DONNAFUGATA

SICILIA DOC ZIBIBBO "LIGHEA" 2025 - DONNAFUGATA

Regular price €13,90 Sale price€15,50you save €1,60

Abbinamenti, La componente aromatica e la freschezza del Lighea 2025 lo rendono particolarmente adatto alla cucina di mare. È splendido con crudi di pesce, tartare, carpacci, gamberi e crostacei, ma accompagna molto bene anche tempura di pesce o verdure, calamari fritti e preparazioni a base di pesce azzurro. Particolarmente riuscito con sarde, sgombro e acciughe, dove la freschezza e la vena minerale riescono a bilanciare efficacemente la maggiore intensità gustativa. Interessante anche con cous cous di pesce, insalate mediterranee e piatti leggermente speziati, nei quali l’aromaticità dello Zibibbo crea un piacevole gioco di richiami. Da provare con una tartare di ricciola agli agrumi oppure con una pasta con le sarde.
Alcol, 13%
Annata, 2025
Denominazione, Sicilia DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Zibibbo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Sicilia DOC Zibibbo “Lighea” 2025 di Donnafugata si presenta con un giallo paglierino brillante, ravvivato da luminosi riflessi verdolini. Il profilo aromatico è immediatamente mediterraneo e seducente: zagara e bergamotto aprono il bouquet, seguiti da cedro, limone e delicate sfumature di pesca bianca. Con l’ossigenazione emergono richiami floreali ed erbacei che rendono l’insieme fragrante senza mai risultare eccessivamente aromatico. Al palato è fresco, agile e succoso, con una bella corrispondenza tra le sensazioni agrumate e floreali percepite al naso. La struttura è misurata e scorrevole, sostenuta da un’acidità viva e da una componente minerale che acquista progressivamente spazio. Il finale è pulito, persistente e piacevolmente salino, con ritorni di bergamotto, zagara e agrumi. Uno Zibibbo secco luminoso e raffinato, capace di raccontare Pantelleria attraverso profumo, freschezza e una marcata impronta mediterranea.

CURIOSITÀ:

Lighea nasce da Zibibbo in purezza coltivato a Pantelleria, dove Donnafugata lavora vigne distribuite tra 20 e 400 metri di altitudine su terrazzamenti di sabbia vulcanica, in un ambiente continuamente modellato dal sole e dal vento. Le piante sono tradizionalmente allevate ad alberello pantesco, pratica agricola riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità: la vite cresce bassa all’interno di conche scavate nel terreno per proteggersi dalle raffiche e conservare l’umidità. Nel 2025 le buone piogge dell’annata e l’assenza di periodi prolungati di caldo estremo hanno favorito una maturazione regolare; la produzione è risultata inferiore alla media, ma qualitativamente molto soddisfacente. La raccolta dello Zibibbo si è svolta dalla seconda metà di agosto alla prima decade di settembre. Dopo pressatura soffice, il mosto fermenta in acciaio a temperatura controllata; seguono almeno tre mesi in vasca e due mesi in bottiglia. Lighea viene prodotto dal 1990 e prende il nome dall’affascinante sirena protagonista di un racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Donnafugata

Donnafugata è una delle realtà che hanno maggiormente contribuito alla crescita e all’affermazione internazionale del vino siciliano, trasformando la straordinaria diversità dell’isola nel cuore della propria identità. La cantina nasce nel 1983 dalla visione di Giacomo Rallo e Gabriella Anca, ma le radici della famiglia nel mondo del vino sono molto più antiche e risalgono alla metà dell’Ottocento, con le storiche cantine di Marsala.
Il progetto prende forma nella tenuta di Contessa Entellina, nella Sicilia occidentale, dove Giacomo e Gabriella scelgono di dare una nuova direzione alla lunga esperienza vitivinicola familiare. Sono anni importanti per l’enologia dell’isola: la Sicilia sta iniziando a riscoprire il valore dei propri territori e Donnafugata decide fin dall’inizio di puntare sulla qualità, sulla valorizzazione dei vitigni e su una visione capace di guardare oltre i confini regionali.
Fondamentale è la figura di Gabriella Anca Rallo, tra le protagoniste della moderna viticoltura siciliana. È anche grazie alla sua sensibilità artistica che nasce l’immaginario immediatamente riconoscibile di Donnafugata, fatto di colori, figure femminili e suggestioni mediterranee. Il nome stesso della cantina trae ispirazione dal Gattopardo e dalla storia di una regina in fuga che avrebbe trovato rifugio nelle terre siciliane: da qui “Donna in fuga”, Donnafugata. Questa unione tra vino, arte e cultura siciliana diventa nel tempo uno dei tratti distintivi dell’azienda. Le etichette non sono semplici elementi grafici, ma piccoli racconti che richiamano paesaggi, personaggi, letteratura e atmosfere dell’isola, creando un linguaggio capace di rendere immediatamente riconoscibile ogni bottiglia. Il cuore storico della produzione rimane Contessa Entellina, territorio collinare della Sicilia occidentale caratterizzato da differenti altitudini, esposizioni e condizioni pedoclimatiche. Qui varietà autoctone e internazionali vengono interpretate cercando equilibrio tra maturità mediterranea, freschezza e identità territoriale. Un capitolo fondamentale si apre nel 1989, quando Donnafugata arriva a Pantelleria. L’isola rappresenta uno degli ambienti viticoli più estremi del Mediterraneo: vento, sole, scarsità d’acqua, terreni vulcanici e piccoli terrazzamenti protetti da muretti a secco definiscono un paesaggio nel quale la coltivazione della vite richiede ancora oggi un enorme lavoro manuale. Protagonista assoluto è lo Zibibbo, coltivato attraverso il tradizionale alberello pantesco, pratica agricola riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Da queste vigne nasce Ben Ryé, il celebre Passito di Pantelleria diventato una delle etichette simbolo della cantina e una delle interpretazioni più conosciute del vino dolce italiano. La ricerca della famiglia Rallo non si è però fermata alla Sicilia occidentale. Nel corso degli anni Donnafugata ha progressivamente ampliato la propria presenza sull’isola, arrivando a Vittoria e successivamente sull’Etna, due territori profondamente differenti tra loro e capaci di mostrare altri volti della viticoltura siciliana. A Vittoria protagonisti sono soprattutto Nero d’Avola e Frappato, varietà capaci di interpretare il clima e i terreni dell’area iblea attraverso vini nei quali frutto, freschezza ed eleganza trovano un particolare equilibrio. Sull’Etna, invece, lo scenario cambia completamente: altitudine, forti escursioni termiche e terreni di origine vulcanica diventano il contesto ideale per Nerello Mascalese e Carricante. Proprio questa capacità di lavorare in territori molto diversi rappresenta uno degli aspetti più interessanti di Donnafugata. Contessa Entellina, Pantelleria, Vittoria ed Etna, insieme alle storiche cantine di Marsala, permettono alla famiglia di raccontare differenti anime della Sicilia senza cercare di uniformarle sotto un unico stile. Ogni territorio viene interpretato secondo le proprie caratteristiche, scegliendo varietà e tecniche di vinificazione capaci di rispettarne l’identità. La Sicilia non viene quindi raccontata come una terra viticola uniforme, ma come un vero continente enologico, nel quale pochi chilometri possono significare differenze profonde di clima, altitudine, terreno e tradizione. A questa filosofia si accompagna una crescente attenzione verso la sostenibilità, la biodiversità e la conservazione dei paesaggi agricoli. Un impegno particolarmente significativo in luoghi fragili come Pantelleria, dove continuare a coltivare la vite significa anche custodire terrazzamenti, muretti a secco e pratiche agricole tramandate attraverso generazioni. Oggi il progetto continua con José e Antonio Rallo, figli dei fondatori, che hanno raccolto l’eredità di Giacomo e Gabriella mantenendo la famiglia direttamente coinvolta nella gestione dell’azienda. Una nuova generazione sta inoltre iniziando a partecipare alla vita della cantina, proseguendo una storia familiare che nel vino affonda le proprie radici nell’Ottocento. Donnafugata è così un viaggio attraverso la Sicilia e le sue molteplici identità. Dalle colline di Contessa Entellina agli alberelli di Zibibbo di Pantelleria, dal Frappato di Vittoria fino al Nerello Mascalese e al Carricante dell’Etna, la famiglia Rallo ha costruito un progetto nel quale vino, territorio, arte e cultura mediterranea diventano parti dello stesso racconto.