CASCINA ELENA

ALTA LANGA DOCG PAS DOSÉ "I GORGHI" 2022 - CASCINA ELENA

Prix régulier €26,90 Prix de solde€32,00vous économisez €5,10

Abbinamenti, Perfetto in abbinamento a crudi di pesce, fritti leggeri, ostriche, tartare di tonno e formaggi caprini freschi.
Alcol, 12%
Annata, 2022
Denominazione, Alta Langa DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay, Pinot Nero

NOTES SENSORIELLES :

Jaune doré à l'œil, lumineux et cristallin, avec un perlage fin et persistant. Le nez est élégant, guidé par des nuances olfactives complexes qui rappellent les agrumes confits, le miel d'acacia, les noisettes grillées, la massepain et la brioche. La bouche est bien organisée, traversée par une veine minérale précieuse et d'une excellente longueur.

CURIOSITÉ:

Une concentration marquée et une acidité notable du fruit représentent la base solide à partir de laquelle le "Pas Dosé" de Cocchi prend vie. C'est un vin effervescent qui repose sur ses lies en bouteille pendant un bon quatre-vingts mois, pour ensuite arriver à offrir une gorgée articulée et complexe, sensuelle et intrigante, chaleureuse dans les parfums, pure dans le savoir dire le plus vrai. âme des terres d'Alta Langa, il donne d'une part une fraîcheur raffinée et un parfum agréable, pour ensuite proposer d'autre part des saveurs grillées et confites décisives. C'est un fabuleux Brut Nature : mariez-le avec du calamar tempura, et les satisfactions seront infinies.
Cascina Elena

Cascina Elena è una giovane realtà dell’Alta Langa nata nel 2020 a Rocchetta Belbo, in provincia di Cuneo, dall’incontro tra Filippo De Vito, romano con precedenti esperienze enologiche maturate in Toscana, e Peter Cooper ed Elaine Scialo, newyorkesi che hanno scelto queste colline come luogo in cui vivere e sviluppare un progetto agricolo profondamente legato alla natura. Non si tratta quindi di una cantina costruita sulla continuità di una famiglia di vignaioli, ma dell’incontro tra persone provenienti da percorsi e luoghi differenti, accomunate dalla volontà di recuperare un piccolo patrimonio viticolo dell’Alta Langa e interpretarlo senza stravolgerne l’identità. Il domaine si trova in località Pia, lungo le colline che da San Donato di Mango scendono verso Rocchetta Belbo, in un ambiente decisamente diverso dalle zone più conosciute della Langa albese: qui le altitudini salgono oltre i 500 metri, le pendenze diventano più marcate, i boschi occupano una parte importante del paesaggio e la viticoltura assume quasi un carattere montano. I vigneti formano un piccolo anfiteatro naturale completamente circondato dal bosco e comprendono circa 4,5 ettari suddivisi in minuscoli terrazzamenti, con vigne piantate in epoche differenti tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Duemila. Le altitudini si collocano indicativamente tra 420 e 530 metri e costituiscono uno degli elementi fondamentali dello stile aziendale: escursioni termiche importanti e maturazioni più lente permettono di conservare freschezza e tensione anche nelle annate più calde. I terreni sono complessi e alternano marne, calcare, limo, sabbie fini e alcune vene maggiormente argillose, memoria dell’origine marina di queste colline. Un elemento particolarmente caratteristico sono i vecchi muretti a secco e i ciglioni che modellano i pendii e che la proprietà ha scelto di recuperare e conservare anziché modificare il paesaggio per facilitare la meccanizzazione. Proprio per la conformazione dei vigneti gran parte delle operazioni viene svolta manualmente e con mezzi leggeri. Il bosco che circonda completamente le vigne svolge inoltre un ruolo fondamentale, creando una barriera naturale e soprattutto un ambiente particolarmente ricco di biodiversità. Cascina Elena segue i principi dell’agricoltura biologica e la conduzione è certificata biologica; l’obiettivo dichiarato non è semplicemente eliminare la chimica di sintesi, ma comprendere come coltivare queste colline rispettandone l’equilibrio originale. Anche la nuova cantina è stata progettata seguendo la stessa filosofia: inserita nel profilo naturale della collina per limitarne l’impatto paesaggistico, utilizza materiali a ridotto impatto ambientale, pannelli solari e sistemi di recupero e riciclo dell’acqua. Il patrimonio varietale riflette la natura di confine dell’Alta Langa e comprende Chardonnay, Pinot Nero, Nebbiolo e Moscato, ai quali si affiancano Freisa e altre varietà utilizzate in alcune produzioni. Lo Chardonnay occupa circa due ettari ed è diventato particolarmente importante anche per il progetto spumantistico; il Pinot Nero, circa un ettaro, è entrato progressivamente in produzione, mentre Nebbiolo e Moscato permettono di esplorare due anime completamente differenti della tradizione piemontese. La filosofia di cantina è riassunta dalla volontà di “portare il terroir in bottiglia” senza ricorrere a correzioni destinate a standardizzarne il carattere. Le fermentazioni vengono accompagnate con interventi ridotti, privilegiando processi spontanei e lieviti indigeni quando le condizioni della vendemmia lo consentono, mentre acciaio e legni usati vengono scelti in funzione della varietà e del vino. La gamma è volutamente eclettica e permette di comprendere quanto Cascina Elena consideri la sperimentazione uno strumento per conoscere meglio il proprio territorio. Dintralcio interpreta il Moscato in versione completamente secca: le uve provengono da vigne piantate tra gli anni Sessanta e i primi Duemila sui terreni calcareo-sabbiosi della proprietà e il vino viene vinificato in bianco e affinato per circa un anno in acciaio, trasformando un vitigno normalmente associato alla dolcezza in un bianco teso, aromatico e profondamente territoriale. Romeo esplora invece il Moscato attraverso il contatto con le bucce, mentre Makedè porta la macerazione su un'altra varietà bianca piemontese, mostrando l’anima più sperimentale della cantina. Nebbiolo e Freisa rappresentano il volto rosso del progetto: quest’ultima proviene da vigne poste intorno ai 500 metri e affronta un affinamento che combina barrique usate e acciaio, scelta pensata per accompagnarne la struttura senza coprirne il frutto e la naturale freschezza. Particolarmente importante è il progetto dedicato all’Alta Langa DOCG, denominazione perfettamente coerente con altitudine e clima della proprietà. Il Metodo Classico Pas Dosé nasce da Chardonnay coltivato sui terreni calcarei di Rocchetta Belbo e viene elaborato senza dosage, lasciando che siano acidità naturale, affinamento sui lieviti e caratteristiche del vigneto a costruirne l’equilibrio; accanto a questa interpretazione si inserisce anche I Gorghi, ulteriore sviluppo della ricerca sulle bollicine. Cascina Elena è quindi un progetto estremamente giovane, ma possiede una visione già molto definita: circa 4,5 ettari riuniti in un unico anfiteatro naturale, altitudini che superano i 500 metri, boschi, terrazzamenti, muretti a secco e terreni prevalentemente marnoso-calcarei diventano gli elementi attorno ai quali Filippo, Peter ed Elaine hanno costruito la propria identità. Moscato secco e macerato, Nebbiolo, Freisa e Metodo Classico mostrano differenti possibilità dello stesso luogo senza cercare di ricondurle a uno stile uniforme. Anche il progetto culturale Vinaccia, con musica, mostre, degustazioni ed eventi organizzati negli spazi della proprietà e nel teatro realizzato nel bosco, racconta la volontà di considerare Cascina Elena non soltanto come una cantina, ma come un luogo da vivere e condividere. È proprio questo rapporto tra vino, paesaggio e biodiversità a definire meglio la proprietà: una nuova interpretazione dell’Alta Langa che non cerca di imitare le Langhe più celebri, ma valorizza la propria altitudine, il clima più fresco e il carattere selvatico di queste colline attraverso vini artigianali, biologici e volutamente poco corretti dalla tecnica.