CHAMPAGNE BLANC DE NOIRS PREMIER CRU EXTRA BRUT "'PATAPHYSIQUE" 2020 - GUILLAUME SERGENT
Abbinamenti, La profondità e il carattere vinoso del Pataphysique 2020 permettono di portarlo a tavola ben oltre l’aperitivo. È splendido con sashimi, tartare di tonno, crostacei e pesci saporiti, ma accompagna magnificamente anche prosciutto iberico, salumi fini e preparazioni leggermente affumicate. La struttura del Meunier consente abbinamenti particolarmente riusciti con pollame arrosto, faraona, vitello e funghi, mentre la freschezza e il dosaggio contenuto riescono a riequilibrare piatti caratterizzati da una componente grassa. Molto interessante con un risotto ai porcini o con una faraona alle erbe aromatiche. Ottimo anche con formaggi a pasta molle non troppo intensi.
Alcol, 12,5%
Annata, 2020
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Meunier 100%
NOTES SENSORIELLES :
Robe jaune paille aux reflets dorés. Sa bulle est fine et intense. C'est un champagne d'une beauté merveilleuse, avec une bulle limpide. Au nez des arômes très frais, légèrement vanillés, quelques arômes de pierre à fusil, d'agrumes, comme le yuzu complètent cette belle intensité aromatique. En bouche, l'attaque est très soyeuse et gourmande, sur des arômes vanillés, elle est ponctuée de notes plus minérales qui lui apportent cette belle tension en fin de bouche.
CURIOSITÉ:
Assemblage : 100% Chardonnay récolté majoritairement dans le vignoble des Grauves, avec une petite partie de Chardonnay de Bisseuil, le tout de la récolte 2017 associé à un pourcentage de 30% de Chardonnay de réserve des récoltes précédentes. Les moûts sont issus exclusivement du premier pressurage. La fermentation alcoolique, d'une durée de sept mois sur lies, est réalisée en acier. La vinification est réalisée avec l'utilisation de la fermentation malolactique. De 26 à 32 mois de séjour sur lies et un minimum de 3 mois de repos après dégorgement. Dosage de la liqueur : 3 g/L.
Guillaume Sergent +

Guillaume Sergent è uno di quei produttori che raccontano perfettamente la Champagne che piace a noi: piccolissimo, indipendente, con pochissime bottiglie e un lavoro costruito prima di tutto sulle vigne. Siamo a Vrigny, Premier Cru della Petite Montagne de Reims, territorio particolarmente interessante perché qui, accanto alla craie, affiorano sabbie di origine marina che cambiano completamente il carattere dei vini. La famiglia Sergent coltiva la vite almeno dal 1842 e per lungo tempo ha conferito le uve alla cooperativa locale, commercializzando Champagne con il marchio Roger Sergent. Guillaume, enologo di formazione e con esperienze anche presso Louis Roederer e De Saint Gall, prende progressivamente in mano l’azienda familiare tra il 2006 e il 2008 e decide di fare qualcosa di completamente diverso: vinificare personalmente le proprie parcelle e mettere il proprio nome sulle bottiglie. Le prime produzioni sono quasi microscopiche – appena 600 bottiglie nel 2011 e 881 nel 2012 – e ancora oggi siamo di fronte a un vero micro-domaine: circa 1,5-1,7 ettari tra Vrigny e la vicina Coulommes-la-Montagne e una produzione che rimane nell’ordine di poche migliaia di bottiglie all’anno. Il Meunier ha un ruolo importante, come è naturale in questa parte della Montagne de Reims, ma Guillaume lavora anche Pinot Noir e Chardonnay e soprattutto cerca di leggere separatamente le piccole parcelle anziché costruire uno Champagne sempre uguale. In vigna il lavoro è orientato al biologico e alla biodinamica, con l’obiettivo di riportare vitalità nei terreni e ottenere uve sufficientemente mature da non dover poi correggere il vino in cantina. È qui che il suo stile diventa particolarmente riconoscibile: fermentazioni con lieviti indigeni, nessun enzima, chiarifiche e filtrazioni evitate, utilizzo molto misurato della solforosa e soprattutto vinificazioni in legno, prevalentemente barrique e demi-muids già utilizzati, che servono a dare respiro e profondità al vino senza lasciare una firma aromatica evidente. La fermentazione malolattica viene svolta e gli Champagne rimangono generalmente a lungo sui lieviti, con dosaggi bassissimi che possono arrivare intorno a 1 g/l. La gamma è minuscola ma permette di capire benissimo il progetto. Les Prés Dieu è il Blanc de Blancs Premier Cru e nasce da Chardonnay proveniente da due parcelle: una a Vrigny, esposta a nord-est e caratterizzata da sabbie del Cuisiano ricche di materiale organico e fossili, e una a Coulommes-la-Montagne, esposta a sud, dove alle sabbie del Cuisiano si aggiungono detriti calcarei del Bartoniano. Viene vinificato in demi-muids con lieviti indigeni ed è uno Champagne molto teso, salino e preciso. Le Chemin des Chappes cambia completamente registro ed è un Blanc de Noirs Premier Cru costruito in parti uguali da Pinot Noir e Meunier di Vrigny: il Pinot Noir proviene da Le Grand Chemin, il Meunier da Les Chappes, e la vinificazione avviene in legno con un dosage estremamente contenuto. Qui si vede probabilmente meglio la mano di Guillaume, perché il Meunier non viene utilizzato per rendere il vino semplicemente più morbido e fruttato, ma acquista profondità e carattere accanto alla struttura del Pinot Noir. A queste cuvée si aggiungono produzioni ancora più rare come Le Clos des Croix, Chardonnay proveniente da una selezione estremamente limitata, e piccoli Coteaux Champenois che permettono di osservare le stesse vigne senza la seconda fermentazione. Guillaume Sergent è quindi l’esatto contrario di una grande maison: pochissimi ettari, pochissime bottiglie, parcelle minuscole e vini che possono cambiare sensibilmente secondo il luogo e l’annata. È proprio questo che lo rende interessante. Non cerca uno stile costruito a tavolino e non utilizza il legno, il basso dosage o la viticoltura biologica come semplici elementi di immagine; sono strumenti per lasciare parlare Vrigny e le sue sabbie, Coulommes-la-Montagne e i suoi calcari, il Meunier, il Pinot Noir e lo Chardonnay. Partendo da una famiglia che per generazioni aveva lavorato principalmente attraverso la cooperativa, Guillaume ha trasformato meno di due ettari di vigneto in un progetto estremamente personale e oggi produce appena qualche migliaio di bottiglie. Una Champagne davvero artigianale, rara per definizione, nella quale dietro ogni cuvée c’è prima di tutto una parcella e dietro ogni bottiglia praticamente una sola persona.