MOSER

TRENTO DOC BLANC DE NOIRS ROSÉ EXTRA BRUT 2021 - MOSER

Regular price €31,50 Sale price€35,00you save €3,50

Abbinamenti, La struttura del Pinot Nero e il carattere Extra Brut rendono il Rosé Moser 2021 molto più versatile di una semplice bollicina da aperitivo. È splendido con tartare di tonno, salmone, gamberi e crostacei, ma accompagna magnificamente anche fritti di mare, tempura e sushi, dove freschezza e perlage ripuliscono il palato con grande efficacia. La maggiore struttura permette di abbinarlo anche a salumi importanti, prosciutto crudo, culatello e carni bianche, oltre che a pizza e focacce. Molto interessante con Parmigiano Reggiano e formaggi di media stagionatura, dove la componente sapida del vino dialoga con quella del formaggio. Da provare anche con trota o salmerino leggermente affumicati, in un abbinamento particolarmente coerente con il carattere montano della cuvée.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Trento DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Trento DOC Rosé Extra Brut 2021 di Moser si presenta con un rosa tenue luminoso, attraversato da eleganti riflessi salmone e buccia di cipolla, accompagnato da un perlage fine e continuo. Il naso è preciso e progressivo, con fragolina di bosco, ribes rosso e lampone che si intrecciano a scorza di pompelmo rosa e delicate sfumature floreali. La lunga permanenza sui lieviti aggiunge profondità, facendo emergere richiami di crosta di pane, frutta secca e leggere sensazioni tostate e affumicate. Al palato il Pinot Nero mostra immediatamente la propria struttura: il sorso è pieno ma dinamico, sostenuto da una freschezza incisiva e da una marcata sapidità che ne alleggerisce la materia. La bollicina è cremosa e ben integrata, mentre il dosaggio Extra Brut mantiene la chiusura asciutta e precisa. Il finale è lungo, minerale e persistente, con ritorni di piccoli frutti rossi, agrumi e leggere note evolutive. Un rosé di montagna elegante, energico e decisamente gastronomico.

CURIOSITÀ:

Il Rosé Extra Brut 2021 nasce da Pinot Nero in purezza proveniente dal Doss dei Cedri, storico vigneto di Maso Warth sulle colline sopra Trento. Le piante furono messe a dimora nel 1980 e rappresentano le vigne di Pinot Nero più vecchie coltivate dalla famiglia Moser. Il vigneto si trova a circa 350 metri di altitudine, su una collina fortemente calcarea e dolomitica, ben esposta e ventilata dalle correnti provenienti dal Garda: condizioni particolarmente favorevoli alla produzione di basi spumante capaci di conservare freschezza e tensione. Le uve vengono raccolte manualmente e pressate intere, selezionando soltanto il mosto della prima pressatura. Un brevissimo contatto con le bucce permette di ottenere la delicata tonalità rosata, quindi la fermentazione e l’affinamento del vino base avvengono interamente in acciaio fino al tiraggio. Il 2021 rimane poi almeno 40 mesi sui lieviti secondo il Metodo Classico. Moser produce Trentodoc dal 1984, seguendo internamente a Maso Warth tutte le fasi, dalla pressatura fino alla sboccatura.

Moser

Moser è una storica realtà familiare trentina nata nel 1979 dall’iniziativa dei fratelli Diego e Francesco Moser, ma le sue radici viticole affondano molto più indietro nella tradizione contadina della famiglia e nella Valle di Cembra, dove i Moser coltivano la terra da generazioni. La cantina nasce inizialmente a Palù di Giovo, paese d’origine della famiglia posto su una terrazza naturale a circa 550 metri di altitudine, e proprio qui vengono prodotte le prime bottiglie. Francesco Moser porta nel progetto la stessa determinazione che ne ha segnato la straordinaria carriera ciclistica, ma il legame con il vino precede i suoi successi sportivi e appartiene alla storia agricola familiare. Negli anni Ottanta la proprietà si amplia oltre la Valle di Cembra con l’acquisizione di Maso Warth, antica tenuta vescovile situata sulle colline sopra Trento e circondata da un anfiteatro naturale di vigneti. Oggi Maso Warth rappresenta il cuore produttivo dell’azienda: qui si trovano la moderna cantina, gli spazi di affinamento, la sala degustazione e un piccolo museo dedicato alle imprese sportive della famiglia. La gestione è passata progressivamente alla nuova generazione, con Carlo impegnato nella conduzione aziendale e Matteo Moser responsabile della parte enologica, mantenendo Francesco come figura simbolica di una storia nella quale viticoltura e ciclismo sono diventati inevitabilmente intrecciati. I vigneti si distribuiscono tra due ambienti profondamente differenti e complementari: la Valle di Cembra e le colline della Valle dell’Adige comprese tra Trento e San Michele all’Adige. In Valle di Cembra la viticoltura assume caratteristiche quasi eroiche, con filari posti su pendii ripidissimi e terrazzamenti sostenuti dai tradizionali muri a secco, ad altitudini che possono raggiungere i 600-700 metri. I terreni sono fortemente segnati dal porfido, mentre l’altitudine e le importanti escursioni termiche tra giorno e notte permettono alle uve di maturare lentamente conservando acidità e precisione aromatica. Sulle colline di Trento cambia invece completamente la matrice geologica: a Maso Warth dominano calcare e dolomia e i vigneti, posti intorno ai 350 metri, sono esposti prevalentemente a sud-est e attraversati durante l’estate dall’Ora del Garda, il vento che risale la Valle dell’Adige contribuendo a ventilare i grappoli e moderare le temperature. È proprio l’incontro tra questi due territori a costituire uno dei principali elementi dello stile Moser. Chardonnay e Pinot Nero sono protagonisti della produzione Trentodoc, mentre Müller-Thurgau, Riesling Renano, Gewürztraminer, Moscato Giallo, Sauvignon Blanc, Lagrein e Teroldego compongono il patrimonio dedicato ai vini fermi. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve vengono trasportate in piccoli contenitori per conservarne l’integrità; per le basi spumante i grappoli vengono pressati interi e delicatamente, selezionando esclusivamente il mosto fiore. La cantina di Maso Warth è stata progettata su differenti livelli per sfruttare la gravità e ridurre gli spostamenti meccanici delle uve e dei mosti, mentre acciaio e grandi botti di legno vengono utilizzati secondo la provenienza e la destinazione delle singole basi. Il Metodo Classico rappresenta l’eccellenza aziendale fin dal 1984 ed è proprio in quell’anno che nasce la bottiglia destinata a diventare il simbolo assoluto della cantina: il Trentodoc 51,151. Il nome richiama i 51 chilometri e 151 metri percorsi da Francesco Moser il 23 gennaio 1984 a Città del Messico durante il celebre Record dell’Ora. Il 51,151 è prodotto esclusivamente da Chardonnay raccolto nei vigneti di Maso Warth, sulle colline intorno a Trento e nei terrazzamenti della Valle di Cembra; le diverse basi vengono vinificate separatamente e affinate prevalentemente in acciaio, con una piccola parte in legno, prima dell’assemblaggio e della seconda fermentazione in bottiglia. La permanenza sui lieviti è di almeno 30 mesi e permette di combinare la freschezza delle uve di montagna della Valle di Cembra con la componente sapida e minerale delle colline calcaree di Trento. Accanto al 51,151 la collezione Trentodoc comprende Rosé, Brut Nature, Blauen e Tracce, cuvée attraverso le quali la famiglia approfondisce differenti interpretazioni di Chardonnay e Pinot Nero, giocando su tempi di affinamento, dosage e provenienza delle uve. Parallelamente la linea Warth raccoglie i vini fermi e permette di osservare un altro volto del Trentino: Müller-Thurgau e Riesling raccontano soprattutto altitudine e freschezza, Gewürztraminer e Moscato Giallo valorizzano la componente aromatica, mentre Teroldego e Lagrein rappresentano il versante rosso e più profondamente territoriale della produzione. Oggi Moser è quindi molto più della cantina legata al nome di uno dei più grandi ciclisti italiani: è un progetto familiare nel quale la nuova generazione ha progressivamente rafforzato la componente tecnica e territoriale, mantenendo però intatto il legame con la Valle di Cembra. Carlo e Matteo hanno raccolto l’eredità di Diego e Francesco portando maggiore precisione in vigneto e in cantina e sviluppando soprattutto il potenziale del Metodo Classico. Il 51,151 rimane inevitabilmente l’etichetta iconica e il collegamento più immediato con Francesco Moser, ma dietro quel numero esiste un lavoro costruito su territori estremamente differenti: porfido, forti pendenze ed escursioni termiche in Valle di Cembra; calcare, dolomia e ventilazione dell’Ora del Garda a Maso Warth. È proprio l’incontro tra questi elementi, insieme alla raccolta manuale, alla pressatura soffice e ai lunghi affinamenti sui lieviti, a definire l’identità contemporanea della famiglia Moser: una cantina nata nel 1979 dalle radici contadine di Palù di Giovo e diventata oggi una delle realtà più riconoscibili del Trentodoc, capace di trasformare la propria storia sportiva in un simbolo senza permettere che questa prenda il posto del vero protagonista, il territorio trentino.