NICOLA GATTA

VINO SPUMANTE BLANC DE BLANCS NATURE 50 LUNE SBOCCATURA MARZO 2021 - NICOLA GATTA

Regular price €40,50 Sale price€47,00you save €6,50

Abbinamenti, La complessità raggiunta da questa sboccatura permette abbinamenti decisamente gastronomici. È splendida con ostriche, scampi, capesante e crostacei importanti, ma trova grande equilibrio anche con rombo, baccalà, anguilla e pesci al forno accompagnati da salse cremose. Le note di frutta secca e pasticceria permettono di spingersi verso risotti ai funghi, porcini, carni bianche e pollame arrosto, mentre freschezza e perlage contrastano magnificamente formaggi stagionati e preparazioni più grasse. Interessante anche con Parmigiano Reggiano di lunga maturazione o con un risotto al tartufo. Può essere degustato magnificamente anche da solo, come bottiglia da meditazione.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Vino Spumante
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Vino Spumante Blanc de Blancs Nature “50 Lune” di Nicola Gatta, sboccatura marzo 2021, si presenta oggi con un giallo dorato intenso, naturalmente luminoso e accompagnato da un perlage finissimo, cremoso e ormai perfettamente integrato. Il lungo tempo trascorso dalla sboccatura ha ampliato notevolmente il profilo aromatico: cedro candito, mela gialla e pesca matura si intrecciano a camomilla, mallo di noce, mandorla tostata e crosta di pane, con sfumature di miele, erbe secche e pasticceria. Al palato conserva però una sorprendente energia: il sorso è ampio e materico, sostenuto da un’acidità ancora viva e soprattutto da una componente salina e minerale molto marcata. L’assenza di dosaggio lascia la chiusura asciutta e rigorosa, mentre l’evoluzione dona una tessitura più morbida e complessa. Il finale è lunghissimo, con ritorni di agrumi maturi, frutta secca e roccia calcarea. Una sboccatura evoluta, profonda e ancora vitale.

CURIOSITÁ:

Il 50 Lune è Chardonnay in purezza e rappresenta una delle etichette centrali del lavoro di Nicola Gatta sulle colline di Gussago e Cellatica, nella parte orientale della Franciacorta. I vigneti si trovano intorno ai 400 metri di altitudine su suoli fortemente calcarei, con infiltrazioni ferrose e stratificazioni argillose: è proprio questa matrice geologica che Gatta ricerca nel vino attraverso mineralità, struttura e tensione. La vinificazione avviene con fermentazioni spontanee affidate esclusivamente ai lieviti indigeni, senza chiarificanti né stabilizzanti e senza aggiunta di solfiti. Dopo la presa di spuma, lo Chardonnay rimane per 50 lune sui propri lieviti prima della sboccatura; non viene aggiunto alcuno zucchero con la liqueur d’expédition, motivo per cui è classificato Nature, con dosaggio zero. La sboccatura di marzo 2021 rende questa bottiglia particolarmente interessante: dopo oltre cinque anni di affinamento post-dégorgement, il vino ha avuto il tempo di sviluppare un carattere molto più evoluto rispetto alle versioni appena sboccate, pur conservando la naturale tensione dei suoli di Gussago.

Nicola Gatta

Nicola Gatta è un vignaiolo di Gussago, sulle colline bresciane, che ha costruito la propria identità attraverso un’interpretazione estremamente personale del Metodo Classico. Il suo progetto nasce in un territorio geograficamente vicino e storicamente legato alla Franciacorta, ma segue volutamente una strada autonoma, fondata sulla viticoltura artigianale, sulle fermentazioni spontanee e su lunghi affinamenti in bottiglia.
Il cuore dell’azienda si trova sulle colline di Gussago, un ambiente caratterizzato da vigneti posti a quote più elevate rispetto a buona parte della pianura circostante e da una significativa presenza di calcare nei terreni. È proprio questa componente geologica a rappresentare uno degli elementi fondamentali nella lettura che Nicola dà dei propri vini.
La scelta di lavorare a Gussago non è semplicemente geografica. Nicola considera queste colline un territorio dotato di una propria identità e cerca di trasferirne nei vini la freschezza, la tensione e il carattere minerale, evitando di costruire le cuvée secondo un modello stilistico prestabilito.
Chardonnay e Pinot Nero sono le due varietà sulle quali si concentra principalmente il lavoro. Lo Chardonnay viene apprezzato per la capacità di mantenere freschezza e verticalità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero contribuisce con maggiore struttura, profondità e intensità.
Uno degli aspetti più caratteristici del progetto è la decisione di non utilizzare la denominazione Franciacorta DOCG. Pur operando in un territorio immediatamente associato a questa importante realtà spumantistica, Nicola preferisce commercializzare i propri vini fuori dalla denominazione, mantenendo maggiore libertà nelle scelte produttive.
Questa decisione non significa prendere le distanze dal territorio. Al contrario, tutta la filosofia della cantina nasce dalla volontà di approfondire le caratteristiche specifiche di Gussago senza doverle necessariamente ricondurre a uno stile comune.
Il lavoro comincia naturalmente in vigneto. Nicola segue un’agricoltura ispirata ai principi biodinamici, cercando di preservare la fertilità naturale dei terreni e l’equilibrio delle piante attraverso interventi ridotti e una costante osservazione delle vigne.
La vitalità del suolo viene considerata fondamentale. L’obiettivo non è semplicemente ottenere grappoli perfetti dal punto di vista estetico, ma creare le condizioni affinché le piante possano sviluppare un rapporto profondo con il terreno e raggiungere naturalmente un equilibrio tra maturità e acidità.
Una volta arrivate in cantina, le uve vengono lavorate seguendo lo stesso principio di essenzialità. Le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il vino viene accompagnato evitando pratiche destinate a standardizzarne il profilo.
Nicola ha scelto inoltre di non utilizzare chiarificanti e stabilizzanti e lavora senza aggiunta di solforosa. È un approccio che richiede grande precisione durante tutte le fasi della produzione, perché ridurre gli strumenti di protezione significa affidarsi ancora maggiormente alla qualità e alla sanità delle uve.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico rappresenta il passaggio fondamentale. È però soprattutto il lungo contatto con i lieviti a diventare uno degli elementi più riconoscibili della produzione, permettendo ai vini di sviluppare progressivamente complessità e profondità.
Il tempo viene raccontato attraverso un linguaggio diventato quasi una firma di Nicola Gatta. Gli affinamenti non sono indicati semplicemente in mesi, ma attraverso il numero delle lune trascorse sui lieviti, collegando simbolicamente l’evoluzione del vino al ritmo naturale del ciclo lunare.
Nascono così cuvée identificate attraverso differenti numeri di lune, ciascuna caratterizzata da tempi di maturazione e interpretazioni diverse. Più che una semplice scelta comunicativa, questa indicazione permette di comprendere immediatamente quanto il tempo rappresenti una componente fondamentale del progetto.
Le cuvée ottenute prevalentemente o esclusivamente da Chardonnay mostrano il volto più verticale della produzione. Freschezza e componente calcarea vengono accompagnate dalla permanenza sui lieviti, che progressivamente aggiunge volume e complessità senza cancellare la tensione originaria. Il Pinot Nero offre invece una lettura più strutturata. Nelle interpretazioni in purezza può mostrare maggiore profondità e materia, pur mantenendo quella componente fresca che Nicola considera essenziale per l’equilibrio dei propri Metodo Classico. Anche il rosato permette di esplorare un’altra espressione del Pinot Nero, lavorando sul rapporto tra frutto, struttura e affinamento. Cambiano le proporzioni, i tempi e le caratteristiche delle singole cuvée, ma rimane costante la volontà di mantenere il vino libero da sovrastrutture aromatiche. Il dosaggio viene mantenuto estremamente contenuto o completamente escluso in diverse interpretazioni. Nicola preferisce affidare l’equilibrio alla maturità naturale delle uve, all’acidità e al lungo affinamento piuttosto che utilizzare lo zucchero per modificare il profilo finale. Questa filosofia rende il tempo uno dei veri ingredienti dei suoi vini. Le lunghe permanenze sui lieviti non servono semplicemente ad aumentare la complessità aromatica, ma permettono a struttura, acidità e materia di integrarsi lentamente fino a raggiungere un equilibrio naturale.
Nicola Gatta rappresenta così una delle interpretazioni più personali del Metodo Classico italiano. Chardonnay e Pinot Nero, i terreni calcarei di Gussago, la viticoltura ispirata alla biodinamica, le fermentazioni spontanee e gli affinamenti scanditi dalle lune costruiscono un progetto immediatamente riconoscibile. Una scelta di indipendenza che non significa allontanarsi dal territorio, ma cercare di raccontarlo con maggiore libertà, lasciando che siano la vigna, il tempo e l’annata a determinare il carattere di ogni bottiglia.