PRUNOTTO

MONFERRATO DOC "MOMPERTONE" 2023 MAGNUM IN CASSA DI LEGNO - PRUNOTTO

Regular price €29,50 Sale price€33,00you save €3,50

Abbinamenti, La struttura morbida e la componente speziata del Mompertone 2023 lo rendono ideale con una cucina saporita e conviviale. È perfetto con tajarin al ragù, lasagne, cannelloni e risotti con sughi di carne, ma accompagna magnificamente anche arrosti, brasati, spezzatini e carni rosse alla griglia. Il Syrah crea un’interessante continuità con piatti speziati e selvaggina, mentre la freschezza della Barbera permette di gestire bene preparazioni più grasse come salsiccia, costine e salumi piemontesi. Ottimo anche con formaggi di media e lunga stagionatura. In formato Magnum è particolarmente adatto a una tavola numerosa o a un’occasione importante, dove può essere lasciato evolvere lentamente durante il pasto.
Alcol, 14,5%
Annata, 2023
Denominazione, Monferrato DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 60%, Syrah 40%

NOTE SENSORIALI:

Il Monferrato DOC “Mompertone” 2023 di Prunotto si presenta con un rosso rubino intenso e profondo, attraversato da vivaci riflessi violacei. Il naso è ricco e avvolgente, con ciliegia matura, mora e prugna che si intrecciano a violetta e sottobosco. Con l’ossigenazione emergono pepe nero, spezie dolci, vaniglia e cacao, accompagnati da leggere sfumature di caffè. Al palato è pieno e vellutato, con la naturale freschezza della Barbera che dona slancio alla maggiore morbidezza e alla componente speziata del Syrah. Il tannino è levigato, ben integrato e accompagna una struttura generosa senza appesantire il sorso. La chiusura è lunga, armoniosa e persistente, con ritorni di frutta scura, spezie e cacao. Un rosso piemontese moderno e immediatamente piacevole, capace di unire ricchezza e bevibilità con grande equilibrio.

CURIOSITÁ:

Mompertone nasce nel Monferrato dall’incontro tra 60% Barbera e 40% Syrah, un assemblaggio insolito per il Piemonte ma ormai profondamente legato alla storia recente di Prunotto. Le vigne sono collocate nell’area di Calliano, nel Basso Monferrato, su terreni calcareo-argillosi attraversati da diffuse venature sabbiose, condizioni che contribuiscono alla morbidezza e alla finezza tannica del vino. Il 2023 è stato un millesimo caldo e inizialmente asciutto, seguito dalle piogge primaverili e da un’estate più regolare; la vendemmia si è svolta dal 2 al 13 ottobre. In cantina le uve vengono diraspate e pigiate, quindi macerano per circa sei giorni a 28-30 °C. Dopo la fermentazione malolattica, conclusa entro dicembre, il vino affina per circa 12 mesi. La versione Magnum da 1,5 litri, proposta in cassa di legno, aggiunge alla bottiglia un forte valore di presentazione e favorisce inoltre un’evoluzione generalmente più lenta e armoniosa nel tempo.

Prunotto

Prunotto è una delle realtà storiche più importanti delle Langhe, una cantina che ha attraversato oltre un secolo di evoluzione della viticoltura piemontese mantenendo Alba come proprio punto di riferimento. La sua posizione, tra i territori di Barolo e Barbaresco e lungo il corso del Tanaro, riflette bene un’identità costruita nel tempo attraverso alcune delle zone più prestigiose del Piemonte vitivinicolo. La storia prende forma nei primi anni del Novecento, quando ad Alba nasce la cooperativa “Ai Vini delle Langhe”. Tra le persone coinvolte nell’attività c’è Alfredo Prunotto, che insieme alla moglie Luigina decide successivamente di rilevare l’azienda e trasformarla in un progetto familiare. È da questo momento che il nome Prunotto comincia a legarsi in maniera sempre più profonda alle grandi denominazioni piemontesi. Alfredo possiede una visione moderna per la sua epoca. Comprende che il futuro non passa soltanto dalla produzione, ma anche dalla capacità di dare un’identità precisa ai vini delle Langhe e di portarli oltre i tradizionali mercati locali. Prunotto inizia così a farsi conoscere fuori dal Piemonte, contribuendo alla progressiva diffusione della reputazione di un territorio che sarebbe diventato uno dei grandi riferimenti dell’enologia italiana. Con il passare delle generazioni cresce soprattutto l'attenzione verso le singole vigne. La cantina comprende quanto il carattere del Nebbiolo possa cambiare in funzione della collina, dell'esposizione e della composizione dei terreni, sviluppando progressivamente un lavoro sempre più legato alla valorizzazione delle diverse provenienze. Uno dei luoghi fondamentali di questa storia è Bussia, a Monforte d'Alba, uno dei grandi terroir della denominazione Barolo. Il rapporto di Prunotto con questa collina diventa particolarmente significativo a partire dagli anni Sessanta e rappresenta ancora oggi uno dei punti centrali del patrimonio aziendale. All'interno di Bussia si trova anche Vigna Colonnello, una delle parcelle più preziose della proprietà. Qui il rapporto tra Prunotto e il territorio assume una dimensione particolarmente profonda: non semplicemente produrre Barolo, ma comprendere e interpretare le caratteristiche di una singola vigna attraverso il comportamento del Nebbiolo nelle differenti annate.La filosofia della cantina si fonda proprio su questa idea di territorialità. Le Langhe non vengono considerate come un ambiente uniforme, ma come un mosaico estremamente complesso nel quale pochi chilometri possono determinare differenze importanti. Geologia, altitudine, esposizione e microclima diventano quindi elementi fondamentali per leggere ogni vigneto. Nel corso della propria storia Prunotto ha progressivamente ampliato questo sguardo oltre il Barolo, costruendo un patrimonio capace di raccontare differenti aree del Piemonte, dalle Langhe al Roero fino al Monferrato. Territori diversi, uniti dalla volontà di valorizzare le varietà che ne hanno costruito l'identità agricola. Un passaggio fondamentale nella storia contemporanea avviene con l'ingresso della famiglia Antinori. L'incontro porta nuove risorse e una visione internazionale all'interno della proprietà, ma il progetto viene sviluppato mantenendo il legame con le origini piemontesi di Prunotto e approfondendo ulteriormente il lavoro sulle singole vigne. Particolare attenzione viene riservata proprio al patrimonio di Bussia, dove è stata sviluppata una struttura dedicata alla lavorazione delle uve provenienti dai vigneti della zona. È una scelta che permette di seguire con maggiore precisione ogni fase e rafforza ulteriormente il rapporto tra cantina e luogo d'origine. Nonostante l'appartenenza a una realtà importante come Antinori, Prunotto conserva quindi una personalità fortemente piemontese. Il centro del progetto rimane la conoscenza delle colline e la capacità di interpretarne le differenze, privilegiando eleganza, equilibrio e riconoscibilità territoriale. La storia di Prunotto coincide in parte con quella della trasformazione delle Langhe moderne. La cantina ha attraversato il periodo nel quale il vino piemontese era prevalentemente una produzione locale, assistendo poi alla progressiva affermazione internazionale di Barolo e Barbaresco e diventando essa stessa protagonista di questo cambiamento. Oggi Prunotto rappresenta l'incontro tra memoria e contemporaneità: le radici ad Alba, la storia iniziata con Alfredo e Luigina, i grandi vigneti delle Langhe e la presenza della famiglia Antinori convivono all'interno di un progetto che continua a mettere il territorio al centro. Prunotto racconta oltre un secolo di Piemonte attraverso le sue colline. Da Alba a Bussia, dalle Langhe al Roero e al Monferrato, la cantina ha costruito la propria identità sulla conoscenza delle singole vigne, diventando una delle realtà che hanno accompagnato la crescita e il riconoscimento internazionale della grande viticoltura piemontese.