FATTORIA ALBATRELLA

TOSCANA IGT SANGIOVESE 2022 - FATTORIA ALBATRELLA

Prix régulier €22,50 Prix de solde€30,00vous économisez €7,50

Abbinamenti, La freschezza, la succosità e la trama tannica equilibrata del Sangiovese 2022 lo rendono un rosso estremamente versatile, particolarmente adatto alla cucina toscana più autentica. È eccellente con salumi artigianali, crostini toscani, pici al ragù, pappardelle al cinghiale e carni alla brace, dove l'acidità del vitigno riesce a bilanciare efficacemente la componente grassa e la succulenza delle preparazioni. Molto interessante anche con arrosti, pollo alla cacciatora, salsiccia e carni di maiale, mentre il carattere fragrante del frutto permette di accompagnarlo a primi piatti al pomodoro, zuppe rustiche e preparazioni a base di legumi. Un incontro particolarmente territoriale è quello con la bistecca alla fiorentina, soprattutto quando si desidera un rosso meno imponente ma capace di sostenere la ricchezza della carne attraverso freschezza e tannino. Ottimo anche con pecorino toscano di media stagionatura e formaggi a pasta dura.
Alcol, 13,5%
Annata, 2022
Denominazione, Toscana IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Sangiovese 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Sangiovese 2022 di Fattoria Albatrella è un rosso toscano dalla personalità autentica e raffinata, capace di esprimere la vitalità del vitigno attraverso uno stile artigianale che privilegia freschezza, precisione e naturalezza del frutto. Nasce sulle colline di Montefollonico, tra la Val d'Orcia e la Valdichiana, dove Marco Cherubini e Margaux interpretano il territorio attraverso una viticoltura rispettosa dell'ambiente e vinificazioni poco interventiste. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso, di buona trasparenza e vivacità. Il profilo aromatico è fragrante e ben definito, con ciliegia croccante, melograno e piccoli frutti rossi che si intrecciano a delicate sensazioni floreali, erbe mediterranee e leggere sfumature speziate. In bocca è succoso, scorrevole e dinamico, sostenuto dalla caratteristica freschezza del Sangiovese e da una trama tannica presente ma piacevolmente levigata. Il frutto conserva una bella nitidezza, mentre la struttura rimane equilibrata, senza cercare concentrazioni eccessive. Il finale è asciutto, persistente e leggermente sapido, con ritorni di ciliegia, frutti rossi e una sottile nota speziata. Un Sangiovese che conquista soprattutto per la sua spontaneità, capace di combinare la piacevolezza di un rosso quotidiano con la personalità di un vino artigianale profondamente legato alla propria terra.

CURIOSITÀ:

Il Sangiovese 2022 è prodotto esclusivamente da uve Sangiovese coltivate nei vigneti di Fattoria Albatrella, a Montefollonico, nel comune di Torrita di Siena, a circa 500 metri di altitudine, su terreni caratterizzati dalla presenza di sabbie e arenarie. La storia dell'azienda è particolarmente interessante: nel 2015 Marco Cherubini, enologo formatosi a Pisa e con numerose esperienze professionali in Italia e all'estero, decide di acquistare una parte delle terre appartenute alla propria famiglia per evitare che venissero definitivamente cedute. Nello stesso periodo incontra Margaux, anche lei enologa e agronoma, con la quale dà vita a un progetto agricolo fondato sulla biodiversità e sul recupero delle tradizioni rurali. Oggi la proprietà comprende circa 14 ettari condotti secondo i principi dell'agricoltura biologica, dei quali soltanto 1,4 destinati alla vite, affiancati da oliveti, seminativi e altre attività agricole. In vigneto si privilegiano l'inerbimento, il sovescio e le lavorazioni manuali, con l'obiettivo di limitare il più possibile l'impiego dei mezzi meccanici e introdurre progressivamente anche la trazione animale. La vendemmia è manuale e prevede un'attenta selezione dei grappoli. Per questa etichetta le uve vengono diraspate e lasciate fermentare spontaneamente in acciaio grazie ai lieviti indigeni. Dopo la separazione dalle bucce e la pressatura, il vino completa naturalmente la fermentazione malolattica; soltanto il 10% della massa viene successivamente trasferito in barrique già utilizzate, mentre la parte restante conserva un'impostazione orientata alla freschezza e alla purezza del frutto. Un dettaglio importante riguarda proprio l'annata 2022: in quel periodo Fattoria Albatrella non disponeva ancora di una cantina autonoma e la vinificazione venne realizzata con il supporto degli amici di Bakkanali, prima del completamento del progetto di vinificazione aziendale. Ne nasce un Sangiovese che racconta non soltanto il territorio, ma anche i primi passi di una piccola realtà agricola costruita attorno alla volontà di recuperare e preservare le terre di famiglia.

Fattoria Albatrella

Fattoria Albatrella è una piccola realtà agricola toscana nata nel 2015 a Torrita di Siena, tra la Val d’Orcia e la Valdichiana, dall’incontro tra Marco Cherubini e Margaux, compagni nella vita e nel lavoro, accomunati dal desiderio di recuperare un patrimonio familiare e costruire un progetto agricolo fondato sul rispetto della terra, sulla biodiversità e su una concezione autenticamente artigianale del vino. La storia comincia quando il nonno di Marco, trovandosi nella necessità di vendere una parte dei terreni di famiglia, decide di mettere sul mercato alcune proprietà. Marco, profondamente legato a quei luoghi nei quali aveva trascorso l’infanzia, sceglie di acquistarli per evitare che un patrimonio agricolo e affettivo andasse perduto. Non si tratta però di un semplice ritorno alle origini: Marco possiede già una solida formazione enologica, maturata attraverso gli studi all’Università di Pisa e numerose esperienze professionali in Italia e all’estero, mentre Margaux è enologa e agronoma, con una particolare sensibilità verso il mondo animale e una profonda conoscenza dei cavalli. Insieme decidono di trasformare quelle terre in un’azienda agricola diversificata, nella quale il vigneto non rappresenti una coltura isolata, ma una parte di un ecosistema più ampio. Oggi Fattoria Albatrella comprende circa 14 ettari, interamente condotti secondo i principi dell’agricoltura biologica, dei quali appena 1,4 destinati alla vite e circa 2 occupati da oliveti secolari. Il resto della proprietà comprende seminativi utilizzati per la produzione di fieno e superfici dedicate a un’agricoltura familiare che include ortaggi, alberi da frutto e piccoli allevamenti. La produzione di miele, uova e altri prodotti destinati principalmente all’autoconsumo contribuisce a mantenere quella diversificazione che un tempo caratterizzava naturalmente le aziende contadine toscane. Il vigneto si trova a Montefollonico, a circa 500 metri di altitudine, in una posizione particolarmente interessante tra le colline della Val d’Orcia e quelle che conducono verso Montepulciano. Qui i terreni sono caratterizzati prevalentemente da sabbie e arenarie, una composizione che favorisce il drenaggio e contribuisce a definire vini nei quali freschezza, finezza aromatica e struttura trovano un equilibrio particolare. L’altitudine rappresenta un ulteriore elemento distintivo, perché permette alle uve di beneficiare di importanti escursioni termiche tra giorno e notte, conservando acidità e complessità aromatica anche durante le estati più calde. Uno degli aspetti più affascinanti della proprietà è la presenza di un vecchio vigneto impiantato negli anni Sessanta, autentico patrimonio di biodiversità nel quale convivono numerose varietà tradizionali. Tra le uve bianche si trovano Trebbiano Toscano, Malvasia Toscana e Grechetto, mentre tra quelle rosse crescono Sangiovese, Ciliegiolo, Canaiolo, Mammolo, Montepulciano e altri vitigni minori. Questa mescolanza varietale rappresenta una testimonianza concreta della viticoltura contadina precedente alla diffusione degli impianti specializzati, quando le differenti uve venivano coltivate insieme per garantire equilibrio produttivo e complessità naturale agli assemblaggi. Marco e Margaux hanno scelto di conservare questa caratteristica anziché sostituirla con varietà più commerciali, trasformando la vecchia vigna in uno degli elementi centrali dell’identità aziendale. In campagna il lavoro segue i principi dell’agricoltura biologica certificata, con l’esclusione dei prodotti chimici di sintesi e una particolare attenzione alla fertilità naturale dei terreni. La passione di Margaux per i cavalli ha inoltre contribuito a sviluppare una filosofia agricola nella quale il ricorso alla trazione animale rappresenta una prospettiva importante per ridurre il compattamento del suolo e limitare l’impiego dei mezzi meccanici. La volontà è quella di ricostruire un rapporto equilibrato tra attività agricola, animali e ambiente, considerando la biodiversità una componente fondamentale della qualità delle uve. Anche in cantina l’impostazione è orientata verso il minimo intervento. Le fermentazioni avvengono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e i vini completano naturalmente la fermentazione malolattica, senza ricorrere a chiarifiche o filtrazioni. I contenitori vengono scelti secondo la varietà e la tipologia di vino, privilegiando acciaio e legno usato per accompagnare l’evoluzione senza sovrapporre aromi estranei alla materia prima. Le vendemmie 2022 e 2023 sono state vinificate presso gli amici di Bakkanali, altra interessante realtà del territorio, mentre dal 2024 il progetto ha previsto il trasferimento delle lavorazioni nella cantina aziendale ricavata attraverso il recupero degli edifici familiari. La gamma riflette perfettamente questa impostazione agricola. Il Toscana Bianco IGT nasce dall’incontro di Trebbiano, Malvasia e Grechetto, raccolti insieme e sottoposti a una breve macerazione sulle bucce prima della pressatura. La fermentazione spontanea e il successivo affinamento sulle fecce fini in acciaio, accompagnato da bâtonnage, permettono di ottenere un bianco che unisce la componente aromatica delle varietà tradizionali a una struttura più articolata. Il Toscana Rosato IGT viene prodotto attraverso l’incontro di Sangiovese e Montepulciano, due varietà capaci di offrire rispettivamente freschezza e profondità, dando origine a un rosato dal carattere gastronomico. Il Toscana Sangiovese IGT rappresenta invece una lettura diretta del vitigno simbolo della regione: le uve vengono diraspate e fermentano spontaneamente in acciaio, mentre soltanto una piccola parte del vino, indicativamente il 10%, affronta un affinamento in barrique usate, scelta che permette di conservare il frutto e la naturale tensione del Sangiovese senza appesantirne il profilo. Particolarmente significativo è il Toscana Rosso IGT, ottenuto dalle differenti varietà a bacca rossa presenti nel vigneto più antico. Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Mammolo, Montepulciano e altre uve vengono raccolti contemporaneamente e vinificati insieme, recuperando la tradizione dell’uvaggio di campo. La fermentazione spontanea avviene in un tonneau aperto, con una parte di grappoli interi, e il vino prosegue successivamente l’affinamento in acciaio. È probabilmente l’etichetta che meglio rappresenta la filosofia di Albatrella, perché non nasce da un assemblaggio costruito a posteriori, ma dall’equilibrio naturale di una vecchia vigna nella quale varietà differenti convivono da oltre sessant’anni. Fattoria Albatrella rappresenta così una delle espressioni più autentiche della nuova generazione di piccoli vignaioli toscani: un progetto nato non dalla volontà di creare un marchio, ma dal desiderio di salvare le terre di famiglia e restituire loro una funzione agricola viva. Marco Cherubini e Margaux hanno scelto di non concentrare tutto sulla produzione vinicola, mantenendo olivi secolari, seminativi, orti e animali all’interno della stessa proprietà e recuperando una concezione della fattoria come organismo agricolo diversificato. I soli 1,4 ettari di vigneto, le vecchie piante degli anni Sessanta, le varietà tradizionali coltivate insieme, l’agricoltura biologica e le fermentazioni spontanee costituiscono gli elementi fondamentali di una produzione volutamente limitata. È proprio questa dimensione a rendere Albatrella particolarmente interessante: una piccola fattoria tra Val d’Orcia e Valdichiana nella quale il vino non viene considerato un prodotto separato dal paesaggio, ma il risultato di un equilibrio costruito attraverso terra, piante, animali e lavoro umano, conservando il carattere delle antiche vigne toscane e interpretandolo con una sensibilità profondamente contemporanea.