SASSOCORNO

VENEZIA GIULIA ROUGE IGT "MILLESIME N° 3" 2015 - BRESSAN

Prix régulier €22,00 Prix de solde€25,00vous économisez €3,00

Abbinamenti, Perfetto con pesce alla griglia, crostacei, risotti di mare e piatti della tradizione istriana.
Alcol, 14%
Annata, 2022
Denominazione, Trevenezie IGP
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Friuli Venezia Giulia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Malvasia 100%

NOTES SENSORIELLES :

Ce produit a une couleur rouge rubis sombre, presque impénétrable. Des notes de mûre et de baies font leur chemin à l'examen olfactif avec des notes terreuses et vertes. Bouche de bonne structure et consistance, acidité au premier plan et tanins bien intégrés. La finale est sèche et légèrement épicée.

CURIOSITÉ:

Ce produit de la société Bressan Mastri vinai est le résultat de l'union entre deux cépages internationaux et un cépage indigène. Cabernet sauvignon, pinot noir et schioppettino se fondent dans ce vin. "N. 3" est un produit articulé, avec une bonne complexité et une grande fraîcheur finale. Longue macération pelliculaire. Environ 20 jours d'élevage en barriques, puis environ 12 mois en grands fûts (20 hectolitres). Avant d'être commercialisé, encore 15 mois de vieillissement en bouteille. Une longue attente pour un vin expressif et franc.

Sassocorno

Sassocorno è una piccola realtà vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, situata a Corno di Rosazzo, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, nata dalla volontà di recuperare e valorizzare un patrimonio viticolo straordinario attraverso un approccio agricolo rispettoso della natura e una filosofia produttiva fondata sulla spontaneità delle fermentazioni e sulla libertà espressiva del vino. La storia contemporanea dell'azienda prende forma nel 2017, quando Stefano Poser, Francesca Ius, Diego Tomasella e Loretta Silvestrini decidono di investire in alcuni vecchi vigneti situati tra Rosazzo e Rocca Bernarda, affiancandoli successivamente a nuovi impianti nella zona di Corno di Rosazzo. La particolarità del progetto è che i fondatori non provengono da famiglie storicamente legate alla viticoltura, ma da esperienze professionali differenti, tra medicina, ingegneria, giurisprudenza e ambito sociale. Ad accomunarli è una profonda passione per il vino e soprattutto la convinzione che un grande territorio debba essere interpretato attraverso un'agricoltura capace di rispettarne gli equilibri naturali. Sassocorno nasce quindi da una scelta consapevole, non da un'eredità familiare: individuare una terra particolarmente vocata, recuperare vigne di grande valore e costruire un progetto nel quale ogni decisione venga presa in funzione della qualità dell'uva e dell'identità del luogo. Il territorio rappresenta naturalmente il primo grande protagonista. Corno di Rosazzo si trova in una delle aree storicamente più importanti della viticoltura friulana, caratterizzata da colline di origine eocenica e da terreni costituiti prevalentemente da marne e arenarie stratificate, localmente conosciute come ponca. Si tratta di antichi sedimenti marini, formatisi milioni di anni fa, che oggi costituiscono il substrato di alcuni dei vigneti più interessanti del Friuli orientale. La ponca è un terreno complesso, capace di sfaldarsi progressivamente sotto l'azione degli agenti atmosferici e di offrire alla vite condizioni particolarmente favorevoli per lo sviluppo radicale. La sua composizione, insieme alle differenti esposizioni e alla ventilazione delle colline, contribuisce a creare vini caratterizzati da profondità, struttura e una marcata componente sapida. Il paesaggio nel quale si inseriscono i vigneti di Sassocorno è inoltre caratterizzato da un'elevata biodiversità, con boschi, prati, seminativi e aree naturali che convivono con la vite. La proprietà ha scelto di preservare questa ricchezza attraverso una gestione agricola biologica, privilegiando varietà autoctone e pratiche capaci di mantenere vivo il terreno. Il sovescio rappresenta uno degli strumenti fondamentali: attraverso la semina di essenze vegetali selezionate vengono favoriti l'apporto di sostanza organica, l'attività microbiologica e la struttura del suolo, evitando di ricorrere sistematicamente a fertilizzazioni esterne. Le potature sono particolarmente rigorose e le rese vengono mantenute volutamente basse, mentre spollonatura, selezione dei germogli, gestione della chioma e lavorazione del sottofila vengono effettuate manualmente o attraverso interventi meccanici mirati. La difesa fitosanitaria segue i principi dell'agricoltura biologica, con impiego contenuto di rame e zolfo e utilizzo di oli essenziali. Anche la presenza delle api è stata introdotta per contribuire alla biodiversità dell'ecosistema aziendale. Una delle caratteristiche più interessanti di Sassocorno è la presenza di vigneti storici, alcuni dei quali risalgono agli anni Venti, Trenta e Quaranta del Novecento. Queste vecchie piante costituiscono un patrimonio particolarmente prezioso perché permettono di lavorare su apparati radicali profondi e produzioni naturalmente contenute. È proprio da vigne di questa età che nasce Badie, una delle interpretazioni più rappresentative della cantina, ottenuta da uve coltivate su marne e arenarie calcaree del Flysch di Cormons, con rese che possono scendere intorno ai 20 quintali per ettaro. Il lavoro in cantina segue una filosofia altrettanto rigorosa e si fonda sulla volontà di accompagnare il vino senza modificarne artificialmente il carattere. La vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano, in piccole cassette, selezionando le differenti parcelle secondo il raggiungimento della piena maturità fisiologica. I grappoli vengono diraspati ma non pigiati, permettendo agli acini di affrontare la fermentazione conservando inizialmente la propria integrità. Le fermentazioni sono spontanee, affidate esclusivamente ai lieviti indigeni, e avvengono prevalentemente in acciaio o cemento senza aggiunta di lieviti selezionati, enzimi o altri coadiuvanti enologici. Le macerazioni possono proseguire per due, tre o quattro settimane, secondo il vitigno e l'andamento della vendemmia, e la svinatura viene effettuata soltanto quando la fermentazione è terminata. Dopo una breve decantazione naturale, i vini vengono trasferiti nei contenitori destinati all'affinamento. Sassocorno utilizza principalmente botti di rovere e acacia, generalmente già utilizzate, con capacità comprese tra 5 e 15 ettolitri, affiancate da cemento e, per alcune sperimentazioni, anfore. Il legno non viene impiegato per imprimere aromi tostati o vanigliati, ma come strumento capace di accompagnare lentamente l'evoluzione del vino attraverso una moderata ossigenazione. Durante i primi mesi vengono effettuati bâtonnage sulle fecce fini, favorendo naturalmente struttura, complessità e stabilità. Chiarifiche e filtrazioni invasive vengono evitate e l'utilizzo della solforosa è estremamente limitato, con eventuali piccole aggiunte riservate a specifiche necessità prima dell'imbottigliamento. Un altro elemento distintivo è il tempo: i vini non vengono commercializzati secondo un calendario prestabilito, ma soltanto quando la cantina ritiene che abbiano raggiunto un equilibrio adeguato, anche dopo diversi anni di affinamento. La gamma racconta le differenti anime del territorio attraverso vitigni storici e interpretazioni personali. Badie rappresenta una delle espressioni più profonde delle vecchie vigne e affronta una macerazione spontanea sulle bucce seguita da circa due anni in botti di acacia e ulteriori mesi di affinamento in acciaio. Roche e Malvasia esplorano altre sfaccettature dei bianchi friulani, valorizzando rispettivamente struttura, carattere varietale e capacità di evoluzione. Il Verduzzo viene interpretato attraverso una vinificazione capace di metterne in evidenza la personalità senza ricorrere necessariamente alla tradizionale ricerca della dolcezza. Tra i rossi, il Refosco dal Peduncolo Rosso occupa un ruolo importante e nasce da vigneti pedecollinari caratterizzati da terreni ricchi di detriti calcarei, limo, sabbia e ghiaia. Dopo la fermentazione spontanea sulle bucce, il vino affronta circa due anni di affinamento in botti di rovere e acacia, seguiti da un ulteriore periodo di riposo in acciaio. Anche il Merlot viene interpretato secondo la stessa filosofia artigianale, mentre Eresia rappresenta una scelta volutamente anticonvenzionale: un rosato friulano ottenuto prevalentemente da Refosco, con eventuali integrazioni di Schioppettino o altre uve rosse secondo la vendemmia, vinificato attraverso pressatura diretta e fermentazione spontanea, seguito da un affinamento di circa otto mesi in cemento. Il nome stesso richiama la volontà di mettere in discussione alcune consuetudini produttive del territorio. Sassocorno rappresenta così un progetto particolare nel panorama dei Colli Orientali del Friuli: una cantina nata non dalla continuità di una famiglia di vignaioli, ma dall'incontro di persone che hanno scelto consapevolmente un territorio e hanno deciso di interpretarlo attraverso un'agricoltura rigorosa e una vinificazione essenziale. Vecchie vigne, ponca e antichi fondali marini costituiscono le fondamenta di una produzione nella quale fermentazioni spontanee, macerazioni, lunghi affinamenti e assenza di interventi invasivi diventano strumenti per conservare l'identità dell'uva. La scelta di privilegiare i vitigni autoctoni, mantenere rese molto basse e attendere anche diversi anni prima di imbottigliare dimostra una visione che mette la qualità e il tempo davanti alle esigenze commerciali. È proprio questa combinazione tra precisione agricola, libertà interpretativa e profondo rispetto del territorio a definire Sassocorno: una piccola realtà friulana capace di trasformare la complessità geologica di Corno di Rosazzo e la ricchezza delle sue vecchie vigne in vini artigianali, profondi e fortemente riconoscibili.