MOUZON LEROUX

CHAMPAGNE ROSÉ DE SAIGNÉE GRAND CRU BLANC DE NOIRS EXTRA BRUT BIO "L'INCANDESCENT" 2019 - MOUZON LEROUX

Prix régulier €61,90 Prix de solde€69,00vous économisez €7,10

Abbinamenti, La vinosità e la struttura dell’Incandescent 2019 ne fanno uno Champagne decisamente da tavola. È magnifico con scampi, gamberi rossi, astice e crostacei alla griglia, ma trova grande sintonia anche con tonno scottato, salmone, anguilla e preparazioni leggermente affumicate. La profondità del Pinot Noir permette di spingersi verso anatra, faraona, piccione e carni bianche arrosto, mentre freschezza e componente gessosa bilanciano perfettamente piatti ricchi e succulenti. Molto interessante con funghi, formaggi di media stagionatura e salumi fini. Da provare con una faraona arrosto alle erbe oppure con grandi langoustines alla piastra.
Alcol, 12%
Annata, 2019
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Rosé de Saignée Grand Cru “L’Incandescent” 2019 di Mouzon-Leroux si presenta con un rosa intenso tendente al lampone, attraversato da riflessi ramati e da un perlage finissimo e persistente. Il naso è profondo e vinoso, con lampone, fragolina di bosco, ribes nero e amarena che si intrecciano a scorza di mandarino e petali di rosa. Con l’ossigenazione emergono timo, salvia, menta, spezie fini e una decisa componente minerale che richiama grafite e gesso. Al palato ha la struttura di un vero vino rosso di Champagne: è succoso, energico e cremoso, con un frutto intenso sostenuto da acidità vibrante e da una trama leggermente fenolica che ne amplifica la personalità. La totale o quasi totale assenza di dosaggio lascia emergere una sapidità netta e una splendida tensione. Il finale è lungo, asciutto e gessoso, con ritorni di piccoli frutti rossi, agrumi ed erbe aromatiche. Un rosé gastronomico, profondo e tutt’altro che semplicemente fruttato.

CURIOSITÁ:

L’Incandescent nasce esclusivamente da Pinot Noir coltivato nel Grand Cru di Verzy, sul versante nord-orientale della Montagne de Reims, dove il gesso campaniano è ricoperto in alcune zone da importanti strati argillosi capaci di conferire maggiore profondità al vitigno. Sébastien Mouzon conduce i vigneti secondo principi biologici e biodinamici, con grande attenzione alla biodiversità e all’agroforestazione. Il 2019 è un vero Rosé de Saignée: le uve vengono diraspate e lasciate macerare sulle bucce per circa 19 ore, ottenendo colore, profumo e struttura direttamente dal Pinot Noir senza aggiunta di vino rosso. La fermentazione parte spontaneamente con lieviti indigeni e la malolattica viene svolta naturalmente; la lavorazione avviene tra vasche e una piccola quota di legno, senza chiarifica né filtrazione. Diverse sboccature della vendemmia 2019 risultano non dosate, con dégorgement documentati nel 2023. Il nome “L’Incandescent” richiama l’incandescenza, il fenomeno per cui un corpo riscaldato arriva a emettere luce: un’immagine perfetta per il colore acceso e l’energia di questo Champagne.

Mouzon Leroux
Mouzon Leroux, ou la biodynamie rigoureuse et l'expression la plus profonde du terroir. Nous sommes à Verzy, village Grand Cru, souvent écarté avec une identification assez simpliste du Pinot Noir issu du patrimoine des Maisons (il est de coutume de dire qu'ici il donne une compacité fruitée et des tonalités métalliques aux cuvées). Verzy est plutôt une exception qui confirme la règle. En effet, à l'est de la commune, le chardonnay est largement prédominant, tandis qu'à l'ouest, le pinot noir. Les sols argilo-calcaires font le reste. Aux commandes du Domaine se trouve aujourd'hui Sébastien, même pas quarante ans, des idées concrètes, dans une vision large de la biodynamie, entendue comme l'expression maximale du vignoble, des différentes parcelles travaillées, une cinquantaine, et des cépages : en En effet, dans le patrimoine familial ils sont présents et utilisent encore des plants anciens d'Arbanne, Petit Meslier, Pinot Gris, Pinot Blanc, en plus des 3 classiques. Une viticulture raisonnée, attentive à la recherche de la vitalité des plantes, a débuté dans les années 90 avec le père de Sébastien, Philippe, toujours actif aujourd'hui à la cave : l'évolution logique et naturelle conduit à la conversion complète en biodynamie du patrimoine viticole en 2008. Une philosophie, une façon de penser l'agriculture et le vin : pas une mode. Même l'utilisation de chevaux dans le vignoble n'est pas nécessaire pour les photographies et les brochures mais pour éviter le compactage du sol et maintenir une vitalité active avec différentes variétés d'insectes, de légumes et de minéraux. Les vinifications conservent les mêmes postulats : fermentation alcoolique uniquement avec des levures indigènes, élevage à la fois en bois et en acier pour rendre les cuvées complexes et vineuses. Le métier de Sébastien est celui-ci : produire un Champagne d'intensité et de vigueur qui représente pleinement les nuances délicates du vignoble de Verzy.