DONNAFUGATA

TERRE SICILIANE ROSSO IGT "MILLE E UNA NOTTE" 2021 - DONNAFUGATA

Regular price €64,90 Sale price€69,50you save €4,60

Abbinamenti, La profondità e la struttura del Mille e una Notte 2021 richiedono piatti di pari intensità. È magnifico con brasati, arrosti, guancia di manzo, carré di agnello e selvaggina, ma accompagna altrettanto bene primi piatti importanti con ragù di carne e paste ripiene. Molto interessante con porcini, tartufo nero e formaggi di lunga stagionatura, dove tannino e freschezza riescono a bilanciare la ricchezza del piatto. Donnafugata suggerisce anche un accostamento meno convenzionale con pesci stufati particolarmente saporiti, dimostrando la versatilità del vino. Da provare con agnello alle erbe mediterranee oppure con un filetto di manzo ai porcini.
Alcol, 14%
Annata, 2021
Denominazione, Terre siciliane IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nero d'Avola, Petit Verdot e Syrah

NOTE SENSORIALI:

Il Mille e una Notte 2021 di Donnafugata si presenta con un rosso rubino intenso, profondo e luminoso. Il naso è ampio e stratificato, con gelsi neri e prugna matura in primo piano, seguiti da ciliegia scura e piccoli frutti di bosco. Con l’ossigenazione emergono pepe nero, liquirizia e menta, mentre sfumature di cacao e spezie fini ne ampliano progressivamente la complessità. Al palato è ricco e profondo, con una materia importante sostenuta da freschezza e da tannini vellutati, fitti ma perfettamente integrati. La componente fruttata rimane succosa e ben definita, mentre il legno accompagna il sorso senza imporsi, contribuendo soprattutto alla profondità e alla tessitura. Il finale è molto lungo, caldo ma equilibrato, con ritorni di frutta scura, liquirizia, cacao e leggere sensazioni balsamiche. Un grande rosso siciliano capace di coniugare potenza, eleganza e una notevole prospettiva evolutiva.

CURIOSITÁ:

Mille e una Notte è il rosso simbolo di Donnafugata e nasce dal sogno di Giacomo e Gabriella Rallo di creare un vino siciliano capace di confrontarsi con i grandi rossi internazionali, progetto sviluppato anche con la consulenza di Giacomo Tachis. L’annata 2021 è ottenuta da Nero d’Avola, Petit Verdot e Syrah provenienti dalla Tenuta di Contessa Entellina e da aree limitrofe della Sicilia sud-occidentale, tra 200 e 400 metri di altitudine, su suoli prevalentemente franco-argillosi e calcarei. Le rese si attestano intorno ai 40-50 quintali per ettaro. La raccolta è manuale con doppia selezione di grappoli e acini; Syrah e Nero d’Avola sono stati vendemmiati tra fine agosto e inizio settembre, mentre il Petit Verdot il 6 settembre. La fermentazione avviene in acciaio con circa 14 giorni di macerazione a 28-30 °C. Seguono 12 mesi in barrique nuove di rovere francese e quasi due anni in bottiglia. La prima annata ufficiale risale al 1995 e Donnafugata attribuisce al vino una longevità superiore ai vent’anni.

Donnafugata

Donnafugata è una delle realtà che hanno maggiormente contribuito alla crescita e all’affermazione internazionale del vino siciliano, trasformando la straordinaria diversità dell’isola nel cuore della propria identità. La cantina nasce nel 1983 dalla visione di Giacomo Rallo e Gabriella Anca, ma le radici della famiglia nel mondo del vino sono molto più antiche e risalgono alla metà dell’Ottocento, con le storiche cantine di Marsala.
Il progetto prende forma nella tenuta di Contessa Entellina, nella Sicilia occidentale, dove Giacomo e Gabriella scelgono di dare una nuova direzione alla lunga esperienza vitivinicola familiare. Sono anni importanti per l’enologia dell’isola: la Sicilia sta iniziando a riscoprire il valore dei propri territori e Donnafugata decide fin dall’inizio di puntare sulla qualità, sulla valorizzazione dei vitigni e su una visione capace di guardare oltre i confini regionali.
Fondamentale è la figura di Gabriella Anca Rallo, tra le protagoniste della moderna viticoltura siciliana. È anche grazie alla sua sensibilità artistica che nasce l’immaginario immediatamente riconoscibile di Donnafugata, fatto di colori, figure femminili e suggestioni mediterranee. Il nome stesso della cantina trae ispirazione dal Gattopardo e dalla storia di una regina in fuga che avrebbe trovato rifugio nelle terre siciliane: da qui “Donna in fuga”, Donnafugata. Questa unione tra vino, arte e cultura siciliana diventa nel tempo uno dei tratti distintivi dell’azienda. Le etichette non sono semplici elementi grafici, ma piccoli racconti che richiamano paesaggi, personaggi, letteratura e atmosfere dell’isola, creando un linguaggio capace di rendere immediatamente riconoscibile ogni bottiglia. Il cuore storico della produzione rimane Contessa Entellina, territorio collinare della Sicilia occidentale caratterizzato da differenti altitudini, esposizioni e condizioni pedoclimatiche. Qui varietà autoctone e internazionali vengono interpretate cercando equilibrio tra maturità mediterranea, freschezza e identità territoriale. Un capitolo fondamentale si apre nel 1989, quando Donnafugata arriva a Pantelleria. L’isola rappresenta uno degli ambienti viticoli più estremi del Mediterraneo: vento, sole, scarsità d’acqua, terreni vulcanici e piccoli terrazzamenti protetti da muretti a secco definiscono un paesaggio nel quale la coltivazione della vite richiede ancora oggi un enorme lavoro manuale. Protagonista assoluto è lo Zibibbo, coltivato attraverso il tradizionale alberello pantesco, pratica agricola riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Da queste vigne nasce Ben Ryé, il celebre Passito di Pantelleria diventato una delle etichette simbolo della cantina e una delle interpretazioni più conosciute del vino dolce italiano. La ricerca della famiglia Rallo non si è però fermata alla Sicilia occidentale. Nel corso degli anni Donnafugata ha progressivamente ampliato la propria presenza sull’isola, arrivando a Vittoria e successivamente sull’Etna, due territori profondamente differenti tra loro e capaci di mostrare altri volti della viticoltura siciliana. A Vittoria protagonisti sono soprattutto Nero d’Avola e Frappato, varietà capaci di interpretare il clima e i terreni dell’area iblea attraverso vini nei quali frutto, freschezza ed eleganza trovano un particolare equilibrio. Sull’Etna, invece, lo scenario cambia completamente: altitudine, forti escursioni termiche e terreni di origine vulcanica diventano il contesto ideale per Nerello Mascalese e Carricante. Proprio questa capacità di lavorare in territori molto diversi rappresenta uno degli aspetti più interessanti di Donnafugata. Contessa Entellina, Pantelleria, Vittoria ed Etna, insieme alle storiche cantine di Marsala, permettono alla famiglia di raccontare differenti anime della Sicilia senza cercare di uniformarle sotto un unico stile. Ogni territorio viene interpretato secondo le proprie caratteristiche, scegliendo varietà e tecniche di vinificazione capaci di rispettarne l’identità. La Sicilia non viene quindi raccontata come una terra viticola uniforme, ma come un vero continente enologico, nel quale pochi chilometri possono significare differenze profonde di clima, altitudine, terreno e tradizione. A questa filosofia si accompagna una crescente attenzione verso la sostenibilità, la biodiversità e la conservazione dei paesaggi agricoli. Un impegno particolarmente significativo in luoghi fragili come Pantelleria, dove continuare a coltivare la vite significa anche custodire terrazzamenti, muretti a secco e pratiche agricole tramandate attraverso generazioni. Oggi il progetto continua con José e Antonio Rallo, figli dei fondatori, che hanno raccolto l’eredità di Giacomo e Gabriella mantenendo la famiglia direttamente coinvolta nella gestione dell’azienda. Una nuova generazione sta inoltre iniziando a partecipare alla vita della cantina, proseguendo una storia familiare che nel vino affonda le proprie radici nell’Ottocento. Donnafugata è così un viaggio attraverso la Sicilia e le sue molteplici identità. Dalle colline di Contessa Entellina agli alberelli di Zibibbo di Pantelleria, dal Frappato di Vittoria fino al Nerello Mascalese e al Carricante dell’Etna, la famiglia Rallo ha costruito un progetto nel quale vino, territorio, arte e cultura mediterranea diventano parti dello stesso racconto.