VILLA BUCCI
Villa Bucci è una delle cantine che hanno maggiormente contribuito alla rinascita qualitativa del Verdicchio e alla sua affermazione come uno dei grandi vini bianchi italiani da invecchiamento. La famiglia Bucci è legata all’agricoltura marchigiana fin dal Settecento ed è originaria di Montecarotto, uno dei Castelli di Jesi, ma la cantina nella sua forma moderna nasce nel 1983 a Ostra Vetere grazie alla visione di Ampelio Bucci. È proprio in quegli anni, quando il Verdicchio era ancora spesso associato a vini semplici e di consumo immediato, che Ampelio decide di percorrere una strada completamente differente: ridurre le rese, valorizzare le vecchie vigne e dimostrare che questa varietà possiede struttura, acidità e complessità sufficienti per affrontare lunghissimi affinamenti. Il progetto prende forma insieme all’enologo Giorgio Grai e la prima annata di Villa Bucci Riserva viene prodotta proprio nel 1983, diventando progressivamente una delle bottiglie simbolo dell’intera denominazione. Il patrimonio agricolo della famiglia è molto più ampio del solo vigneto e comprende centinaia di ettari destinati a differenti colture, mentre le vigne si trovano nella zona Classica dei Castelli di Jesi, principalmente tra Montecarotto e le colline circostanti. Il Verdicchio rappresenta naturalmente il cuore della produzione, affiancato da Montepulciano e Sangiovese destinati ai vini rossi. I vigneti di Verdicchio occupano circa 25 ettari secondo le fonti aziendali storiche più recenti disponibili e comprendono piante con un’età media importante; i terreni sono prevalentemente argilloso-calcarei e le vigne si sviluppano indicativamente tra 250 e 400 metri di altitudine. L’azienda lavora esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti e porta avanti da oltre vent’anni una conduzione certificata biologica, inserendo il vino all’interno di un sistema agricolo più ampio che comprende anche seminativi e oliveti. Uno degli elementi fondamentali della filosofia di Villa Bucci è la vinificazione separata delle diverse vigne. Le uve vengono raccolte manualmente, pressate delicatamente e fermentate in acciaio; i vini rimangono sulle fecce fino alla primavera e la fermentazione malolattica non viene forzata, lasciando che siano annata e caratteristiche del vino a determinarne naturalmente l’evoluzione. Per la Riserva entra poi in gioco uno degli elementi più riconoscibili della cantina: grandi botti di rovere di Slavonia da 50-75 ettolitri, alcune vecchie di oltre ottant’anni. Non vengono utilizzate per imprimere aromi di legno, ma come recipienti ormai completamente neutri capaci di accompagnare lentamente l’evoluzione del Verdicchio attraverso una delicata ossigenazione. La maturazione può protrarsi per oltre un anno in botte e viene seguita da un ulteriore lungo riposo in bottiglia. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore rappresenta l’espressione più immediata dello stile aziendale, mentre Villa Bucci Riserva ne costituisce il vertice e viene prodotta soltanto quando la vendemmia raggiunge l’equilibrio ricercato dalla cantina. È un Verdicchio proveniente da vecchie vigne e costruito non sulla potenza aromatica o sull’impronta del rovere, ma sulla capacità del vitigno di evolvere lentamente: agrumi, erbe mediterranee e frutta bianca della giovinezza possono progressivamente lasciare spazio a note di frutta secca, spezie, miele, idrocarburi e sfumature balsamiche, mantenendo una struttura acida capace di sostenere decenni di bottiglia. Le numerose verticali realizzate sulle vecchie annate hanno dimostrato concretamente questa longevità, trasformando la Riserva in una delle bottiglie che hanno cambiato la percezione stessa del Verdicchio. Accanto ai bianchi, Villa Bucci produce anche vini rossi da Montepulciano e Sangiovese, tra cui le interpretazioni legate alla Tenuta Pongelli e al Rosso Piceno, ma il Verdicchio rimane inevitabilmente il centro storico e culturale del progetto. Oggi Villa Bucci attraversa inoltre una nuova fase: l’eredità costruita da Ampelio è proseguita sotto la proprietà di Federico Veronesi, che dichiara di voler conservare l’impostazione e l’armonia tra vino e natura che hanno reso riconoscibile la cantina. È proprio questa continuità a rendere Villa Bucci una realtà fondamentale per comprendere i Castelli di Jesi: una famiglia agricola presente nelle Marche dal Settecento, una cantina moderna nata nel 1983 e soprattutto l’intuizione di trattare il Verdicchio con la stessa ambizione riservata ai grandi bianchi destinati all’invecchiamento. Vecchie vigne, basse rese, agricoltura biologica, vinificazioni separate, acciaio e grandi botti di Slavonia ormai neutre costituiscono ancora oggi gli strumenti di una filosofia rimasta sorprendentemente coerente nel tempo. Villa Bucci non ha semplicemente prodotto uno dei Verdicchio più conosciuti d’Italia: ha contribuito concretamente a dimostrare quanto questo vitigno possa essere complesso, territoriale e straordinariamente longevo.