L'ARCHETIPO

SALENTO IGP GRECO BIANCO BIO 2024 - L'ARCHETIPO

Regular price €12,40 Sale price€14,50you save €2,10

Abbinamenti, Un bianco versatile e genuino, perfetto con antipasti di mare, primi a base di pesce, secondi leggeri e formaggi freschi.
Alcol, 11,5%
Annata, 2024
Denominazione, Salento IGP
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Puglia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Greco 100%

NOTE SENSORIALI:

Di colore giallo paglierino con riflessi dorati, si apre con profumi di frutta fresca — mela verde e ananas — accompagnati da delicati sentori floreali e un leggero accenno di miele. Al palato è fresco, minerale e armonico, con una struttura snella e un finale sapido che ne esalta la bevibilità. L’affinamento sulle fecce nobili in acciaio dona complessità e persistenza.

CURIOSITÁ:

Il Greco Bianco di L’Archetipo esprime l’autenticità della Puglia attraverso un vino fresco, elegante e naturale. Proveniente da vigneti a 320 metri di altitudine nella Murgia barese, è coltivato con metodi biologici e biodinamici, senza aggiunta di solfiti.

L'archetipo

L’archetipo è un’azienda situata a Castellaneta, ai piedi della Murgia barese, non lontano da Altamura. Fondata da Francesco Valentino Dibenedetto, contadino dalla nascita, che in seguito diviene anche agronomo. Già dagli anni ’80 inizia la conversione dell’azienda all’agricoltura biologica passando poi, nel 2000, alle pratiche biodinamiche. Dopo qualche anno si accorge che c’è ancora qualche cosa che impedisce il ritorno alla situazione archetipica del suolo, dell’ecosistema, dunque anche della vigna. Ispirandosi alle pratiche non-interventiste di Masanobu Fukuoka, in cui le sinergie tra tutti gli anelli dell’ecosistema sono innescate, si passa all’agricoltura sinergica, per la quale, tra le altre cose, non si pratica più l’aratura.

Si imbarca in questa nuova avventura insieme alla moglie Anna Maria e ai suoi quattro figli: Carlo Nazareno, Domenico, Andrea e Maria Clelia. Si coltivano 50 ettari di terreno, di cui 30 sono destinati ai vigneti. In queste precise condizioni climatiche è possibile la valorizzazione delle pregiate uve di proprietà senza l’uso della chimica di sintesi, coltivando vitigni autoctoni come Primitivo, Aglianico, Negroamaro, Fiano e Greco e riscoprendo vitigni ormai dimenticati come Maresco, Marchione e Susumaniello.