EMILIEN FENEUIL

COTEAUX CHAMPENOIS BIO A SERMIERS ROSÉ "LES MAÇONNETTES" 2020 - EMILIEN FENEUIL

Regular price €145,00 Sale price€165,00you save €20,00

Abbinamenti, La struttura e la freschezza di Les Maçonnettes 2020 permettono abbinamenti molto più importanti rispetto a quelli di un rosato convenzionale. È splendido con tonno e salmone, carpacci di pesce, sushi e sashimi, ma accompagna magnificamente anche crostacei, anguilla, pesce affumicato e preparazioni alla brace. La componente tannica consente di spingersi verso anatra, piccione, faraona e carni bianche saporite, mentre le sfumature terrose e speziate trovano una naturale sintonia con funghi e tartufo. Molto interessante anche con formaggi di media stagionatura.
Alcol, 12,6%
Annata, 2020
Denominazione, Sermiers Rosé
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Sermiers Rosé Coteaux Champenois “Les Maçonnettes” 2020 di Emilien Feneuil si presenta con un rosa cerasuolo luminoso, intenso e leggermente ramato nell’evoluzione. Il naso è profondo e decisamente fuori dagli schemi, con fragolina di bosco, ribes rosso, melograno e ciliegia croccante che incontrano rosa appassita, erbe aromatiche e scorza d’arancia. Con l’ossigenazione emergono pepe, spezie fini, sottobosco e leggere sfumature affumicate, accompagnate da una componente minerale e salina particolarmente evidente. Al palato ha materia e carattere da vero Pinot Noir: è succoso, teso e strutturato, con una delicata presa tannica e una freschezza capace di mantenere il sorso energico nonostante l’evoluzione. Il legno è ormai perfettamente integrato e contribuisce soprattutto alla profondità della tessitura. Il finale è lungo, asciutto e sapido, con ritorni di piccoli frutti rossi, agrumi e spezie. Un rosato fermo di Champagne raro, gastronomico e profondamente territoriale.

CURIOSITÁ:

Les Maçonnettes 2020 è un Coteaux Champenois Rosé ottenuto esclusivamente da Pinot Noir proveniente dall’omonimo lieu-dit di Sermiers, nella Montagne de Reims. Qui i terreni sono più densi rispetto alle aree maggiormente dominate dalla craie e comprendono componenti di argilla, marna, sabbia e calcare, contribuendo al carattere strutturato e sapido del vino. Emilien Feneuil è uno dei piccoli artisan-vigneron più personali della zona: rileva l’azienda agricola dei genitori nel 2006, converte progressivamente il lavoro verso il biologico e la biodinamica e oggi coltiva appena circa 2,5 ettari, favorendo una biodiversità estrema attraverso alberi da frutto e altre essenze inserite tra le vigne. Inizia a produrre direttamente i propri vini nel 2015. Les Maçonnettes fermenta spontaneamente in legno con lieviti indigeni; le fonti dedicate specificamente al 2020 indicano poi circa 24 mesi di affinamento in botti di rovere francese. È un vino fermo, non uno Champagne, prodotto in quantità estremamente limitate e con 12,6% vol.

Emilien Feneuil

Émilien Feneuil è uno dei vignaioli più originali della nuova generazione della Champagne e il suo progetto nasce a Sermiers, Premier Cru della Montagne de Reims, dove la famiglia possedeva da tempo piccoli appezzamenti coltivati a vite insieme ad altre produzioni agricole. Dopo gli studi viticoli ad Avize, Émilien rientra nell’azienda familiare nel 2006 e inizialmente continua a lavorare secondo il modello convenzionale, vendendo le uve alle maison. Il cambiamento arriva pochi anni dopo, quando l’avvicinamento all’agricoltura biologica lo porta progressivamente a mettere in discussione il sistema produttivo nel quale era cresciuto. Approfondisce biodinamica, geobiologia e soprattutto agroforestazione, arrivando a concepire il vigneto non come una monocoltura isolata, ma come parte di un ecosistema nel quale vite, alberi, arbusti, insetti e altre specie vegetali devono convivere. Un viaggio in Marocco diventa particolarmente significativo per la sua visione: osservando vecchi olivi, mandorli, fichi e viti crescere insieme comprende quanto la biodiversità possa essere centrale per l’equilibrio della pianta e decide di portare questa idea ancora più profondamente nei propri vigneti. Oggi lavora circa 2,4 ettari estremamente frammentati, suddivisi in numerose piccole parcelle tra Sermiers, Chamery ed Écueil. Pinot Meunier, Chardonnay, Pinot Noir e il raro Petit Meslier convivono su terreni molto differenti, nei quali si alternano calcare, marne, sabbie e argille. La frammentazione, invece di rappresentare un limite, diventa uno degli elementi fondamentali del progetto: Feneuil osserva ogni parcella individualmente e cerca di conservarne l’identità fino alla bottiglia. La viticoltura è biologica e fortemente ispirata alla biodinamica, senza diserbanti e fertilizzanti chimici di sintesi, mentre l’agroforestazione occupa un ruolo sempre più importante. La prima vendemmia vinificata direttamente risale al 2015 e racconta bene la dimensione quasi pionieristica del progetto: non disponendo ancora di una vera struttura produttiva, Émilien utilizza il piccolo torchio da 2.000 kg dell’amico Aurélien Lurquin e quello da 4.000 kg di Thomas Perseval, presso il quale affina anche i vini durante il primo anno. Da queste condizioni estremamente artigianali nasce progressivamente una produzione minuscola e ricercatissima. In cantina le fermentazioni sono spontanee, affidate ai lieviti indigeni, e avvengono principalmente in legno; gli affinamenti sono lunghi e le filtrazioni vengono evitate. Anche nella presa di spuma Feneuil mantiene un approccio molto personale: gli Champagne sono millesimati e, al dégorgement, non viene utilizzata una tradizionale liqueur d’expédition zuccherata, ma vino della stessa vendemmia, arrivando per numerose cuvée al Dosage Zéro o Brut Nature. Gran parte della produzione nasce da singoli lieux-dits e da singole varietà. Les Ruisseaux è una delle cuvée emblematiche e interpreta il Pinot Meunier di una vecchia parcella di Sermiers, con vigne intorno ai cinquant’anni radicate su terreni fortemente calcarei; Les Puits e La Pucelle sono invece legati al Pinot Noir, mentre Les Goulats nasce da Pinot Noir di Chamery ed è elaborato come Rosé de Macération attraverso un breve contatto con le bucce prima della fermentazione e del lungo affinamento sui lieviti. Le Caqueray porta al centro lo Chardonnay di Chamery, proveniente da una parcella piantata alla fine degli anni Ottanta su terreni maggiormente sabbiosi. Particolarmente significativo è anche il lavoro sul Petit Meslier, una delle varietà storiche della Champagne oggi quasi scomparsa, che Feneuil utilizza insieme allo Chardonnay in alcune delle sue microproduzioni. Cuvée Totum rappresenta invece una filosofia differente: anziché isolare un singolo vigneto, riunisce differenti parcelle e varietà aziendali diventando una sorta di sintesi dell’intero universo Feneuil. Accanto agli Champagne esiste inoltre un lavoro estremamente interessante sui Coteaux Champenois, attraverso i quali Émilien può osservare Pinot Meunier, Pinot Noir, Chardonnay e Petit Meslier senza l’intermediazione della presa di spuma. Questa doppia lettura, vino fermo e Champagne, permette di comprendere ancora meglio le caratteristiche delle singole parcelle e rappresenta uno degli aspetti più originali della produzione. Émilien Feneuil appartiene così a quella generazione di vigneron che sta ridefinendo il concetto stesso di Champagne di terroir, ma la sua ricerca va oltre la semplice parcellizzazione. Il centro del progetto rimane infatti il vigneto come ecosistema. Alberi, biodiversità, vecchie vigne, lavorazioni biologiche e osservazione dei suoli diventano più importanti della tecnica enologica, mentre la cantina cerca semplicemente di non cancellare ciò che è stato costruito durante l’anno in campagna. Con appena pochi ettari distribuiti tra Sermiers, Chamery ed Écueil e produzioni spesso limitate a quantità minuscole, Feneuil ha costruito in pochi anni un'identità estremamente riconoscibile. Les Ruisseaux, Les Puits, Les Goulats, Le Caqueray e Totum non sono quindi soltanto differenti cuvée, ma frammenti di una ricerca più ampia sulla relazione tra vite e paesaggio. È questa visione, insieme alla volontà di recuperare varietà come il Petit Meslier e di esplorare parallelamente Champagne e Coteaux Champenois, a rendere Émilien Feneuil una delle figure più singolari della Montagne de Reims contemporanea: un vignaiolo che considera il proprio lavoro prima di tutto come agricoltura e che cerca, attraverso ogni bottiglia, di rendere percepibile la complessità vivente del luogo da cui nasce.