VALTELLINA SUPERIORE DOCG VALGELLA "SOL" 2023 - BARBACÀN
Abbinamenti, Perfetto con pizzoccheri, carni rosse, brasati, selvaggina e formaggi stagionati di montagna.
Alcol, 13,5%
Annata, 2023
Denominazione, Valtellina Superiore DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0,75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Chiavennasca e Vitigni Autoctoni
NOTE SENSORIALI:
Il Valtellina Superiore DOCG Valgella “Söl” di Barbacàn si presenta con un colore rosso rubino luminoso e delicato, tipico del Nebbiolo di montagna. Al naso è ampio, raffinato e complesso, con profumi di piccoli frutti rossi, rosa appassita, erbe alpine e spezie fini, accompagnati da una marcata impronta minerale che richiama la pietra e lo scisto dei terrazzamenti valtellinesi. Al palato è incisivo ed elegante, con tannini sottili e perfettamente integrati che sostengono un sorso armonioso, teso e di grande profondità. La freschezza e la sapidità accompagnano un finale lungo, persistente e aristocratico.
CURIOSITÁ:
Questo vino nasce dalla cantina Barbacàn a San Giacomo di Teglio, nel cuore della sottozona Valgella, da vigne terrazzate di circa 50 anni poste tra i 480 e i 520 metri di altitudine. La cuvée è composta principalmente da Chiavennasca, nome locale del Nebbiolo, con piccole percentuali di vitigni autoctoni storici come Rossola e Chiavennaschino. La fermentazione spontanea senza aggiunta di solfiti, la lunga macerazione di 55 giorni e l’affinamento in grandi botti per un anno riflettono la filosofia artigianale e poco interventista della cantina, fortemente legata all’identità alpina della Valtellina.
Barbacàn +
Barbacàn è Angelo Sega e i figli Luca e Matteo. Raccogliamo la chiavennasca e gli altri antichi vitigni di Valtellina da 6 ettari di vigna su pendii terrazzati a San Giacomo di Teglio.
"In vigna osserviamo ciò che la natura comunica: lo scioglimento delle nevi sulle montagne, il fieno maturo nei prati del fondovalle, la sorgente d'acqua che sbuca dalla roccia.
Ogni messaggio è per noi una fonte preziosa che ci porta ad agire secondo quanto ci ha insegnato chi ci ha preceduto.
Nel nostro vino esprimiamo le annate con le loro bizzarrie e i loro equilibri , sempre diverse e sempre imprevedibili. A ogni stagione ripetiamo antichi gesti portando avanti l'identità di un popolo alpino da sempre legato alla coltivazione della chiavennasca."