BRUNO DEBON
Bruno Debon è il vignaiolo che ha dato vita a Terres des Nus, piccola realtà agricola di Châteaudouble, nell’entroterra del Var, in Provenza. Il suo è un progetto volutamente essenziale, costruito su pochi ettari e su un rapporto diretto con la terra, lontano dall’immagine più conosciuta e commerciale della viticoltura provenzale. Prima di dedicarsi al vino Bruno ha lavorato come fotografo, un percorso apparentemente distante dalla campagna ma che racconta bene la sua sensibilità e la volontà di interpretare ciò che lo circonda attraverso un linguaggio personale. Dal 2012 questa ricerca si è trasferita tra vigne e frutteti, dando origine a un’azienda nella quale il vino rappresenta soltanto una parte di un progetto agricolo più ampio. Terres des Nus dispone infatti di circa due ettari e accanto alle viti vengono coltivati anche meli, utilizzati per la produzione di succhi, composte e frutta essiccata. Questa diversificazione riflette una concezione della campagna nella quale la vigna non deve necessariamente occupare ogni spazio disponibile, ma convivere con altre colture contribuendo alla biodiversità complessiva della proprietà. I vigneti si trovano nei dintorni di Châteaudouble, piccolo borgo arroccato dell’entroterra provenzale, in un ambiente più fresco e selvaggio rispetto alle zone costiere della regione. Qui Bruno lavora secondo agricoltura biologica certificata, cercando di mantenere vitali i terreni e di ottenere uve capaci di raggiungere naturalmente il proprio equilibrio. La stessa filosofia continua in cantina, dove le vinificazioni sono condotte riducendo gli interventi al minimo ed evitando l’utilizzo sistematico di additivi enologici. In diverse cuvée anche la solforosa viene completamente esclusa, lasciando che fermentazione, materia prima e annata determinino direttamente il carattere del vino. La produzione non segue una struttura rigida e proprio questa libertà rappresenta uno degli aspetti più riconoscibili di Bruno Debon. Grenache Noir e Syrah costituiscono il cuore delle varietà rosse, mentre il patrimonio a bacca bianca è sorprendentemente articolato e comprende Rolle, nome con cui il Vermentino è tradizionalmente conosciuto in Provenza, Roussanne, Clairette, Muscat à Petits Grains, Chenin e persino Assyrtiko. La presenza di quest’ultima varietà, profondamente legata alla tradizione greca, racconta bene la curiosità di Bruno e la sua disponibilità a sperimentare senza sentirsi obbligato a seguire esclusivamente le consuetudini locali. Api Rouge è una delle interpretazioni del Grenache Noir e mostra il lato più immediato e vitale della produzione, mentre altre cuvée permettono alla Syrah e al Grenache di incontrarsi in proporzioni differenti. Nei bianchi la stessa libertà porta Bruno a costruire assemblaggi nei quali varietà mediterranee possono convivere con Chenin e Assyrtiko, creando vini difficili da ricondurre a categorie convenzionali. Anche il rosato, inevitabilmente legato all’identità della Provenza, viene affrontato senza inseguire lo stile uniforme che ha reso celebre la regione nel mondo. Il colore o la tipologia non rappresentano il punto di partenza: ciò che conta è seguire l’uva e la vendemmia, accettando che il risultato possa cambiare naturalmente da un anno all’altro. Le quantità estremamente limitate consentono a Bruno di seguire personalmente ogni fase e di mantenere un rapporto quasi individuale con le diverse masse. Non esiste la ricerca di una perfetta standardizzazione tra le annate e le differenze vengono considerate parte integrante dell’identità dei vini. È un approccio nel quale la precisione non coincide con l’uniformità e dove il compito del vignaiolo consiste soprattutto nel creare le condizioni affinché l’uva possa trasformarsi senza perdere la propria energia originaria. Anche i nomi delle cuvée, spesso evocativi e lontani dalle convenzioni più formali del vino francese, contribuiscono a costruire l’universo personale di Terres des Nus. Api Rouge, Palabre, Au Coin du Bois, Parlez-Moi d’Amour, Trouble Fête e Because the Night sembrano quasi frammenti di racconti differenti e riflettono quella libertà creativa che Bruno ha trasferito dalla fotografia alla viticoltura. Terres des Nus rappresenta così un volto decisamente meno conosciuto della Provenza, lontano dalle grandi proprietà e dalle produzioni costruite attorno al successo internazionale del rosato. È la Provenza dell’entroterra, dei piccoli vigneti, della biodiversità e delle produzioni artigianali, dove Grenache, Syrah, Rolle e varietà decisamente meno prevedibili vengono interpretate attraverso fermentazioni essenziali e pochissimi interventi. Bruno Debon ha trasformato pochi ettari di Châteaudouble in un progetto profondamente personale, nel quale vino, frutteto e agricoltura convivono senza gerarchie e ogni bottiglia conserva qualcosa della libertà con cui è stata immaginata.