BERNARD BIJOTAT

Champagne Bernard Bijotat è una realtà familiare della Vallée de la Marne occidentale, stabilita a Romeny-sur-Marne, piccolo comune dell’Aisne situato lungo la Marna, una decina di chilometri a ovest di Château-Thierry. La famiglia lavora la vite da oltre un secolo: la proprietà venne avviata dal nonno dell’attuale generazione e successivamente sviluppata da Bernard Bijotat, figura determinante nella trasformazione dell’attività agricola in una vera maison di récoltant-manipulant. È proprio Bernard, all’inizio degli anni Ottanta, a iniziare a commercializzare direttamente gli Champagne con il proprio nome, facendo progressivamente crescere il vigneto e costruendo l’identità della maison. Dal 2003 entra stabilmente in azienda il figlio Sébastien Bijotat, che lavora a fianco del padre fino alla scomparsa di Bernard nel 2020 e ne raccoglie successivamente l’eredità. Oggi è Sébastien a portare avanti il domaine, mantenendo il nome Bernard Bijotat come omaggio alla generazione che ne ha determinato lo sviluppo moderno. La proprietà comprende circa 10 ettari distribuiti principalmente sulle colline di Romeny-sur-Marne, Chézy-sur-Marne e Villiers-Saint-Denis, nel settore occidentale della Vallée de la Marne. È una zona molto diversa dai grandi terroir calcarei della Côte des Blancs o della Montagne de Reims: qui il paesaggio segue il corso della Marna e i terreni presentano una maggiore componente argillosa, condizioni particolarmente favorevoli al Pinot Meunier. Non sorprende quindi che questa varietà abbia storicamente rappresentato il cuore della produzione Bijotat. Nei primi anni Duemila alcune cuvée aziendali arrivavano a contenerne oltre l’80%, affiancato da Pinot Noir e da percentuali molto più contenute di Chardonnay. Con l’evoluzione del domaine anche gli assemblaggi sono diventati progressivamente più articolati e oggi vengono coltivati tutti e tre i grandi vitigni champenois, utilizzati separatamente o insieme secondo la personalità delle differenti cuvée. La viticoltura segue principi di conduzione sostenibile, con un lavoro orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e alla conservazione dell’equilibrio dei vigneti. La frammentazione delle parcelle tra i diversi comuni consente inoltre a Sébastien di disporre di uve con caratteristiche complementari: il Meunier porta frutto, rotondità e immediatezza, il Pinot Noir aggiunge struttura e profondità, mentre lo Chardonnay contribuisce con freschezza, tensione e maggiore slancio. È proprio l’equilibrio tra maturità del frutto e freschezza a rappresentare uno dei tratti più riconoscibili della maison. Storicamente le cuvée principali sono state vinificate soprattutto in vasche, privilegiando la nitidezza aromatica e il carattere delle uve; parallelamente, per alcune selezioni vengono utilizzati anche contenitori di rovere francese, destinati a costruire maggiore complessità senza trasformare il legno in una componente dominante. La gamma permette di osservare diverse interpretazioni di questa filosofia. Brut Origine rappresenta l’espressione più classica della maison e nasce dall’assemblaggio dei tre vitigni della Champagne, con un ruolo tradizionalmente importante del Meunier e l’impiego di vini di riserva per garantire continuità tra le differenti vendemmie. Blanc de Noirs mette invece al centro Meunier e Pinot Noir e racconta in maniera ancora più evidente il carattere della Vallée de la Marne occidentale: frutto maturo, struttura e vinosità vengono sostenuti da una freschezza capace di mantenere il sorso dinamico. Nel corso degli anni la maison ha sviluppato anche Blanc de Blancs, Rosé, Rosé de Saignée, Millésime e una serie di selezioni riunite sotto il nome Cuvée Confidentielle, attraverso le quali Sébastien esplora assemblaggi, affinamenti e dosaggi differenti, comprendendo anche interpretazioni Brut Nature. La storia recente mostra bene l’evoluzione della proprietà. Se nel 2007 Bernard lavorava poco meno di sette ettari, pochi anni più tardi la superficie era già salita intorno ai nove e oggi il domaine raggiunge circa dieci ettari: una crescita progressiva accompagnata però dal mantenimento della dimensione familiare. Anche gli Champagne raccontano questa trasformazione. Le vecchie cuvée erano fortemente dominate dal Meunier, riflettendo perfettamente la tradizione della zona; le interpretazioni contemporanee lasciano invece maggiore spazio al confronto tra Meunier, Pinot Noir e Chardonnay e a vinificazioni più diversificate. Il Blanc de Noirs costituisce un esempio significativo: una versione basata sulla vendemmia 2016 venne realizzata in parti uguali da Meunier e Pinot Noir, mostrando come Sébastien abbia progressivamente ampliato il linguaggio della maison senza rinunciare alla centralità delle uve nere. Champagne Bernard Bijotat rimane così una realtà profondamente legata a una parte meno celebrata ma estremamente identitaria della Champagne. Lontano dai grandi villaggi della Côte des Blancs e dai nomi più conosciuti della Montagne de Reims, Romeny-sur-Marne appartiene a quella Vallée de la Marne occidentale nella quale il Meunier ha trovato storicamente uno dei propri territori d’elezione. Da oltre un secolo la famiglia Bijotat lavora queste colline e Bernard ne ha trasformato le uve in una produzione autonoma all’inizio degli anni Ottanta; Sébastien, entrato in azienda nel 2003, ne prosegue oggi il percorso attraverso circa dieci ettari e una gamma che affianca agli assemblaggi tradizionali cuvée più selettive e personali. Il nome rimasto sull’etichetta conserva quindi soprattutto una storia familiare: quella di Bernard Bijotat e di un domaine che, generazione dopo generazione, ha costruito la propria firma sulla maturità del frutto, sulla freschezza e sul carattere profondamente champenois del Meunier della Vallée de la Marne.