1701 SOCIETÀ AGRICOLA

VINO FRIZZANTE BIODINAMICO BLANC DE BLANCS "SULLERBA" - 1701 SOCIETÀ AGRICOLA

Prix régulier €16,90 Prix de solde€20,00vous économisez €3,10

Abbinamenti, La freschezza, la delicata effervescenza e la componente sapida del Sullerba lo rendono un vino estremamente versatile, perfetto per accompagnare momenti conviviali e preparazioni gastronomiche anche molto differenti tra loro. È ideale con antipasti, focacce, salumi delicati, formaggi freschi e verdure in pastella, dove la naturale vivacità della bollicina riesce ad alleggerire la componente grassa e a mantenere il palato fresco. Si abbina magnificamente a fritture di pesce, calamari, gamberi, crostacei e piatti a base di pesce azzurro, mentre la sua impronta agrumata e minerale crea un piacevole equilibrio con tartare, carpacci e preparazioni di mare poco elaborate. Interessante anche con risotti alle verdure, paste con zucchine ed erbe aromatiche e piatti vegetariani, nei quali la freschezza dello Chardonnay accompagna senza sovrastare i sapori. La sua anima più spontanea emerge però negli abbinamenti semplici: pizza, focaccia appena sfornata, torte salate e una merenda all'aperto rappresentano occasioni perfette per apprezzarne il carattere.
Alcol, 11%
Annata, Sans Année
Denominazione, Vino Frizzante
Filosofia, Biodinamico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Sullerba di 1701 è un vino bianco frizzante dalla personalità autentica e vivace, un'interpretazione dello Chardonnay che si allontana dai grandi Metodo Classico della Franciacorta per recuperare una dimensione più spontanea, immediata e profondamente artigianale. Nasce sulle colline di Cazzago San Martino, dove la cantina ha costruito la propria identità attraverso una viticoltura biologica e biodinamica e una filosofia di vinificazione rispettosa del carattere originario delle uve. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, naturalmente velato dalla presenza dei lieviti, accompagnato da una bollicina delicata e vivace. Il profilo aromatico è fresco e fragrante, con richiami di mela verde, pera Williams, scorza di limone e pompelmo, ai quali si aggiungono biancospino, gelsomino ed erbe aromatiche. La permanenza sui lieviti arricchisce il bouquet con leggere sfumature di crosta di pane e impasto fresco, senza compromettere la nitidezza del frutto. In bocca è asciutto, scorrevole e sorprendentemente dinamico, con una freschezza vivace che accompagna una piacevole componente sapida. L'effervescenza è sottile e naturale, mentre il contatto con i lieviti conferisce una leggera consistenza che rende il sorso più completo. Il finale è pulito, agrumato e delicatamente minerale, con una piacevole sensazione salina che invita immediatamente a un nuovo assaggio. Un vino volutamente essenziale, nel quale la semplicità della beva nasconde un lavoro accurato e una precisa identità territoriale.

CURIOSITÁ:

Il Sullerba nasce da 100% Chardonnay coltivato nei vigneti Sabbioni, Magrì e Brolo, nel territorio di Cazzago San Martino, in Franciacorta. Le vigne sono allevate a Guyot unilaterale, con densità comprese tra 5.555 e 6.250 ceppi per ettaro, e affondano le radici in terreni morenici profondi, ricchi di materiale roccioso e caratterizzati superficialmente da depositi sabbiosi e limosi. La conduzione è biologica e biodinamica certificata Demeter, un elemento centrale nella filosofia di 1701, diventata nel 2016 la prima cantina della Franciacorta a ottenere questa certificazione. La lavorazione del Sullerba segue un percorso differente rispetto ai Metodo Classico aziendali: dopo la vendemmia, il mosto fermenta spontaneamente grazie ai lieviti indigeni in vasche di acciaio e cemento. Una parte del mosto della stessa raccolta viene conservata mediante congelamento e successivamente utilizzata per avviare una seconda fermentazione direttamente in bottiglia, senza ricorrere all'aggiunta di zuccheri estranei all'uva. Il vino non viene sottoposto a chiarifiche o microfiltrazioni e, soprattutto, non viene sboccato: i lieviti della rifermentazione rimangono quindi all'interno della bottiglia, contribuendo alla sua evoluzione aromatica e alla caratteristica velatura. È proprio questa particolarità a spiegare la definizione sur lie, letteralmente sui lieviti, che identifica uno stile di vino frizzante legato alla tradizione contadina. La presenza del deposito permette inoltre due differenti interpretazioni dello stesso vino: versandolo delicatamente si ottiene un calice più limpido e sottile, mentre rimettendo in sospensione i lieviti il profilo diventa più torbido, materico e ricco di sfumature. La produzione è limitata a circa 7.000 bottiglie, con una gradazione alcolica di 11%. Sullerba rappresenta così il lato più sperimentale e conviviale di 1701, un progetto nato nel 2011 dal recupero di una storica proprietà franciacortina e oggi riconosciuto per il proprio approccio artigianale alla viticoltura.

1701 Società Agricola

1701 è una delle realtà che hanno contribuito maggiormente a introdurre la biodinamica nel panorama della Franciacorta contemporanea. Il progetto nasce nel 2011, quando i fratelli Silvia e Federico Stefini, insieme agli amici Marco, Giulio e Andrea, rilevano dalla famiglia Conti Bettoni Cazzago una storica azienda agricola di Cazzago San Martino con l’obiettivo di produrre vini capaci di unire il Metodo Classico franciacortino a un rapporto radicalmente diverso con la terra. Il nome scelto custodisce direttamente la memoria della proprietà: 1701 è infatti l’anno della prima vinificazione documentata delle uve provenienti dal Brolo, antico vigneto racchiuso da mura dell’XI secolo situato accanto a Palazzo Bettoni, ancora oggi parte fondamentale del patrimonio aziendale e origine di una delle selezioni più identitarie della cantina. Fin dall’inizio Silvia e Federico scelgono di mettere la vitalità del suolo al centro del progetto e intraprendono un percorso biologico e biodinamico che porta alla certificazione biologica nel 2015 e, l’anno successivo, alla certificazione Demeter: nel 2016 1701 diventa così la prima cantina della Franciacorta certificata biodinamica. La proprietà storica si sviluppa a Cazzago San Martino, nel settore centrale dell’anfiteatro morenico franciacortino, su terreni profondi formati dai depositi lasciati dagli antichi ghiacciai, ricchi di scheletro e caratterizzati superficialmente da sabbia e limo; il patrimonio è dominato dallo Chardonnay, affiancato dal Pinot Nero, mentre fonti recenti legate alla cantina segnalano anche un ampliamento del progetto verso Gussago, territorio più elevato e maggiormente calcareo. In vigneto la biodinamica non viene interpretata come semplice certificazione, ma come un sistema agricolo completo: sono banditi fertilizzanti sintetici e pesticidi chimici, si lavora per aumentare la quantità e la qualità dell’humus, vengono utilizzati sovescio e preparati biodinamici come cornoletame e silice, insieme a compost e preparazioni ottenute da ortica, camomilla, achillea, valeriana, corteccia di quercia e tarassaco. Grande attenzione viene riservata anche alle micorrize e alla vita microbiologica del terreno, con l’obiettivo di costruire un ecosistema nel quale la vite possa trovare naturalmente equilibrio e capacità di adattamento. La stessa filosofia prosegue in cantina attraverso un’impostazione volutamente poco interventista. Le uve provenienti dalle diverse vigne vengono mantenute separate, fermentano spontaneamente con lieviti indigeni e possono essere vinificate o affinate in acciaio, cemento, anfore di terracotta, barrique da 225 litri e tonneaux da 500 litri, scegliendo il contenitore in funzione della singola massa anziché applicare una ricetta uniforme. Non vengono utilizzati additivi o coadiuvanti enologici, i vini non vengono chiarificati né filtrati e uno degli elementi più caratteristici della produzione è l’assenza di zucchero e liqueur al momento del dégorgement: i Franciacorta di 1701 sono costruiti intorno al concetto di Nature e vengono quindi portati all’equilibrio attraverso maturità delle uve, assemblaggio e permanenza sui lieviti, non attraverso il dosage. Il Franciacorta Brut Nature rappresenta la sintesi più immediata di questa filosofia: nasce prevalentemente da Chardonnay con una quota di Pinot Nero, provenienti dai vigneti Sabbioni, Magrì e Brolo, fermenta con lieviti indigeni tra acciaio e cemento e rimane almeno 18 mesi sui lieviti prima di essere commercializzato a dosaggio zero. Il Satèn porta invece lo Chardonnay al centro della scena: nelle versioni attuali è prodotto in purezza dal vigneto Sabbioni, con una parte della fermentazione in vecchie barrique di rovere francese, almeno 30 mesi sui lieviti e ancora una volta nessun dosage, interpretazione decisamente personale di una tipologia normalmente associata a maggiore morbidezza. Rosé Nature approfondisce il Pinot Nero, mentre Dosaggio Zero Riserva rappresenta una delle espressioni più mature e complesse della produzione. Il Brolo possiede un significato ancora più particolare perché riporta il progetto direttamente alla sua origine storica: il vigneto murato che ha dato il nome alla cantina viene utilizzato per un Blanc de Noirs capace di collegare simbolicamente la viticoltura attuale con quella documentata già nel 1701. Accanto ai Franciacorta, la cantina ha sviluppato anche vini fermi e rifermentati che consentono maggiore libertà espressiva, tra cui Surnàt e Sullerba, mostrando come la biodinamica sia per gli Stefini un punto di partenza e non un semplice elemento distintivo applicato esclusivamente al Metodo Classico. 1701 aderisce inoltre a Renaissance des Appellations, associazione internazionale fondata da Nicolas Joly che riunisce produttori legati alla biodinamica, e a Vi.Te – Vignaioli e Territori, collocando il progetto all’interno di una rete di vignaioli accomunati dalla volontà di mettere origine e agricoltura davanti alla tecnica. Ciò che rende 1701 particolarmente interessante è proprio il contrasto tra la profondità storica del luogo e la giovinezza del progetto contemporaneo: Palazzo Bettoni, il Brolo medievale e una tradizione vinicola documentata da oltre tre secoli vengono reinterpretati da una generazione che ha scelto fermentazioni spontanee, biodinamica certificata, anfore, cemento, assenza di chiarifica e filtrazione e dosaggio zero. Silvia e Federico Stefini non hanno quindi semplicemente rilevato una cantina della Franciacorta, ma hanno utilizzato quel patrimonio per costruire un modello agricolo differente, nel quale Chardonnay e Pinot Nero diventano soprattutto interpreti dei suoli morenici di Cazzago San Martino. È questa combinazione tra memoria, biodiversità e intervento minimo ad aver reso 1701 una delle realtà più riconoscibili della Franciacorta artigianale e, soprattutto, la prima a trasformare la biodinamica certificata in uno dei fondamenti della propria identità.