PRIMOSIC

VENEZIA GIULIA BIANCO IGT "SKINSETTANTA" 2022 - PRIMOSIC

Regular price €28,90 Sale price€32,00you save €3,10

Abbinamenti, Ideale con crostacei, pesci al forno, baccalà, cucina asiatica, carni bianche, piatti speziati, funghi, formaggi stagionati e preparazioni a base di tartufo. Grazie alla sua struttura accompagna magnificamente anche piatti complessi della cucina contemporanea.
Alcol, 13,5%
Annata, 2022
Denominazione, Venezia Giulia IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Friuli Venezia Giulia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia Istriana

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un intenso giallo dorato dai riflessi ambrati, tipici della vinificazione sulle bucce. Il bouquet è ampio e stratificato, con profumi di albicocca disidratata, scorza d'arancia, pesca gialla e frutta tropicale, accompagnati da eleganti note di camomilla, tè nero, erbe officinali, miele, spezie orientali, resina e pietra focaia, in continua evoluzione nel bicchiere. Al palato è materico, profondo e straordinariamente dinamico. La lunga macerazione dona una piacevole trama tannica che si integra perfettamente con la vibrante freschezza e la marcata sapidità minerale tipica della ponca. Il finale è lunghissimo, asciutto e persistente, con eleganti richiami agrumati, balsamici e speziati che confermano la grande complessità del vino.

CURIOSITÁ:

Lo Skinsettanta 2022 di Primosic è un bianco di grande personalità che nasce nel cuore del Collio Goriziano, terra di confine dove la cultura italiana e quella slovena si fondono dando vita ad alcuni dei vini bianchi più affascinanti d'Europa. Con questa etichetta, la famiglia Primosic rende omaggio alla tradizione delle lunghe macerazioni sulle bucce, reinterpretandola con uno stile elegante e contemporaneo. Il nome "Skinsettanta" richiama proprio i 70 giorni di macerazione, elemento distintivo di un vino che unisce profondità, complessità e straordinaria identità territoriale. La cuvée nasce da un blend di Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia Istriana, provenienti da vigneti coltivati sui caratteristici terreni di ponca, l'alternanza di marne e arenarie che rappresenta la firma geologica del Collio. Dopo la raccolta manuale, le uve fermentano spontaneamente con lunga macerazione sulle bucce per circa 70 giorni, estraendo aromi, struttura e una delicata componente tannica. L'affinamento prosegue in grandi botti di rovere e successivamente in bottiglia, permettendo al vino di raggiungere un perfetto equilibrio tra intensità e finezza.

Primosic

Primosic è una delle cantine simbolo di Oslavia, sulle colline del Collio goriziano, e la sua storia coincide in larga parte con quella di questo straordinario territorio di confine, dove culture italiane, slovene e mitteleuropee si incontrano da secoli. La presenza della famiglia è documentata già nel Catasto Teresiano del 1751, nel quale i Primosic risultano proprietari di terreni vitati a Oslavia, mentre alla fine dell’Ottocento Karlo Primosic produceva vino che veniva spedito in grandi botti verso Vienna attraverso la ferrovia Transalpina, quando il Goriziano apparteneva ancora all’Impero austro-ungarico e il Collio era considerato uno dei suoi grandi territori agricoli. La Prima guerra mondiale interrompe drammaticamente questa storia: Oslavia si trova direttamente sul fronte dell’Isonzo, il paese viene praticamente distrutto e anche i vigneti vengono devastati dai combattimenti. Dopo il conflitto Jozef Primosic, figlio di Karlo, ritorna insieme alla famiglia e ricostruisce prima la casa e poi le vigne, ripiantando quella terra che sembrava ormai perduta. La vera rinascita aziendale arriva però con Silvan Primosic, costretto giovanissimo ad assumersi la responsabilità della famiglia dopo la prematura scomparsa del padre. Nel 1956 prende le redini dell’attività e progressivamente trasforma la produzione contadina in una cantina moderna, passando dal vino sfuso all’imbottigliamento. Il suo ruolo nella storia del Collio è particolarmente significativo: Silvan è tra i primi aderenti al neonato Consorzio Collio e la “Numero Uno”, un Tocai dell’annata 1967 a marchio S. Primosic, è la prima bottiglia a denominazione DOC Collio del nuovo Consorzio, ancora oggi conservata come simbolo della storia aziendale. A partire dal 1989 entrano stabilmente in azienda i figli Marko e Boris, che avviano una profonda zonazione dei vigneti, dividendo il patrimonio familiare in microzone e individuando le parcelle più vecchie, meglio esposte e qualitativamente più interessanti. Da questo lavoro nasceranno progressivamente le selezioni più importanti della cantina e una nuova interpretazione del territorio di Oslavia. Oggi Silvan, Marko e Boris rappresentano il cuore della famiglia, mentre la quinta generazione, composta dai giovani Greta, Nicola, Aleksjia ed Elia, si sta progressivamente avvicinando all’attività. Il vero filo conduttore di tutte queste generazioni è però la Ribolla Gialla, vitigno che Primosic ha contribuito in maniera determinante a rivalutare quando era ancora considerato un’uva contadina di secondo piano. Per lungo tempo la Ribolla non fu nemmeno ammessa dal disciplinare del Collio e Silvan continuò comunque a coltivarla e valorizzarla, chiamandola “Ribolla di Oslavia”; soltanto nel 1990 la varietà entrò ufficialmente nella DOC Collio. Qui trova un ambiente particolarmente favorevole nella celebre ponca, il terreno povero e friabile formato dall’alternanza di marne e arenarie che caratterizza le colline goriziane. Sulle sommità ventilate e soleggiate di Oslavia, la Ribolla sviluppa grappoli dalla buccia spessa e dorata, caratteristica che ne rende particolarmente interessante la vinificazione a contatto con le bucce. Proprio la macerazione è diventata uno degli elementi centrali dell’identità contemporanea di Primosic. Nel 1998 Marko e Boris iniziano a sperimentare brevi macerazioni di tre-quattro giorni, mentre dal 2003 approfondiscono definitivamente il percorso recuperando una tecnica che apparteneva alla tradizione di Oslavia prima delle guerre: vinificare le uve bianche quasi come fossero rosse, lasciando mosto e bucce insieme durante la fermentazione. Nello stesso periodo viene mantenuta, per precisa volontà di Silvan, anche una Ribolla Gialla vinificata classicamente in acciaio, oggi rappresentata da Think Yellow, così da mostrare contemporaneamente il volto immediato e varietale dell’uva e quello più profondo ottenuto attraverso la macerazione. Nel 2005 Marko Primosic e Stanko Radikon danno inoltre vita all’Associazione Produttori Ribolla di Oslavia, ulteriore testimonianza dell’impegno nel riconoscere a questo vitigno e al suo territorio una precisa identità. La Ribolla Gialla Riserva rappresenta oggi uno dei vertici di questa ricerca: uve surmature raccolte manualmente vengono diraspate e poste in tini aperti, dove fermentano spontaneamente con lieviti indigeni e senza aggiunta iniziale di solforosa, rimanendo sulle bucce per circa quattro settimane senza controllo della temperatura e con frequenti follature; dopo la svinatura il vino passa in botti da 600 litri, completa la malolattica e successivamente prosegue l’affinamento in botti più grandi per oltre un anno, prima di un ulteriore riposo in bottiglia e senza ricorrere a filtrazione sterile. Accanto alla Ribolla, la Collezione Oslavia comprende anche Friulano Skin, Pinot Grigio Skin e Skin Settanta, costruendo una vera famiglia di vini macerati nella quale il contatto con le bucce non è ricercato come semplice cifra stilistica, ma come strumento per estrarre struttura, tannino e capacità di evoluzione dalle grandi uve bianche del Collio. Parallelamente, la Collezione Collio rappresenta il risultato del lavoro di zonazione iniziato da Marko e Boris e comprende Chardonnay Gmajne, Klin e Metamorfosis, vini prodotti nelle annate ritenute migliori attraverso fermentazioni in legno e lunghi affinamenti, pensati per esprimere la parte più complessa e longeva del patrimonio aziendale. A questi si affiancano i monovitigni Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon, Friulano e Malvasia, oltre a Refosco, Merlot e allo spumante BollaNoir, componendo una gamma che racconta le differenti anime del Collio senza perdere il legame con Oslavia. Primosic rappresenta così molto più di una semplice cantina friulana: è la storia di una famiglia che ha attraversato la distruzione delle guerre, i cambiamenti di confine e la rinascita del Collio senza abbandonare le proprie vigne. Karlo spediva il vino nella Vienna imperiale, Jozef ricostruì i vigneti devastati dalla guerra, Silvan trasformò l’attività familiare in una cantina moderna e firmò la prima bottiglia DOC del Consorzio Collio, mentre Marko e Boris hanno riportato la Ribolla Gialla e la macerazione sulle bucce al centro del progetto. Oggi la quinta generazione si prepara a raccogliere questa eredità. Ponca, Ribolla Gialla, vecchie vigne, macerazioni e lunghi affinamenti costituiscono gli strumenti attraverso cui Primosic continua a interpretare Oslavia, un luogo nel quale il vino conserva inevitabilmente le tracce della cultura italiana, slovena e mitteleuropea e dove la tradizione degli orange wine non nasce da una moda contemporanea, ma dal recupero di una pratica profondamente radicata nella storia del territorio.