TENUTA FORNACE

PROVINCIA DI PAVIA IGP BARBERA "FRHSK VIGNE ANTICHE" 2022 - TENUTA FORNACE

Prix régulier €28,50 Prix de solde€32,50vous économisez €4,00

Abbinamenti, L’acidità pronunciata, la succosità e la trama tannica del FRHSK Vigne Antiche 2022 lo rendono un rosso particolarmente adatto alla cucina rustica e saporita. È eccellente con salumi, coppa, pancetta e soprattutto salame di cinghiale, dove la freschezza della Barbera riesce a contrastare la componente grassa e invita continuamente al sorso successivo. Funziona magnificamente anche con risotti ai funghi, paste al ragù, salsiccia, arrosti, carne di maiale e grigliate, mentre la componente più terrosa e speziata trova un bel dialogo con funghi porcini e preparazioni a base di polenta. Ottimo infine con formaggi stagionati e saporiti.
Alcol, 13,5%
Annata, 2022
Denominazione, Provincia di Pavia IGP
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTE SENSORIALI:

Il FRHSK Vigne Antiche 2022 di Tenuta Fornace è una Barbera dell’Oltrepò Pavese dal carattere energico e profondamente territoriale, nata da vecchie vigne e interpretata da Andrea Rossi con una vinificazione essenziale, senza cercare morbidezza attraverso il legno. Nel calice mostra un rosso rubino intenso e vivo. Il profilo aromatico è nitido e spontaneo, con amarena, ciliegia croccante, mora e piccoli frutti rossi che si intrecciano a violetta, erbe aromatiche, pepe e leggere sensazioni terrose. Con l’ossigenazione emergono sfumature più scure e rustiche, nel senso più autentico del termine, che riportano direttamente alla Barbera e al suo territorio. In bocca è vibrante, succosa e dinamica: la naturale acidità del vitigno imprime ritmo al sorso, mentre la trama tannica, insolitamente presente e viva per una Barbera, aggiunge profondità e carattere. La lunga permanenza in acciaio permette al vino di acquisire equilibrio senza perdere la propria energia originaria. Il finale è asciutto, fresco e persistente, con ritorni di frutto rosso, spezie e una piacevole vena sapida. È una Barbera che non ricerca concentrazione o rotondità artificiale, ma mette al centro freschezza, vitalità e la personalità delle vecchie vigne da cui proviene.

CURIOSITÁ:

FRHSK 2022 è prodotto da 100% Barbera e nasce a Rovescala, nell’Oltrepò Pavese, da una parcella di appena 1,4 ettari inserita nel progetto Vigne Antiche di Triple "A". Le piante hanno un’età compresa tra circa 60 e 90 anni, con alcuni ceppi che superano quindi abbondantemente il mezzo secolo, e sono allevate a Guyot su terreni argilloso-marnosi. La densità è di circa 3.500 piante per ettaro e la resa media si mantiene intorno ai 45 ettolitri per ettaro. In cantina Andrea Rossi segue un approccio volutamente poco interventista: la fermentazione parte spontaneamente in acciaio grazie ai lieviti naturalmente presenti sulle uve e, terminata la vinificazione, il vino rimane per ben 2 anni in acciaio, senza alcun passaggio in legno. Seguono ulteriori 8 mesi di riposo in bottiglia prima della commercializzazione. FRHSK non viene né chiarificato né filtrato e la 2022 presenta una solforosa totale estremamente contenuta, appena 24 mg/l, senza solforosa aggiunta. La produzione è minuscola: soltanto 2.866 bottiglie. Il progetto è particolarmente significativo anche nella storia recente della cantina: Tenuta Fornace è entrata nel mondo Triple "A" nel 2022 e proprio nello stesso anno ha iniziato la collaborazione dedicata ai cru provenienti da vigne antiche. Dietro l’azienda c’è Andrea Rossi, biologo e sesta generazione di una famiglia presente su queste colline fin dal 1823, che oggi lavora seguendo principi biologici, biodinamici e rigenerativi. Anche il nome FRHSK richiama il dialetto di Rovescala e l’idea di “fresco”, una scelta che sintetizza perfettamente la natura vibrante e scorrevole di questa Barbera.

Tenuta Fornace

Tenuta Fornace è una realtà familiare dell’Oltrepò Pavese con sede a Pieve di Rovescala, nell’estrema parte orientale della denominazione, oggi guidata da Andrea Rossi e costruita su una storia agricola che la famiglia fa risalire agli inizi dell’Ottocento. Le prime generazioni coltivavano la vite soprattutto per vendere le uve, destinando soltanto una piccola parte alla produzione domestica; tra le due guerre il nonno Beniamino iniziò ad aumentare la quantità vinificata e a imbottigliare le prime bottiglie, mentre negli anni Cinquanta Mario Rossi e il fratello Pietro svilupparono la vendita diretta alle osterie. Nel 1980 Mario avviò la costruzione dell’attuale cantina e pochi anni più tardi Andrea e il fratello Fabrizio cominciarono a occuparsi direttamente dell’attività; dal 1987, in seguito ai problemi di salute del padre, assunsero la responsabilità delle vigne e della produzione, ampliando progressivamente il patrimonio familiare. Nel 2010 i due fratelli scelsero percorsi differenti e Andrea proseguì autonomamente Tenuta Fornace, avviando la certificazione biologica e approfondendo contemporaneamente l’agricoltura biodinamica e rigenerativa. Oggi l’azienda dichiara circa 40 ettari vitati distribuiti in differenti zone dell’Oltrepò Pavese, mentre i vigneti posseduti nei Colli Tortonesi hanno fatto parte del progetto fino al 2024. La filosofia è particolarmente interessante perché non concentra tutte le varietà intorno alla cantina, ma cerca per ciascun vitigno il territorio ritenuto maggiormente vocato. A Rovescala, nella Tenuta La Pieve, si trovano i terreni più argillosi e vengono coltivate soprattutto Croatina e Barbera; tra Rovescala e Santa Maria della Versa, Cascina Mosca occupa una collina esposta a nord dove convivono vecchi Pinot Nero destinati al Metodo Classico, Pinot Nero da vinificazione in rosso, Malvasia, Moscato e vecchi impianti di Pinot Grigio. A Canneto Pavese, nella Tenuta Il Torchio, terreni argillosi e limosi attraversati da componenti sabbiose ospitano invece le varietà tradizionalmente utilizzate per il Buttafuoco: Croatina, Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto, raccolte e fermentate insieme secondo l’antica composizione dei vigneti locali. A Mornico Losana, infine, terreni leggermente argillosi in superficie e gessosi in profondità, esposizioni settentrionali e importanti escursioni termiche ospitano alcune delle vigne più vecchie di Riesling e Barbera, oltre a Pinot Nero e Pinot Grigio. Questa vera e propria zonazione costituisce il cuore del pensiero di Andrea Rossi: non adattare il territorio alle esigenze produttive, ma collocare ogni varietà dove può raggiungere naturalmente il proprio equilibrio. La conduzione dei vigneti è certificata biologica e affiancata da pratiche biodinamiche e rigenerative, con inerbimenti spontanei, sovescio quando necessario, tutela delle siepi e della biodiversità e assenza di irrigazione. Andrea considera fertilità biologica e vitalità microbiologica del terreno elementi essenziali per ottenere uve sane e capaci di affrontare anche periodi di siccità, cercando di restituire continuamente sostanza organica attraverso l’erba e i residui vegetali prodotti dal vigneto stesso. Dal 2022 Tenuta Fornace è inoltre entrata nel circuito Triple “A” e nello stesso anno ha iniziato una collaborazione con il progetto Avanguardia dedicata a cru provenienti da vigne vecchie. La stessa impostazione prosegue in cantina, dove l’intervento viene ridotto drasticamente: tutte le fermentazioni sono spontanee e affidate ai lieviti indigeni presenti sulle uve, mosti e vini non vengono chiarificati né filtrati e la solforosa non viene normalmente aggiunta durante la vinificazione e l’imbottigliamento, salvo quantità minime quando le caratteristiche dell’annata lo rendono necessario. Tempo e basse temperature vengono utilizzati per ottenere naturalmente la sedimentazione, mentre acciaio, grandi botti di rovere e altri contenitori vengono scelti secondo varietà e stile. La produzione è estremamente articolata e racconta bene la volontà di recuperare tanto i vitigni quanto le tecniche tradizionali dell’Oltrepò: Croatina, Barbera, Pinot Nero, Riesling, Pinot Grigio, Moscato e Malvasia vengono trasformati in vini fermi, macerati, passiti, rifermentati e Metodo Classico. Caccialupo interpreta il Buttafuoco attraverso l’uvaggio storico di Croatina, Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto e affina in grandi botti di rovere di Slavonia; Regina di Cuori mette invece al centro la Croatina, mentre Peparino esplora il Pinot Nero vinificato in rosso. Riva Longa rappresenta una delle espressioni più particolari della Croatina: vendemmia tardiva, circa due mesi di appassimento in pianta, macerazione sulle bucce di sessanta giorni, fermentazione spontanea e dodici mesi in grandi botti di Slavonia, senza chiarifica, filtrazione o aggiunta di solfiti. Anche i bianchi mostrano una forte componente sperimentale: Sette Nani è dedicato al Riesling, mentre Fumetto, Tuttosole e altre cuvée esplorano lunghe macerazioni di Pinot Grigio, Moscato e varietà locali; sul fronte delle bollicine, Bullicine e Festajole utilizzano la rifermentazione per interpretazioni più immediate, mentre Aeronautica Naturale porta il Pinot Nero nel Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese. Tenuta Fornace rappresenta quindi una lettura estremamente personale dell’Oltrepò contemporaneo: dietro una gamma volutamente creativa esiste un progetto agricolo molto preciso, costruito sull’associazione tra vitigno e singolo territorio, sulla biodiversità e sulla volontà di intervenire il meno possibile durante la trasformazione dell’uva. Andrea Rossi definisce il vignaiolo più come accompagnatore che come artefice del vino, principio che spiega fermentazioni spontanee, assenza di filtrazione, utilizzo minimo della solforosa e ricerca continua su macerazioni e affinamenti. Dalle argille di Rovescala alle vigne più fresche di Mornico Losana, dai vecchi Pinot Nero di Cascina Mosca al tradizionale uvaggio del Buttafuoco di Canneto Pavese, ogni tenuta viene utilizzata per dare una collocazione precisa alle varietà storiche. È questa combinazione tra una storia familiare iniziata nell’Ottocento e una visione decisamente contemporanea dell’agricoltura biologica, biodinamica e rigenerativa a definire Tenuta Fornace: una cantina che utilizza il vino naturale non come semplice categoria stilistica, ma come conseguenza di terreni vivi, fermentazioni spontanee e della ricerca di un rapporto il più possibile diretto tra uva, territorio e bottiglia.