BARBERA D'ALBA SUPERIEUR DOC "MASSUCCHI" 2017 - SOURD
Abbinamenti, La freschezza della Barbera e il carattere succoso del Canarone 2023 ne fanno un vino particolarmente versatile a tavola. È ideale con agnolotti piemontesi, tajarin al ragù, lasagne e primi piatti con sughi di carne, ma accompagna molto bene anche brasati, bollito misto, arrosti e carni rosse alla griglia. La naturale acidità permette di affrontare con facilità anche salumi e formaggi stagionati, bilanciandone la componente grassa. Interessante l’abbinamento più informale suggerito dalla stessa cantina con la pizza, dove freschezza e frutto rendono il sorso particolarmente piacevole.
Alcol, 13,5%
Annata, 2023
Denominazione, Collina Torinese DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%
NOTES SENSORIELLES :
Robe rouge rubis légèrement grenat sur le pourtour. Au nez, il révèle des senteurs vineuses et fruitées, qui rappellent les petites baies noires et sont enrichies d'un subtil piquant tertiaire. La bouche est chaleureuse, ample et complexe, gouleyante et d'une excellente persistance.CURIOSITÉ:
Dans le hameau de Perno, dans la municipalité piémontaise de Monforte d'Alba, vous rencontrez le hameau de Massucchi, où les raisins Barbera que la cave Sordo utilise pour son Barbera d'Alba Superiore sont cultivés et récoltés. Un Barbera qui repose pendant un an dans de grands fûts de chêne de Slavonie, pour conserver ses caractéristiques typiques - vineux, fruité et frais - tout en s'enrichissant d'épices subtiles libérées par le vieillissement en bois. Une gorgée douce et en même temps intrigante et jamais prévisible, pour un Barbera extrêmement polyvalent à table, extrêmement agréable, et que vous trouverez agréable à tous égards !Claudio Marchisio Wine +
Claudio Marchisio Wine è il progetto vitivinicolo nato dal legame di Claudio Marchisio con il Piemonte e, in particolare, con le colline di Chieri, alle porte di Torino. Dopo una carriera che lo ha reso uno dei volti più conosciuti del calcio italiano, Marchisio ha scelto di dedicarsi anche al mondo agricolo e del vino, trasformando una passione personale in un progetto familiare legato a un territorio molto vicino alle sue origini. Il cuore dell’azienda è Il Canarone, nome che deriva dalla località Tetti Canarone di Chieri, dove si trovano le vigne e dove Marchisio partecipa direttamente anche ai momenti più importanti del lavoro agricolo, compresa la vendemmia. Siamo a circa 320 metri di altitudine, sulle colline torinesi che si sviluppano a est della città, in un paesaggio caratterizzato dall’alternanza tra vigneti, campi, boschi e piccoli borghi storici. È una zona dalla tradizione viticola antica, meno conosciuta rispetto alle Langhe e al Monferrato ma storicamente legata soprattutto a varietà piemontesi come Freisa, Barbera e Nebbiolo. Proprio il recupero di questa identità rappresenta uno degli aspetti più interessanti del progetto: Claudio Marchisio Wine non nasce nelle denominazioni piemontesi più celebri, ma sceglie di valorizzare un territorio viticolo quasi alle porte di Torino, circondato dai castelli di Arignano, Bardassano, Montaldo e Pavarolo e dominato idealmente dalla presenza della Basilica di Superga. La dimensione familiare rimane centrale e la filosofia dichiarata dalla cantina mette insieme tradizione, artigianalità e rapporto diretto con la terra, con l’obiettivo di trasformare le caratteristiche delle vigne di Chieri in vini immediatamente riconoscibili. Il fulcro della produzione rossa è la Barbera, varietà profondamente piemontese che sulle colline torinesi trova condizioni adatte a preservare quella combinazione di frutto e naturale freschezza che costituisce uno dei suoi caratteri fondamentali. La Barbera de Il Canarone viene interpretata cercando equilibrio e bevibilità, mantenendo al centro la personalità varietale e il legame con la collina da cui proviene. Accanto al rosso, il progetto esplora anche il mondo dei rosati attraverso Bàruss, vino rosé fermo, e Talia, Spumante Brut Rosé, ampliando la gamma verso espressioni più fresche e immediate senza perdere il riferimento alle vigne aziendali. La scelta di affiancare vini fermi e bollicine racconta una realtà ancora giovane e dinamica, nella quale la tradizione agricola del territorio viene interpretata con un linguaggio contemporaneo. Il nome Il Canarone assume così un significato che va oltre quello di una semplice linea commerciale: identifica il luogo dal quale il progetto prende forma e sottolinea la volontà di collegare ogni bottiglia alla propria origine. È proprio questo rapporto con Chieri a distinguere Claudio Marchisio Wine. In un Piemonte dominato internazionalmente dai grandi nomi di Barolo, Barbaresco e delle Langhe, l’azienda sceglie di raccontare un’area differente, storicamente vitata ma oggi molto meno presente nell’immaginario degli appassionati. Il progetto diventa quindi anche un modo per riportare attenzione sulla tradizione enologica della Collina Torinese e sulle varietà che vi vengono coltivate da generazioni. Claudio Marchisio Wine rappresenta oggi l’incontro tra una nuova esperienza imprenditoriale e una cultura agricola molto più antica: da una parte la volontà di Marchisio di costruire un progetto personale dopo il calcio, dall’altra le vigne di Tetti Canarone e una storia viticola che appartiene da secoli alle colline di Chieri. Barbera, Bàruss e Talia costituiscono le prime differenti espressioni di questa identità, accomunate dall’idea di raccontare un Piemonte meno conosciuto attraverso vini legati alla convivialità e al territorio. Un progetto giovane, familiare e profondamente piemontese, nel quale il vino diventa per Claudio Marchisio un nuovo modo di raccontare la propria terra, questa volta non attraverso il campo da gioco, ma attraverso i filari delle colline che circondano Torino.