DOMAINE DE MIRABEAU

Domaine de Mirabeau è un progetto agricolo e vitivinicolo decisamente fuori dagli schemi, situato a Fabrègues, nell’Hérault, ai piedi del massiccio della Gardiole, tra Montpellier e Sète. Più che una semplice cantina, Mirabeau è oggi un vero agro-ecosistema costruito intorno a viticoltura biologica, biodiversità, policoltura e inclusione sociale. La proprietà si estende complessivamente per circa 220 ettari all’interno di un ambiente mediterraneo straordinariamente ricco, fatto di garrigue, boschi di leccio, oliveti, prati e aree naturali protette; soltanto una parte relativamente piccola viene coltivata, proprio per preservare il delicato equilibrio del luogo. Nell’Ottocento Mirabeau era già un'importante azienda agricola organizzata secondo il tradizionale modello della policoltura e dell’allevamento, ma nel secondo dopoguerra seguì il percorso di molte proprietà del Languedoc, orientandosi progressivamente verso una viticoltura più intensiva e specializzata. Con il passare degli anni il modello entrò in crisi, numerose parcelle furono abbandonate e il domaine rischiò addirittura di essere trasformato in un centro di trattamento dei rifiuti. Il Comune di Fabrègues intervenne acquistando la proprietà e scegliendo invece di trasformarla in un progetto pilota per il recupero della biodiversità e dell’agricoltura mediterranea. La rinascita contemporanea prende concretamente forma alla fine del 2017 con Vigne de Cocagne, progetto avviato da Pauline Chatin dopo una precedente esperienza professionale lontana dal vino e una successiva formazione vitivinicola. L’idea è particolarmente ambiziosa perché unisce produzione agricola, tutela ambientale e reinserimento lavorativo: accanto alla viticoltura convivono oggi orticoltura biologica, olivicoltura e allevamento, mentre persone temporaneamente lontane dal mercato del lavoro vengono formate direttamente sul domaine attraverso un percorso che permette loro di apprendere tutte le fasi del mestiere viticolo, dalla potatura fino alla vinificazione e all’imbottigliamento. La parte viticola comprende oggi circa 12 ettari certificati biologici, completamente immersi nella vegetazione della Gardiole e circondati da garrigue e olivi. Il clima è pienamente mediterraneo, segnato da estati calde e asciutte, forte luminosità e dall’influenza delle brezze provenienti dal vicino Mediterraneo, mentre i terreni calcarei e argillo-calcarei contribuiscono a mantenere tensione e freschezza nei vini. Il lavoro agricolo segue principi agroecologici: niente diserbanti né insetticidi, fertilità costruita attraverso la vitalità naturale dei terreni, tutela delle specie spontanee e grande attenzione alla biodiversità. Tutte le vendemmie vengono effettuate manualmente e il vigneto viene considerato parte di un ecosistema più ampio anziché una monocoltura isolata. La scelta varietale è altrettanto significativa: il domaine lavora undici vitigni e dedica particolare attenzione alle varietà storicamente legate al Languedoc, tra cui Cinsault, Terret, Bourboulenc, Grenache Noir, Grenache Blanc e Grenache Gris, affiancate da Syrah, Mourvèdre e altre uve mediterranee. Anche in cantina l’impostazione rimane artigianale e poco interventista, con vinificazioni pensate per conservare freschezza, bevibilità e carattere delle uve anziché ricercare concentrazione o estrazione esasperata. La gamma è organizzata in tre famiglie che raccontano differenti interpretazioni dello stesso territorio. Les Cocagne rappresentano l’anima più immediata e conviviale della proprietà e valorizzano soprattutto i vitigni patrimoniali del Languedoc, con vini leggeri, fragranti e costruiti sulla freschezza; Le Beau Rolle e Tour de Main sono invece cuvée più sperimentali, spesso monovarietali o nate da vinificazioni meno convenzionali, attraverso le quali il domaine approfondisce singoli vitigni e tecniche; La Vie devant Soi costituisce la parte più gastronomica e ambiziosa della produzione e nasce dalle vigne impiantate direttamente nell’ambito del nuovo progetto, assemblando alcune delle grandi varietà mediterranee come Grenache nelle sue differenti declinazioni, Syrah, Mourvèdre e Cinsault. Domaine de Mirabeau è quindi interessante non soltanto per ciò che produce, ma soprattutto per il modello agricolo che rappresenta. Un'antica proprietà quasi abbandonata è stata trasformata in un laboratorio contemporaneo nel quale vino, biodiversità e funzione sociale diventano parti dello stesso progetto. I 12 ettari di vigneto non vengono separati dai restanti terreni, ma inseriti all’interno di un paesaggio nel quale convivono olivi, ortaggi, animali, macchia mediterranea e numerose specie protette. Allo stesso modo, il lavoro non è considerato soltanto uno strumento produttivo: attraverso Vigne de Cocagne diventa occasione di formazione e reinserimento professionale, con lavoratori che nell’arco di circa due anni possono acquisire competenze riconosciute nel settore viticolo. È questa combinazione a rendere Mirabeau una realtà particolarmente originale nel panorama del Languedoc contemporaneo: non una cantina costruita intorno alla figura di un singolo vigneron, ma un progetto collettivo nel quale l’agricoltura biologica diventa contemporaneamente strumento di produzione, conservazione del paesaggio e ricostruzione sociale. Cinsault, Terret, Bourboulenc, Grenache, Syrah e Mourvèdre raccontano così un Mediterraneo profondamente territoriale, mentre la rinascita della proprietà dimostra come un domaine storico possa essere recuperato senza trasformarlo in una semplice monocultura viticola, restituendogli invece quella complessità agricola e naturale che aveva caratterizzato Mirabeau già nel XIX secolo.

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