzandola invece come punto di partenza per continuare a sperimentare. Dal 1385, 26 generazioni della famiglia Antinori hanno costruito una delle più longeve storie del vino italiano. Dal Chianti Classico a Bolgheri, da Montalcino all'Umbria, ogni territorio viene interpretato secondo la propria natura, mantenendo un principio che attraversa oltre sei secoli di storia familiare: rispettare ciò che è stato costruito dalle generazioni precedenti, senza mai rinunciare alla possibilità di creare qualcosa di nuovo.