VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI SUPERIOR CLASSIC DOCG 2018 -VILLA BUCCI
Abbinamenti, Ideale con antipasti di pesce, formaggi freschi, zuppa di pesce o pesche e crostacei al vapore
Alcol, 13%
Annata, 2023
Denominazione, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Verdicchio 100%
NOTES SENSORIELLES :
Le Classico Superiore Verdicchio dei Castelli di Jesi de Villa Bucci a une couleur jaune paille intense. Le nez dévoile un bouquet franchement fruité et floral, qui joue sur des notes de pomme golden, de fleurs d'acacia et une pointe de fruits secs. En bouche, il est frais et savoureux, avec un bon corps et une grande finesse. La gorgée est élégante et se termine par une agréable finition en amande. C'est un blanc de grande classe, avec un rapport qualité prix remarquable.CURIOSITÉ:
Le Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore de la cave Villa Bucci est une icône de sa typologie. C'est un grand classique, signé d'un nom célèbre pour la qualité et l'expressivité de ses vins, doté d'un parfait mélange de finesse et de personnalité. Cette version de Verdicchio dei Castelli di Jesi porte l'empreinte de caractère typique de la vigne et la signature indubitable du territoire, élevée à l'excellence grâce à la finesse particulière du Superiore. La cave Villa Bucci est située à Ostra Vetere, dans la province d'Ancora. Dans cette merveilleuse terre, il travaille les vignes et toutes les autres cultures selon une méthode d'agriculture biologique certifiée.Poderi Mattioli +
Poderi Mattioli è una realtà familiare di Serra de’ Conti, nel cuore delle colline dei Castelli di Jesi, dove la storia della famiglia si intreccia da generazioni con quella della terra. Le origini del progetto risalgono agli anni Sessanta, quando Argilio Mattioli, seguendo la tradizione agricola trasmessa dal padre Armando, si dedica alla coltivazione dei vigneti insieme a grano e olivo. Quello che inizialmente rappresentava il naturale proseguimento della vita contadina diventa, con il passare degli anni, un progetto sempre più preciso e ambizioso. Con Giordano e Giacomo Mattioli la famiglia sceglie infatti di concentrare la propria attenzione sulla viticoltura e soprattutto sul Verdicchio, trasformandolo nel principale interprete del territorio e dell'identità aziendale. La cantina si trova direttamente tra i vigneti, una scelta che racconta bene la filosofia di Poderi Mattioli: ridurre al minimo la distanza tra la terra e il vino. Durante la vendemmia le uve possono così essere lavorate rapidamente, preservandone freschezza, integrità e patrimonio aromatico. La conduzione dei vigneti segue i principi dell'agricoltura biologica, attraverso un lavoro attento all'equilibrio naturale delle piante, alla vitalità dei terreni e alla biodiversità. Prima ancora delle tecniche di cantina, per la famiglia Mattioli è infatti la qualità dell'uva a determinare il carattere e il valore di ogni bottiglia. Il Verdicchio rappresenta il cuore assoluto della produzione. Poderi Mattioli non lo interpreta semplicemente come un vino bianco fresco e immediato, ma come un grande vitigno capace di assumere sfumature differenti a seconda del vigneto, del momento della raccolta e del tempo dedicato all'affinamento. Freschezza, sapidità e tensione costituiscono il punto di partenza, ma è soprattutto la capacità di evolvere nel tempo a rendere il Verdicchio protagonista della ricerca aziendale. Tra i vigneti più importanti della famiglia spicca Mogliette, impiantato nel 1971 a circa 300 metri di altitudine. Da questa vecchia vigna nasce Lauro, il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG Classico che rappresenta una delle espressioni più importanti della cantina. Le uve vengono raccolte a maturazione avanzata e il vino affronta un lungo percorso di affinamento in acciaio, con permanenza sulle fecce e bâtonnage, seguito da un ulteriore riposo in bottiglia. Il risultato vuole dimostrare come il Verdicchio possa raggiungere profondità, struttura e complessità senza perdere quella freschezza e quella precisione che ne definiscono l'identità. Un'altra interpretazione fondamentale è Ylice, proveniente dal vigneto La Spina. La particolarità nasce già dalla vendemmia, effettuata in differenti momenti per raccogliere uve con diversi livelli di maturazione e costruire così maggiore articolazione nel vino finale. Anche qui il lungo contatto con le fecce fini diventa uno strumento fondamentale per aumentare profondità e complessità senza sacrificare energia e bevibilità. È un Verdicchio che racconta perfettamente la filosofia Mattioli: lavorare sul tempo e sulla materia prima piuttosto che affidarsi a interventi invasivi. Accanto alle interpretazioni più classiche, Poderi Mattioli ha scelto di esplorare anche il potenziale del territorio attraverso il Metodo Classico. Il progetto affonda curiosamente le proprie radici nella storia familiare, quando nella vecchia cantina del nonno furono ritrovate alcune bottiglie di spumante prodotte in passato. Da quella memoria nasce una nuova sperimentazione che conduce alla produzione di un Dosaggio Zero Millesimato, ottenuto da Verdicchio e Chardonnay e caratterizzato da una lunga permanenza sui lieviti. L'assenza di dosaggio permette di mantenere un profilo netto e verticale, lasciando emergere freschezza, sapidità e carattere delle uve. Il tempo è infatti uno degli ingredienti più importanti della filosofia di Poderi Mattioli. Che si tratti di una Riserva, di un Classico Superiore o di un Metodo Classico, l'obiettivo non è accelerare il processo produttivo, ma permettere al vino di trovare naturalmente il proprio equilibrio. Lunghi affinamenti, vecchie vigne, agricoltura biologica e lavorazioni attente diventano così gli strumenti attraverso cui Giordano e Giacomo cercano di restituire nel calice la personalità delle colline di Serra de' Conti. Oggi Poderi Mattioli rappresenta una delle realtà più interessanti nella valorizzazione contemporanea del Verdicchio dei Castelli di Jesi. Una cantina che parte da solide radici contadine ma guarda avanti, sperimentando senza perdere il rapporto con la propria storia. Al centro rimane sempre il Verdicchio, osservato e interpretato nelle sue diverse anime: giovane o lungamente affinato, fermo o Metodo Classico, immediato o destinato a evolvere per anni. Una produzione artigianale e fortemente identitaria che racconta, bottiglia dopo bottiglia, la famiglia Mattioli e il suo legame con le colline marchigiane.