CHÂTEAU GISCOURS

MARGAUX 3° GRAND CRU CLASSE 2018 - CHÂTEAU GISCOURS

Regular price €97,00 Sale price€125,00you save €28,00

Abbinamenti, La struttura e la profondità del Giscours 2018 richiedono piatti importanti ma raffinati. È magnifico con filetto di manzo, carré d’agnello alle erbe, brasati, anatra arrosto e selvaggina, soprattutto cervo e capriolo. Le note di grafite, spezie e frutti neri trovano una naturale sintonia con funghi porcini, tartufo nero e preparazioni accompagnate da salse ridotte al vino rosso. Ottimo anche con formaggi di buona stagionatura, soprattutto tome, Gouda maturo e Saint-Nectaire. Da provare con un filetto di manzo ai porcini oppure con un carré d’agnello in crosta aromatica.
Alcol, 14,5%
Annata, 2018
Denominazione, Margaux AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Bordeaux (Francia)
Temperatura di servizio, 18/20°
Vitigni, Cabernet Sauvignon 65%, Merlot 30%, Cabernet Franc 5%

NOTE SENSORIALI:

Il Margaux 3ème Grand Cru Classé 2018 di Château Giscours si presenta con un rosso rubino profondo, ancora attraversato da riflessi violacei e appena granati. Il naso è ampio e raffinato, con cassis, mora, amarena e prugna matura che si intrecciano a violetta, scorza d’arancia e leggere sfumature di fico. Con l’ossigenazione emergono grafite, tabacco, liquirizia, ginepro e spezie fini, accompagnati da eleganti richiami tostati ormai ben integrati. Al palato è ricco e avvolgente, con una densità importante ma sempre sostenuta da freschezza e precisione. Il tannino è fitto, maturo e vellutato, mentre il frutto nero conserva succosità e profondità. La componente minerale accompagna progressivamente il sorso verso un finale lunghissimo, speziato e balsamico, con ritorni di cassis, prugna e liquirizia. Un Margaux potente ma raffinato, nel quale la generosità del 2018 incontra la naturale eleganza di Giscours.

CURIOSITÀ:

Château Giscours è uno degli storici Troisième Grand Cru Classé di Margaux, classificazione ottenuta nel 1855, ma le origini della proprietà risalgono al 1552, quando Pierre de Lhomme iniziò a impiantare vigneti attorno all’antica tenuta di “Guyscoutz”. Il 2018 nasce da un assemblaggio di 55% Cabernet Sauvignon, 39% Merlot e 6% Petit Verdot, con una presenza di Merlot insolitamente elevata per Giscours, scelta che ha conferito al vino maggiore morbidezza e densità. Le vigne destinate al Grand Vin occupavano allora circa 95 ettari e crescono sulle profonde graves garonnaises del Quaternario, terreni poveri e fortemente drenanti particolarmente vocati al Cabernet Sauvignon. La vendemmia si è svolta dal 12 settembre al 12 ottobre, con selezione manuale e ottica delle uve. La vinificazione è avvenuta in cemento e acciaio, con circa 35 giorni di macerazione a 28 °C; il vino ha quindi maturato per 17 mesi in barrique di rovere francese, per il 50% nuove. Un millesimo costruito espressamente per la lunga evoluzione.

Château Giscours

Château Giscours è uno dei grandi nomi storici di Margaux, Troisième Grand Cru Classé nella classificazione del Médoc del 1855, e possiede una storia viticola documentata che attraversa oltre quattro secoli e mezzo. Le origini della proprietà precedono la nascita del vigneto, ma il momento decisivo arriva nel 1552, quando Pierre de Lhomme, ricco mercante di tessuti di Bordeaux, acquista la maison noble chiamata allora “Guyscoutz” e comincia progressivamente a trasformare i terreni circostanti piantando nuove vigne. I documenti aziendali collocano nel 1571 la prima vendemmia conosciuta, composta da appena quindici tonneaux: per questo il millesimo 2021 ha rappresentato simbolicamente la 450ª vendemmia della storia di Giscours. Nel corso dei secoli la proprietà passa attraverso le mani di numerose famiglie che contribuiscono a costruirne il prestigio. Un passaggio fondamentale avviene nel 1847 con Jean-Pierre Pescatore, finanziere e uomo d’affari di origine lussemburghese che investe considerevolmente nel vigneto e nelle strutture, contribuendo alla reputazione che pochi anni più tardi porterà Giscours all'inserimento tra i Troisième Cru Classé del 1855. Dal 1875 Édouard Cruse prosegue questa trasformazione, modernizzando la tenuta e affidando al celebre paesaggista Eugène Bühler la realizzazione del grande parco che ancora oggi circonda lo château. È sempre Cruse a creare la Ferme Suzanne, concepita come fattoria modello e destinata a diventare uno degli elementi più caratteristici della proprietà. Dopo le difficoltà attraversate nella prima metà del Novecento, nel 1952 arriva Nicolas Tari, che riorganizza profondamente il vastissimo domaine e apre una nuova fase della sua storia. L’attuale capitolo comincia invece nel 1995 con l’acquisizione da parte dell’imprenditore e collezionista olandese Eric Albada Jelgersma, che avvia un importante programma di ristrutturazione del vigneto e delle cantine. Alla sua morte, nel 2018, la proprietà passa ai figli Dennis, Derk e Valérie Albada Jelgersma, mentre Alexander van Beek, arrivato proprio nel 1995 per partecipare a quella che avrebbe dovuto essere soltanto una vendemmia, continua a guidare Giscours come direttore generale. Il patrimonio complessivo è enorme rispetto alla superficie strettamente vitata e comprende vigneti, boschi, prati, zone umide, parco, orti e la storica fattoria, costruendo un vero ecosistema agricolo. Il cuore destinato al Grand Vin comprende circa 95 ettari nell'AOC Margaux e poggia sulle profonde graves di origine garonnese che rappresentano uno dei terroir fondamentali del Médoc. Si tratta di antichi depositi di ghiaie e ciottoli accumulati dalla Garonna, capaci di drenare rapidamente l’acqua e di immagazzinare durante il giorno il calore che viene successivamente restituito alle piante. È un ambiente particolarmente favorevole al Cabernet Sauvignon, varietà centrale nell’identità di Giscours, affiancata da Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot. La proprietà conserva inoltre un importante patrimonio di vecchie vigne: alcune parcelle risalgono al 1923 e vengono mantenute attraverso il complantaggio, sostituendo individualmente le piante mancanti invece di estirpare completamente i vecchi vigneti. In questo modo giovani ceppi e piante molto anziane convivono nella stessa parcella, permettendo di preservarne continuità e complessità. La grande estensione del domaine consente inoltre di lavorare su una notevole diversità di suoli e microambienti, aspetto particolarmente importante nelle annate climaticamente estreme. Negli ultimi decenni il lavoro agronomico è diventato sempre più preciso e orientato alla biodiversità. La proprietà ha reintrodotto animali e attività agricole che vanno oltre la semplice viticoltura: bovini della razza bordolese, pecore delle Landes, alveari, prati, boschi e un grande orto convivono con il vigneto, mentre la storica Ferme Suzanne è tornata a rappresentare il centro di questa dimensione agricola. L’obiettivo è ricostruire un equilibrio nel quale la vite non sia una monocoltura isolata, ma una componente di un paesaggio vivo. La vendemmia viene gestita parcella per parcella e la selezione delle uve prosegue in cantina attraverso cernita manuale e ottica. Le fermentazioni avvengono in vasche di cemento e acciaio, utilizzando recipienti di dimensioni differenti per mantenere separate le varie origini. La filosofia contemporanea punta soprattutto sulla precisione dell’estrazione: il contatto tra mosto e bucce può protrarsi per diverse settimane, ma rimontaggi e interventi vengono modulati attraverso l’assaggio per ottenere struttura senza irrigidire la trama tannica. È un elemento fondamentale per comprendere l’evoluzione recente di Giscours. Il château possiede naturalmente la potenza derivante dal Cabernet Sauvignon e dalle profonde graves di Margaux, ma negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sempre maggiormente sulla brillantezza aromatica e sulla finezza dei tannini. Dopo la vinificazione il Grand Vin affronta un lungo élevage in barrique di rovere francese; nelle annate recenti il riferimento si colloca generalmente intorno ai 17 mesi, con circa il 50% di legno nuovo, anche se assemblaggio e affinamento vengono naturalmente adattati alle caratteristiche del millesimo. Il Cabernet Sauvignon rimane normalmente maggioritario e costruisce l'ossatura del vino con cassis, frutti neri, grafite, cedro e tannini profondi; il Merlot contribuisce con maggiore rotondità e succosità, mentre Cabernet Franc e Petit Verdot vengono utilizzati in proporzioni più contenute per aggiungere complessità aromatica, speziatura e tensione. Lo stile che ne deriva interpreta perfettamente una delle anime più affascinanti di Margaux: struttura e capacità di invecchiamento convivono con profumo, eleganza e una tessitura tannica progressivamente setosa. Accanto al Grand Vin viene prodotto La Sirène de Giscours, seconda etichetta il cui nome richiama la sirena comparsa sulle etichette della proprietà già nel 1900 e diventata nel tempo l'emblema dello château. Il patrimonio comprende inoltre vigne nell'Haut-Médoc, dalle quali dal 1992 nasce Haut-Médoc Giscours, e una piccola produzione di Rosé x Giscours, ottenuta da Cabernet Sauvignon coltivato specificamente per questa interpretazione. Ma ciò che rende Giscours particolarmente riconoscibile è probabilmente la dimensione complessiva del luogo. Non si tratta semplicemente di uno château circondato da vigne: parco, foresta, Ferme Suzanne, allevamenti, orti e vigneti formano una proprietà vastissima nella quale l'attività viticola convive con un patrimonio paesaggistico costruito attraverso secoli di storia. Dal mercante Pierre de Lhomme del 1552 a Jean-Pierre Pescatore, da Édouard Cruse a Nicolas Tari fino a Eric Albada Jelgersma e ai suoi figli, ogni generazione ha lasciato una traccia differente. Oggi la famiglia Albada Jelgersma e Alexander van Beek proseguono questo percorso cercando di coniugare la dimensione monumentale di Giscours con un lavoro sempre più dettagliato sulle singole vigne. Le parcelle del 1923, le profonde graves garonnesi, la prevalenza del Cabernet Sauvignon e una vinificazione orientata verso estrazioni sempre più delicate costituiscono così il nucleo dell'identità contemporanea dello château. Un Margaux capace di conservare la forza e la profondità di un grande Médoc, ma costruito soprattutto sulla luminosità aromatica e sulla raffinatezza dei tannini: caratteristiche che, dopo oltre 450 vendemmie, continuano a rappresentare la firma di Château Giscours.