MONTE ROSSA

FRANCIACORTA BRUT ROSÉ "FLAMINGO" - MONTE ROSSA

Prix régulier €31,00

Abbinamenti, Antipasti caldi di pesce, Antipasti di pesce al vapore, Affettati e salumi, Ostriche, Spaghetti alle vongole, Risotto ai frutti di mare o Formaggi freschi.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Franciacorta DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 60%, Pinot Nero 40%

NOTE SENSORIALI:

Il bouquet si apre con profumi immediati e accattivanti di frutti rossi freschi – fragolina di bosco, lampone, ribes – seguiti da agrumi rosa, melograno e sfumature floreali. Una leggera venatura speziata e un tocco di crosta di pane completano il quadro aromatico. Al palato è succoso, fresco e armonioso, sostenuto da un perlage fine e vivace. Il sorso è dinamico e setoso, con la freschezza dello Chardonnay che incontra la delicata struttura del Pinot Nero. Il finale è pulito, fragrante e saporito, con ritorni fruttati che invitano immediatamente a un nuovo assaggio.

CURIOSITÁ:

Il Franciacorta Brut Rosé “Flamingo” è una delle etichette più iconiche e riconoscibili di Monte Rossa, un rosé moderno, vivace e seducente, pensato per unire eleganza e piacevolezza immediata. Nasce da un sapiente assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero, con una percentuale di vino base affinato in barrique che contribuisce a donare struttura e complessità. L’affinamento sui lieviti di circa 24 mesi conferisce raffinatezza, integrando perfettamente la freschezza del frutto con delicate note evolutive. Il risultato è un rosé dal carattere contemporaneo, luminoso e irresistibilmente gourmand, capace di interpretare lo stile Monte Rossa con una personalità spensierata ma di alta qualità.

Monte Rossa

Monte Rossa è una delle cantine che hanno contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’identità moderna della Franciacorta, una storia iniziata nel 1972 quando Paolo Rabotti e la moglie Paola Rovetta si trasferiscono sulla collina di Monte Rossa, a Bornato di Cazzago San Martino, scegliendo di trasformare una proprietà storica in un progetto vitivinicolo. La sede originaria è un luogo particolarmente suggestivo: sulla sommità della collina convivono una torre di avvistamento del XIII secolo, una villa padronale di origine quattrocentesca, una scenografica scalinata settecentesca in marmo bianco e antichi giardini. È soprattutto Paola a dedicarsi con grande determinazione alle prime vinificazioni Metodo Classico, mentre Paolo comprende molto presto che il futuro del territorio deve essere costruito attraverso una forte identità collettiva. Nel 1978 è già tra coloro che immaginano un sistema capace di riunire i produttori attorno al nome Franciacorta e, quando nel 1990 viene costituito il Consorzio per la tutela del Franciacorta, ne diventa il primo presidente. Questo ruolo rende la storia di Monte Rossa strettamente intrecciata a quella della denominazione stessa. Parallelamente la famiglia compie una scelta altrettanto significativa: abbandonare progressivamente la produzione di vini fermi per concentrarsi sul Metodo Classico, quando la Franciacorta non possiede ancora il prestigio che raggiungerà negli anni successivi. Oggi la seconda generazione è rappresentata da Emanuele Rabotti, che ha trasformato questa intuizione iniziale in una delle realtà più riconoscibili del territorio, mentre anche la terza generazione ha iniziato a entrare nella vita aziendale. Monte Rossa governa circa 70 ettari di vigneti e produce nell’ordine delle 500.000 bottiglie all’anno. Il patrimonio viticolo è distribuito in differenti zone della Franciacorta e proprio la varietà delle esposizioni, delle altitudini e delle caratteristiche dei terreni rappresenta uno degli strumenti fondamentali della maison. La Franciacorta nasce infatti da un complesso anfiteatro morenico formatosi attraverso le glaciazioni, nel quale ghiaie, sabbie, limi, argille e depositi calcarei cambiano anche a distanze relativamente brevi. Monte Rossa utilizza questa diversità come una vera tavolozza: le parcelle vengono selezionate e vinificate in funzione del ruolo che potranno successivamente svolgere negli assemblaggi, con Chardonnay e Pinot Nero come principali protagonisti e una filosofia che attribuisce alla cuvée un'importanza centrale. La viticoltura segue un modello di produzione integrata, con una progressiva attenzione alla sostenibilità e alla gestione razionale delle risorse. In cantina l’identità della casa è costruita sull’incontro tra precisione tecnologica e lunghi affinamenti. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo la destinazione delle basi, mentre i vini di riserva costituiscono una componente fondamentale per dare continuità e complessità alle cuvée non millesimate. La gamma racconta differenti interpretazioni del Franciacorta: Sansevé è uno dei Satèn più rappresentativi della casa e mette al centro la morbidezza e l’eleganza dello Chardonnay; Coupé esplora invece un registro più secco e contemporaneo attraverso un dosage estremamente contenuto; Flamingo interpreta il Franciacorta Rosé, mentre P.R., dedicato proprio ai fondatori Paola Rovetta e Paolo Rabotti, rappresenta uno dei simboli storici dell’azienda. A queste etichette si affiancano le selezioni millesimate e le lunghe permanenze sui lieviti, attraverso le quali Monte Rossa ricerca maggiore profondità e capacità evolutiva. Un capitolo fondamentale della storia aziendale è Cabochon, progetto nato dalla volontà di spingersi oltre la produzione ordinaria e diventato nel tempo un marchio autonomo all’interno dell’universo della famiglia Rabotti: selezioni delle migliori basi, affinamenti prolungati e una ricerca stilistica orientata alla complessità hanno reso Cabochon una delle etichette storicamente più riconoscibili della Franciacorta. Nel 2022, esattamente cinquant’anni dopo la fondazione, Monte Rossa inaugura una nuova cantina a Barco di Cazzago San Martino, progettata direttamente a partire dalle esigenze specifiche della produzione di Franciacorta. È una struttura ipogea di circa 8.000 metri quadrati distribuita su tre livelli, frutto di un investimento superiore ai dieci milioni di euro e concepita secondo criteri di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e razionalità dei flussi produttivi. La villa di Bornato rimane il cuore storico e simbolico, mentre la nuova cantina rappresenta la visione futura di Emanuele Rabotti e permette di gestire con maggiore precisione ogni fase, dall’arrivo delle uve fino ai lunghi affinamenti delle bottiglie. Monte Rossa rappresenta quindi molto più di una cantina specializzata nelle bollicine: la sua storia coincide in parte con quella della Franciacorta moderna. Paolo Rabotti ha contribuito alla nascita del sistema consortile diventandone il primo presidente, Paola Rovetta è stata protagonista delle prime vinificazioni della famiglia ed Emanuele ha trasformato quell’esperienza in un progetto capace di coniugare dimensione importante, ricerca e riconoscibilità stilistica. Settant’ettari, circa mezzo milione di bottiglie, una sede storica sulla collina di Bornato e una nuova cantina interamente progettata per il Metodo Classico raccontano oggi un'azienda arrivata alla terza generazione senza perdere il legame con l’intuizione del 1972: credere nel potenziale della Franciacorta quando la sua storia, così come la conosciamo oggi, era ancora tutta da scrivere.