CHATEAU MUSAR RED 1998 - CHATEAU MUSAR
Abbinamenti, A tutto pasto, il rosso di Chateau Musar si abbina straordinariamente bene a ricchi piatti a base di selvaggina, a carni grigliate e brasate. Ottimo anche a fine pasto con un piatto di formaggi di grande stagionatura.
Alcol, 13,5%
Annata, 1998
Denominazione, Wine of Lebanon - Beeka Valley
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Libano
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Cabernet Sauvignon, Cinsault e Carignan
NOTE SENSORIALI:
Il colore si presenta rubino scarico tendente al granato, con un’evoluzione cromatica che testimonia il lungo affinamento. Al naso, il bouquet è di rara complessità: si apre con note di prugna secca, ciliegia sotto spirito e fichi maturi, per poi intrecciarsi con sfumature terrose, sottobosco, cuoio, funghi e un accenno di tabacco dolce. Emergono anche sentori di spezie orientali, cannella e una leggera nota balsamica, che aggiungono profondità e fascino. Il sorso è avvolgente e setoso, con tannini completamente fusi e un equilibrio perfetto tra morbidezza e freschezza. La trama è vellutata ma non priva di energia, con un cuore di frutta rossa matura che lascia spazio a sensazioni di cacao, torrefazione e una vena minerale sapida che allunga il finale. La persistenza è straordinaria, con un ritorno di spezie dolci, cuoio e liquirizia che resta a lungo sul palato. Questo 1998 ha raggiunto la piena maturità, ma possiede ancora una vitalità sorprendente, testimone della longevità dei grandi rossi di Musar.
CURIOSITÁ:
Il Château Musar Red 1998 è un’icona del vino libanese, un grande classico firmato da Serge Hochar, simbolo di eleganza e resistenza. Prodotto nella Valle della Beqaa, a circa 1.000 metri di altitudine, nasce da un assemblaggio di Cabernet Sauvignon, Cinsault e Carignan, coltivati su suoli ghiaiosi e calcarei che beneficiano del clima mediterraneo e delle escursioni termiche tra giorno e notte. Dopo la fermentazione spontanea in tini di cemento, il vino affina per un anno in barrique francesi e poi per diversi anni in bottiglia, seguendo la filosofia di Musar: lunga maturazione, nessuna filtrazione, e un’interpretazione pura del terroir. L’annata 1998, perfettamente evoluta, esprime oggi tutta la complessità e la magia che hanno reso Musar un nome leggendario: un vino vivo, profondo e in continuo movimento, capace di coniugare la nobiltà bordolese con l’anima del Levante.
Chateau Musar +
Siamo per l’appunto in Libano, poche decine di chilometri a est di Beirut, la capitale.
Lo scenario è quello di un luogo particolarmente vocato alla produzione di grandissimi vini, scoperto e in qualche modo “costruito” grazie al genio intuitivo di Gaston Hochar.
Quest’ultimo, nel 1930, dopo un lungo viaggio nella regione di francese di Bordeaux alla scoperta delle prestigiose etichette bordolesi, ritornò con la convinzione che in Libano le condizioni climatiche e le composizioni dei terreni gli avrebbero permesso di produrre vini altrettanto importanti.
Il tempo non ha fatto altro che dargli ragione: i suoi sono infatti vini adesso celebrati in tutto il mondo.
A Gaston Hochar sono nel tempo succeduti i suoi figli, tra cui Serge Hochar, ovvero colui che è stato capace di portare alla ribalta mondiale il Libano come nazione culla del vino contemporaneo.
Nato nel 1939, Serge iniziò a lavorare con il padre e con il fratello ancora prima di compiere vent’anni, dopo aver compreso che la scelta di studiare ingegneria era quella sbagliata.
L’attrazione nei confronti del vino era infatti più forte di quella nei confronti dell’ingegneria, e sulla scia delle intuizioni del padre, anche Serge Hochar, dopo aver preso progressivamente il controllo di Château Musar a partire dagli anni ‘60, iniziò un percorso di rara virtù, fatto di vendemmie e soprattutto di vini ancora oggi magnifici.
Precursore del biologico e di quelli che oggi chiamiamo vini naturali, Serge capì alla svelta che date le particolari condizioni climatiche della Bekaa Valley non era necessario intervenire chimicamente in vigna e che le piante, viti addirittura centenarie, erano in grado di regalare grande uva anche senza alcun trattamento.
Da ciò ancora oggi prendono vita vini rossi e vini bianchi di inimitabile personalità ed eleganza, prodotti a partire dalle più importanti varietà internazionali: cabernet sauvignon, carignan, cinsault e grenache per i rossi, obaideh e merwah - simili allo chardonnay e al sémillon - per i bianchi.
Etichette figlie di affinamenti particolarmente significativi, grazie ai quali è possibile apprezzare le vendemmie di anche dieci o quindici anni fa, un periodo di tempo ideale per godere appieno della maturità di queste vere e proprie “perle del Mediterraneo”.