SAVIGNY-LES-BEAUNE PREMIER CRU BIO "LES LAVIÈRES" 2017 - DOMAINE CHANDON DE BRIAILLES
Abbinamenti, Si abbina magnificamente a piccione arrosto, anatra, faraona, quaglie e pollame nobile, ma accompagna con altrettanta armonia filetto di vitello, funghi porcini, tartufo nero e risotti dai sapori delicati.
Alcol, 12,5%
Annata, 2017
Denominazione, Savigny-Lès-Beaune AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 18/20°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Savigny-lès-Beaune Premier Cru Les Lavières 2017 incarna alla perfezione lo stile autentico del Domaine Chandon de Briailles, storica realtà della Côte de Beaune che da decenni lavora secondo i principi dell'agricoltura biologica e biodinamica. In questo climat tra i più prestigiosi di Savigny-lès-Beaune, il Pinot Nero si esprime con un carattere raffinato e profondo, dove la potenza lascia spazio all'eleganza e alla precisione. Il vino si presenta con un brillante rosso rubino dai riflessi granati, mentre il bouquet si apre lentamente rivelando ciliegia croccante, ribes rosso, lampone e petali di rosa, accompagnati da eleganti richiami di sottobosco, spezie fini, erbe aromatiche e una sottile nota minerale che richiama la natura calcarea del vigneto. L'ingresso al palato è setoso e dinamico, con tannini perfettamente cesellati che sostengono un frutto succoso e vibrante. L'acidità dona slancio e profondità, accompagnando il sorso verso una chiusura lunga, sapida e di grande equilibrio, destinata a evolvere con straordinaria eleganza nel corso degli anni.
CURIOSITÀ:
Ottenuto da 100% Pinot Nero, questo Premier Cru nasce nel climat Les Lavières, uno dei cru più rinomati di Savigny-lès-Beaune, situato sul versante settentrionale dell'appellazione. Il nome del vigneto deriva dalle antiche lastre di calcare ("laves") utilizzate in Borgogna per la copertura dei tetti, testimonianza della forte presenza di roccia affiorante che caratterizza questi suoli. Le vigne del domaine, impiantate in parte negli anni Cinquanta, affondano le radici in terreni calcarei particolarmente poveri, capaci di regalare vini di grande finezza e marcata impronta minerale. La conduzione è integralmente biodinamica, con raccolta esclusivamente manuale e fermentazioni spontanee grazie ai lieviti indigeni. La vinificazione prevede un importante utilizzo di grappolo intero, pratica distintiva della cantina che contribuisce ad arricchire il vino di complessità aromatica, freschezza e capacità di invecchiamento, mentre l'affinamento avviene in botti di rovere con un impiego molto misurato di legno nuovo, così da preservare l'identità del terroir e l'espressività del Pinot Nero.