L'ARCHETIPO

SALENTO IGP FIANO BIO 2025 - L'ARCHETIPO

Regular price €14,50 Sale price€16,00you save €1,50

Abbinamenti, Si abbina perfettamente a crudi di mare, crostacei, risotti di pesce, verdure grigliate, primi vegetariani e formaggi freschi.
Alcol, 11%
Annata, 2025
Denominazione, Salento IGP
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Puglia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Fiano Minutolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Al naso si apre con profumi di frutta a polpa bianca, come mela e pera, agrumi maturi e leggere note floreali, arricchite da accenni minerali che ricordano la pietra e il mare. In bocca è fresco, scorrevole e armonioso, con buona acidità, equilibrio e un finale lungo, pulito e sapido, che invita al sorso successivo.

CURIOSITÁ:

Il Salento IGP Fiano Bio 2025 di L’Archetipo è un vino bianco fresco, elegante e autentico, frutto di una viticoltura biologica che valorizza al massimo il territorio del Salento. Prodotto con 100% uve Fiano, coltivate su suoli sabbiosi e ben drenati, con clima mediterraneo mitigato dalla brezza marina, esprime finezza, mineralità e un’ottima tensione gustativa. Il Fiano Bio di L’Archetipo rappresenta l’incontro perfetto tra territorio, autenticità e bevibilità, offrendo un’esperienza gustativa luminosa e fresca, tipica del Salento.

L'archetipo

L’archetipo è un’azienda situata a Castellaneta, ai piedi della Murgia barese, non lontano da Altamura. Fondata da Francesco Valentino Dibenedetto, contadino dalla nascita, che in seguito diviene anche agronomo. Già dagli anni ’80 inizia la conversione dell’azienda all’agricoltura biologica passando poi, nel 2000, alle pratiche biodinamiche. Dopo qualche anno si accorge che c’è ancora qualche cosa che impedisce il ritorno alla situazione archetipica del suolo, dell’ecosistema, dunque anche della vigna. Ispirandosi alle pratiche non-interventiste di Masanobu Fukuoka, in cui le sinergie tra tutti gli anelli dell’ecosistema sono innescate, si passa all’agricoltura sinergica, per la quale, tra le altre cose, non si pratica più l’aratura.

Si imbarca in questa nuova avventura insieme alla moglie Anna Maria e ai suoi quattro figli: Carlo Nazareno, Domenico, Andrea e Maria Clelia. Si coltivano 50 ettari di terreno, di cui 30 sono destinati ai vigneti. In queste precise condizioni climatiche è possibile la valorizzazione delle pregiate uve di proprietà senza l’uso della chimica di sintesi, coltivando vitigni autoctoni come Primitivo, Aglianico, Negroamaro, Fiano e Greco e riscoprendo vitigni ormai dimenticati come Maresco, Marchione e Susumaniello.